Siria, “che ritrovi il diritto di vivere e creare!”

La seguente lettera aperta è stata inviata il 30 gennaio scorso al quotidiano francese Le Monde da numerosi artisti e intellettuali siriani. Il testo integrale (in francese) è su http://www.sirialibano.com/short-news/siria-che-ritrovi-il-diritto-di-vivere-e-creare.html . Nella foto, il vignettista Ali Farzat, picchiato selvaggiamente l’estate scorsa da agenti del regime siriano, che si accanirono particolarmente sulle mani dell’artista.

La prima reazione del regime siriano contro la rivolta è stata quella di uccidere civili disarmati. Poi ha annunciato riforme e ne ha ucciso migliaia di altri. Purtroppo, il presidente siriano Bashar Al-Assad non può riformare i morti e ridare loro la vita. Solo un futuro che garantisca la cessazione della violenza può riformare “la vita”.
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Il destino ci ha condannato a comparire davanti agli schiavi del Mukhabarat (servizi segreti siriani), felici di trovare questa opportunità per ostentare la loro conoscenza della poesia, della musica, del cinema e del teatro. Alcuni di noi, se non tutti, hanno scelto di chinare il capo, di rifugiarsi nel silenzio e convivere con la schiavitù.
Alcuni di noi, se non tutti, hanno iniziato una resistenza morale che ci ha guadagnato la simpatia della maggioranza dei Siriani. Questa vittoria sull’isolamento ha liberato la fantasia di artisti, assediata per decenni dalle istituzioni, da ministeri e sindacati corrotti.
(…)
La corruzione porta alla corruzione. La cultura diventa un insulto, la libertà una malattia psichiatrica. Per quanto riguarda l’autore, è sospettato di voler attentare all’”arte del popolo” … Ora, si tratta dello stesso popolo che sono accusati di aver ucciso senza pietà.
La Siria sta annegando nel sangue e speranza. Oggi, la Siria rivela due immaginari: il primo si esprime attraverso manifestazioni, con le sue soluzioni all’avanguardia nel cinema, ma anche con la sua felicità, la sua ironia, i canti, le danze e la glorificazione della bellezza della vita e della libertà. Ma le istituzioni pubbliche formano un’ombra minacciosa, le scuole diventano prigioni e gli ospedali camere di tortura. L’apparato statale, che ha negato la libertà di espressione attraverso la censura, se la prende oggi con il diritto alla vita rivendicato dai manifestanti e dagli scioperanti.
Libertà di espressione e diritto alla vita sono una cosa sola. Entrambi sono punibili con la morte e passibili di tortura. Le istituzioni culturali hanno perso ogni legittimità a forza di murarsi nel silenzio di fronte ai massacri ed alla detenzione dei suoi stessi figli.
Registi, studiosi, musicisti, donne e uomini di lettere, scrittori e giornalisti sono stati arrestati e minacciati di morte, picchiati con cavi elettrici, e poi abbandonati nelle galere … Persone che incarnano la pace e la civiltà sono state brutalmente assassinate. L’attivista democratico Ghiyath Matar ha offerto acqua e rose ai militari, ed è stato ucciso. Il cantore dei manifestanti Qachouch Ibrahim ha scritto la canzone “La Siria vuole la libertà” ed è stato ucciso. L’attivista dei diritti umani Farzat Yahya Jarban ha filmato le manifestazioni e gli hanno strappato gli occhi. Hamza, un ragazzo di 13 anni, è stato ucciso e il suo corpo mutilato. Hajar, una ragazza, è stata crivellata di colpi. Altre migliaia sono dispersi.
Oggi siamo costretti a scegliere tra la nostra umanità e un regime che ha sulle mani il sangue dei Siriani. Oggi, noi dichiariamo di essere dalla parte della libertà e della creatività. Abbiamo scelto un popolo che si affranca per il bene di tutti. La libertà espressa nelle strade ha risvegliato la nostra. Non possiamo restituire la vita ai nostri martiri, ma possiamo celebrare le loro vite e lavorare anima e corpo con la rivoluzione siriana, per costruire una nuova patria dove i suoi figli non saranno più assassinati in nome di imposture nazionaliste.
La casualità della nascita ha deciso la nostra appartenenza religiosa o etnica, ma noi siamo prima di tutto umani e liberi… questa energia ci porta verso la Siria dell’avvenire. Noi desideriamo la costruzione di uno Stato pluralista e democratico, uno Stato che rispetti l’uguaglianza dei cittadini di fronte ad una legge giusta. Una Siria che non sia accaparrata da una sola fazione, che non avanzi in una sola direzione in favore di pochi. Noi desideriamo una Siria che celebri i film di Omar Amiralay in una sala che porti il suo nome.
Difendere la vita di tutti i siriani e la loro libertà è un dovere per ogni essere umano. Noi, la Coalizione degli artisti siriani, annunciamo il nostro impegno per una nuova legittimità politica a Damasco per scatenare la creatività e la sua capacità di interrogare il nostro mondo, per preservare l’indipendenza del nostro paese e ottenere, infine, il rispetto dei diritti umani.
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Hala Alabdalla, regista; Reem Ali, attrice; Osama Mohammed, regista; Ali Ferzat, vignettista, e i primi firmatari:

May Scaff, attrice; Fadwa Soliman, attrice; Haitham Hakki, regista, produttore; Yousef Abdalki, incisore; Samih Choukaer, compositore, cantante; Helou Fares, attore; Nabil Maleh, regista; Orwa Nyrabia, regista, produttore; Noma Omran, soprano; Rasha Omran, poeta; Hala Mohammad, poeta, regista; Hala Omran, attrice; Badredine Shafi, compositore; Razek – Francois Bitar, tenore; Rasha Rizk, cantante; Sonia Bitar, cantante; Yasser Khanger, poeta; Monir Alshaarani, calligrafo; Nasreen Aljanabi Larsson, ballerina; Ramzi Choukair, direttore teatrale; Albahra Azza, attrice; Luisa Abdelkarim, attrice; Mohamad Abdulaziz, regista; Thaa Mosa, regista; Mohamad Omran, scultore; Khaled Khalifa, autore; Rima Flihan, scrittore; Bachar Zarkan, musicista; Amal Hwijeh, attrice; Darina Lagundo, attrice; Nidal Al Dibs, regista; Ghassan Jebai, direttore teatrale; Kinan Azmeh, musicista; Jaber Al Azmeh, fotografo; Rasha Shurbatji, regista; Osama Shukairy, artista; Jihad Abdo, attore; Mhammad Hdaki, attore; Zina Al Halak, artista; Aliaa Khachouk, regista; Raghda Khateb, direttrice teatrale; Alzakout Raafat, attore; Tarek Malas, musicista; Najwa Kondakji, attrice; Mohammad Nanda, attrice; Hazar Al Hark, attrice.

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