LA MONACA DI ASSAD

Di Germano Monti

Seconda parte

Il network italiano di suor Agnès

 

Anche in Italia, suor Agnès può contare su una buona rete di diffusione delle sue “testimonianze”: oltre ad alcuni siti di sinistra che ne riportano gli articoli, le parole della shabiya mediatica (come la chiamano i dissidenti siriani) trovano ampio risalto su siti di estrema destra e/o legati all’integralismo cattolico più fanatico ed estremista.
Le corrispondenze della suorina vengono pubblicate regolarmente dal sito “Ora Pro Siria”,dove contribuiscono ad alimentare la psicosi dell’aggressione islamista contro il governo laico e tollerante del clan Assad, in un quadro a tinte fosche fatto di jihadisti, terroristi di professione e delinquenti comuni foraggiati dai petrodollari di Arabia Saudita e Qatar. Suor Agnese è anche la star del sito del “Centro Studi Jeanne D’Arc”, che annovera fra i suoi collaboratori la Comunità Antagonista Padana, gruppo degli studenti indipendentisti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Lotta Studentesca, gruppo studentesco di Forza Nuova, oltre ad altri raggruppamenti leghisti e neofascisti. Il centro studi promuove la casa editrice “Jeanne D’Arc”, il cui testo più pubblicizzato è “Islam e Massoneria – L’alleanza contro i popoli d’Europa”, che viene così presentato sul sito del centro studi: “Questo libro non è una raccolta di “riflessioni” ma di constatazioni di fatto che mostrano la volontà, da parte dei poteri massonici, di destabilizzare la società europea attraverso l’espansione islamica. Non vi sono altre questioni nel mondo: perché un nuovo ordine massonico possa sorgere, la civiltà cristiana europea deve cadere.
I “viaggi della speranza” sono lo strumento primario di una strategia eversiva pianificata dagli stessi poteri che hanno messo in cantiere la globalizzazione economico-politica. L’Italia, in quanto centro del Cristianesimo mondiale, è il paese- chiave del nuovo ordine e dunque obiettivo primario dell’immigrazione islamica perché se cade l’Italia, con essa cadrà l’Europa.
Ogni lettore diventi sentinella”.

Per le aspiranti sentinelle non poliglotte, a tradurre le “testimonianze” di Suor Agnès ci pensa Mario Villani, di “Appunti”, sito che gira su un server russo ed è espressione del  “Circolo culturale Beato Carlo d’Asburgo”, associazione che si presenta così: “Il Circolo Beato Carlo d’Asburgo è un associazione culturale – di ispirazione dichiaratamente cattolica – costituitasi con lo scopo di unirsi agli sforzi di tutti coloro che vogliono valorizzare e difendere la cultura ed i valori che sono stati, negli ultimi venti secoli, il fondamento del “modus vivendi” dei popoli europei. Cultura e valori di cui nessuno puo’ – se non in malafede – negare la matrice cristiana. (…)
Difesa della sacralità della vita, della famiglia come elemento fondante della società, di una sana iniziativa economica privata sottoposta ad un saggio controllo pubblico, del diritto all’apostolato da parte della Chiesa, delle identità di ogni singolo popolo e delle legittime autonomie locali sono solo alcuni degli argomenti che caratterizzano, assieme ad un’attenzione particolare per la storia della nostra Europa (Historia magistra vitae), l’attività del circolo Carlo I° d’Asburgo”.
Recentemente, Villani ha scritto una lettera al quotidiano cattolico “Avvenire”, lamentando l’avvenuta pubblicazione di un’intervista al gesuita Samir Khalil in cui il religioso parlava della repressione in Siria e sostenendo la solita tesi del governo del clan Assad come baluardo contro l’estremismo ed il fanatismo sanguinario di jihadisti e wahabiti. Secondo Villani, “La popolazione, in particolare la comunità cristiana, è sicuramente terrorizzata, ma non dalla repressione del regime. E’ terrorizzata da bande criminali e terroristiche che uccidono, rapiscono, mutilano, incendiano e saccheggiano case, si abbandonano ad ogni forma di violenza con il deliberato scopo di spingere il Paese vero uno scontro confessionale. (…) Sono bande composte da integralisti islamici di fede salafita e wahabita, armate e supportate da paesi esteri e robustamente rinforzate da mercenari stranieri (molti sono stati arrestati o uccisi dalle autorità siriane) nonché da elementi della criminalità organizzata”.
Il 21 marzo 2012, invece, su “Oriente Cristiano”, Villani aveva intervistato sulla situazione in Siria Jocelyne Khoueiry, cristiana maronita libanese ed ex combattente nelle milizie falangiste, Comandante della Milizia femminile delle Forze Libanesi e numero tre dell’esercito ai tempi di Gemayel. La foto qui sotto è tratta dalla copertina della sua biografia “Il cedro e la croce” e la ritrae nell’uniforme falangista, con tanto di kalashnikov a tracolla.

L’associazione presieduta dalla Khoueiry gode dell’appoggio delle suore della nostra Madre Agnès, “anche perchè – rivela Villani – è amica di suor Agnese ed ha con lei frequenti contatti”.
Per chiudere con il traduttore delle “testimonianze” della monaca di Assad, basti dire che Villani lo scorso anno sostenne la candidatura alla Presidenza della Provincia di Pavia di Massimo Granata, anche lui della redazione di “Appunti”. Granata era il candidato de La Destra di Francesco Storace. Per la cronaca, prese l’1,1% dei voti.
Suor Agnès viene propagandata anche da “Riscossa Cristiana”, sito dell’omonima associazione presieduta da Paolo Deotto. Oltre alla visione del sito, può essere interessante la conoscenza dei blog “amici” del Deotto, fra i quali troviamo – oltre a svariati indirizzi dell’integralismo cattolico – le Edizioni Settimo Sigillo – Libreria Europa, i siti di PDL e Lega Nord e quello dei “Legionari di Cristo”.
Altro sito del circuito che pubblica gli interventi di Suor Agnès è VIETATO PARLARE, di ispirazione antirisorgimentale – per non dire borbonico-papalina – che si direbbe molto vicino a Comunione e Liberazione. Il sito è associato a “Samizdat On Line”, portale cattolico che, fra le altre cose, sembra avere molto a cuore la difesa di Roberto Formigoni, esponente di C.L. e del PDL, Presidente della Regione Lombardia, quello che non ricorda chi gli ha offerto molte vacanze extralusso nelle località più esclusive.

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Il quadro che emerge da questa ricostruzione è, al tempo stesso, molto chiaro e molto inquietante.
Molto chiaro, perché appare evidente come Suor Agnès Mariam De La Croix sia il grimaldello mediatico di una rete di sostegno al regime del clan Assad che vede protagonisti neofascisti (in abiti più o meno rossobruni) ed integralisti cattolici, con ottime entrature ai piani alti del Vaticano. L’obiettivo è sin troppo palese: presentare la rivoluzione siriana come un complotto ordito dalle potenze che sostengono il fanatismo religioso contro un regime laico e, per questa via, soffiare sul fuoco dell’islamofobia e della xenofobia a casa nostra.
Molto inquietante, perché le potenze che sono dietro la monaca di Assad hanno già scritto più di una pagina sanguinosa della nostra storia, senza contare che i contenuti di alcuni dei siti che amplificano le gesta della nostra suorina non appaiono molto dissimili dai deliri di Breivik, lo stragista norvegese, e dei fanatici sionisti – sia ebrei che cristiani – che paventano “Eurabia”, l’invasione dell’Europa da parte di Arabi e Musulmani.
In questo contesto, l’approssimazione “antimperialista” che ha portato alcuni attivisti di sinistra e pacifisti a farsi essi stessi partigiani del regime del clan Assad e sostenitori delle tesi complottiste, si rivela a sua volta densa di pericoli. Come ha ammonito Saverio Ferrari, nel suo articolo sul Manifesto del 16 maggio 2012 “Crescono in Italia piccole ombre rossobrune”, molti anni fa le organizzazioni fasciste tentarono, senza riuscirvi, di infiltrarsi nei primi movimenti studenteschi e poi “Anni dopo si scoprì che qualche loro dirigente figurava in rapporti con l’Ufficio affari riservati. Giusto per ricordarselo”.

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