CHIARIMENTI

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera da Matteo Bernabei, seguita dalla risposta di Germano Monti

Egregio Germano Monti,

ho letto con attenzione il pezzo “Quei fascisti amici del dittatore siriano” in cui vengo citato come facente parte di una delegazione neofascista partita per la Siria alcune settimane fa e volevo fornirle alcuni chiarimenti nella speranza di una sua rettifica: innanzitutto non sono un neofascista, non sono mai stato iscritto a partiti o movimenti giovanili politici, può verificare se vuole come avrebbe già dovuto fare; in secondo luogo il nome del giornale per il quale lavoro è errato e non è neppure un quotidiano di estrema destra, se lo leggesse con costanza si accorgerebbe che ospita opinioni di tutti i generi, compresi quelle di antifascisti, comunisti e stalinisti. 
Per quanto riguarda la sua visione della crisi in Siria mi auguro lei sia stato sul posto, perché io ci sono stato anche in altre occasioni e lo scorso venerdì 9 settembre, quando l’Ansa parlava di una manifestazione organizzata dal governo di fronte la moschea degli Omayyadi, con dipendenti pubblici costretti a partecipare, io ero lì e non c’era alcuna manifestazione e ho tanto di video a dimostrazione. Allo stesso modo quando nel pomeriggio dello stesso giorno in Italia la stampa parlava di scontri nei sobborghi della città, io ho preso una macchina per verificare e non sono riuscito a trovare nemmeno uno straccio di tafferuglio…
La prego quindi di rettificare, o di togliere il mio nome dal pezzo che compare sul blog https://vicinoriente.wordpress.com, evitando così spiacevoli conseguenze legali che sarebbero soltanto una perdita di tempo e di denaro per entrambi.

Cordiali Saluti

Matteo Bernabei

P.s.: Io parlo solo per me stesso, gli altri sono in grado, qualora volessero farlo, di difendersi da soli, compreso il giornale per il quale lavoro. Volevo comunque sottolineare che l’accostamento tra quanto riportato nel cappello iniziale e quanto scritto in seguito sulla delegazione, è una forzatura ridicola volta soltanto a sostenere una tesi che altrimenti non reggerebbe. Noto infatti che non ha accuratamente citato il collaboratore dell’Ansa che ha preso parte al viaggio e neppure il sostegno di alcuni partiti e movimenti di sinistra alla comunità siriana presieduta da Jamal Abo Abbas.

Egregio Matteo Bernabei,

aderisco con piacere al suo gentile invito a chiarire che lei non è un neofascista. Come ho già avuto modo di dire, fa sempre piacere sapere che esiste un fascista in meno ed un democratico in più. Qualora anche altri, da me citati, volessero fare professione di fede antifascista, mi impegno ad adoperarmi con ogni mezzo a mia disposizione per diffondere la lieta novella.
Quanto al giudizio sulla collocazione politico-culturale del giornale per cui lei lavora, si tratta di un mio libero convincimento e, se permette, non vedo ragione di modificarlo.
Trovo molto bello il fatto che il suo giornale ospiti “opinioni di tutti i generi, compresi quelli di antifascisti, comunisti e stalinisti”: è pur vero che, nonostante il momento buio che stiamo vivendo, in questo Paese censurare le opinioni antifasciste sarebbe ancora considerato piuttosto grave, ma trovo comunque lodevole la vostra premura di non pubblicare esclusivamente opinioni fasciste.

Cordiali saluti,

Germano Monti

P.S. Almeno una cosa ci accomuna: anche io parlo solo per me stesso. Quanto al collaboratore dell’Ansa che ha preso parte al viaggio, secondo me avrebbe potuto scegliere una compagnia migliore, ma i gusti sono gusti. La stessa considerazione vale per quei partiti e movimenti di sinistra che si accompagnano al signor Abo Abbas.

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