SIRIA. BASTA CON IL SOSTEGNO ALLA REPRESSIONE

Con questo appello ci dissociamo e condanniamo la posizione e il tipo di copertura mediatica che molti movimenti e testate giornalistiche italiane – da alcune d’ispirazione pacifista e anti-imperialista a quelle vicine ad alcuni ambienti cattolici o filo-israeliani – dimostrano nei confronti della rivoluzione in Siria.
Molti di questi attori continuano a offrire un resoconto distorto degli eventi in corso, sostenendo che la rivolta è guidata dall’esterno, dunque non autentica, mettendone in dubbio il fondamento pacifico e sostenendo di fatto la brutale repressione da parte del regime di Bashar al Asad.
Usano categorie che appartengono a una logica capovolta: diventa “laico” un regime clanico e che da decenni esercita il potere sfruttando le divisioni comunitarie; diventa “terrorismo” la resistenza a una repressione feroce del dissenso.
In modo altrettanto grave, questi sostenitori del regime di Damasco ignorano o fanno finta di ignorare i numerosi e drammatici episodi di dissenso interno contro il regime degli al Asad da quarant’anni ad oggi, considerando nella loro analisi solo gli eventi post-15 marzo 2011.

I firmatari di questo appello sostengono che:

1)    La rivoluzione siriana è spontanea e di natura popolare, nata sulla scia delle altre rivolte arabe.

2)    Il regime siriano è non solo corrotto, ma le politiche pseudo-liberiste che ha portato avanti negli ultimi anni hanno favorito le élites vicine agli al Asad, allargando drammaticamente la forbice tra ricchi e poveri: la rivoluzione nasce prima di tutto dalla richiesta di redistribuzione della ricchezza e di giustizia sociale.

3)    Non esiste un complotto straniero contro il regime siriano che dalla fine della Guerra Fredda assicura invece stabilità alla regione – in particolare al Medio Oriente post-11/9 – ed è stato per anni un interlocutore importante per gli Stati Uniti.

4)    Non è vero che ci sia una campagna mediatica contro il regime di Bashar al Asad. Pur ammettendo ingenuità o esagerazioni da parte dagli attivisti anti-regime, le fonti credibili esistono e sono numerose. La scelta di non lasciar lavorare liberamente i giornalisti nel Paese ricade completamente sul regime. Molti di coloro che affermano che le fonti degli attivisti siano false e artefatte, spesso non conoscono l’arabo e basano dunque le proprie valutazioni sulla lettura di fonti secondarie in lingue occidentali, tradendo uno dei principi fondamentali del giornalismo e della ricerca.

5)    I principali valori in nome dei quali la rivoluzione è portata avanti non sono di natura strettamente religiosa: libertà, dignità, giustizia sociale, rispetto dei diritti umani, trasparenza nella politica. Pertanto la rivoluzione siriana non è un’insurrezione dei sunniti contro alawiti e cristiani, i quali spesso invece sono dissidenti ed attivisti e, per questo, ancora più perseguitati. È stato il regime che fin dall’inizio – confermando l’antica strategia del divide et impera – ha strumentalizzato le divisioni etnico-comunitarie ed evitato un autentico dialogo nazionale. Gruppi religiosi estremisti nell’ambito della rivolta esistono, ma rappresentano un’esigua minoranza.

6)    La deriva militare della rivolta è il risultato della brutale repressione del regime contro un movimento rimasto pacifico per lunghi mesi e che continua a esser tale in numerose località e città. La tesi secondo cui i gruppi dell’Esercito libero siano pesantemente armati da potenze straniere contrasta in modo lampante con l’incapacità dei ribelli di sostenere confronti armati aperti con i governativi. Nonostante gli atti ingiustificati di violenza da parte dei ribelli armati, le differenze tra i due schieramenti sul piano dei crimini commessi sono enormi: i numeri contano.

7)    Non siamo a favore di un intervento militare in Siria. La polemica intorno a questo punto, tuttavia, rappresenta un argomento inutile e strumentale, essendo evidente che nessuna potenza straniera occidentale sia intenzionata a intervenire militarmente a sostegno della rivoluzione.

8)    Le considerazioni di tipo geopolitico sul futuro della Siria sono doverose, ma non possono servire da pretesto per un rimescolamento delle responsabilità e un capovolgimento di ruolo tra oppressore e oppresso. La condanna delle pratiche del regime e la solidarietà ai resistenti dovrebbero invece costituire la precondizione per discutere scenari futuri e negoziare le modalità di uscita dalla crisi.

Maggio 2012


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Primi firmatari (in ordine alfabetico)

 – Marco Allegra, Research Fellow presso il Centro de Investigação e Estudos de Sociologia (CIES), Instituto Universitàrio de Lisboa (IUL).

– Sergio Bianchi, assistente d’insegnamento presso l’Institut des hautes études internationales et du développement (Iheid) di Ginevra.

– Estella Carpi, Ph.D. student, The University of Sydney.

– Elena Chiti, arabista e traduttrice.

– Ramona Ciucani, arabista e traduttrice.

– Mirko Colleoni, arabista e ricercatore indipendente.

– Giovanni Curatola, professore, docente di Archeologia e storia dell’arte musulmana alle università di Udine e Milano.

– Isadora D’Aimmo, docente a contratto di letteratura Araba, Università di Firenze, basata al Cairo.

– Paolo Dall’Oglio, fondatore della comunità monastica di Mar Musa, Siria.

– Enrico De Angelis, Ph.D. (oggetto: comunicazione politica in Siria), Ricercatore presso il CEDEJ, Cairo.

– Lorenzo Declich, Ph.D., arabista, Tutto in 30 Secondi – Appunti e note sul mondo islamico contemporaneo.

– Marcella Emiliani, già Prof.ssa di Storia e Istituzioni del Medio Oriente presso la facoltà ‘Roberto Ruffilli’ dell’Università di Bologna (polo di Forlì).

– Stefano Femminis, direttore della rivista ‘Popoli’.

– Ersilia Francesca, professoressa, docente di Storia dei Paesi islamici presso l’Università degli studi di Napoli L’Orientale.

– Sara Fregonese, British Academy Postdoctoral Fellowship, UK.

– Gennaro Gervasio, Professore, British University, Cairo.

– Giuseppe Giulietti, deputato e portavoce di Articolo 21.

– Jolanda Guardi, Universitat Rovira i Virgili, Tarragona, Spagna.

– Michelangelo Guida, Department of Political Science and Public Administration, Fatih University, Istanbul.

– Marco Hamam, Ph.D., docente di lingua araba e assegnista di ricerca presso l’Università di Sassari.

– Michael Humphrey, professore, Department of Sociology and Social Policy, The University of Sydney.

– Amara Lakhous, Ph.D., scrittore.

– Alfredo Laudiero, già docente di Storia dell’Europa orientale presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale.

– Il Lavoro Culturale, www.lavoroculturale.org

– Guido Moltedo, scrittore e giornalista.

– Aldo Nicosia, Ph.D., ricercatore e docente di lingua araba.

– Samuela Pagani, docente di Lingua e Letteratura araba presso l’Università degli studi di Napoli L’Orientale.

– Maria Elena Paniconi, ricercatrice di lingua e letteratura araba, Università degli Studi di Macerata.

– Marinella Perroni, docente presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo, Roma, e Presidente Coordinamento teologhe italiane.

– Caterina Pinto, arabista e traduttrice.

– Alberto Savioli, archeologo con una decennale esperienza in Siria.

– Marcello Scalisi, direttore esecutivo di Unimed, Unione delle Università del Mediterraneo.

– Lucia Sorbera, Lecturer of Arabic, Islamic, and Middle East Studies, The University of Sydney, NSW.

– Mariagiovanna Stasolla, professore di Storia dei Paesi Islamici presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata

– Antonella Straface, docente di Lingua araba presso l’Università degli studi di Napoli L’Orientale.

– Younis Tawfik, scrittore, docente di Lingua araba presso l’Università di Genova.

– Andrea Teti, Co-Director Interdisciplinary Approaches to Violence, Department of Politics & IR, University of Aberdeen, UK.

– Mattia Toaldo, Post-Doctoral Fellow British School at Rome/Society for Libyan Studies.

– Lorenzo Trombetta, Ph.D. (oggetto: La struttura del potere nella Siria degli al Asad), studioso di Siria contemporanea.

– Anna Vanzan, docente di Cultura araba presso l’Università degli Studi di Milano.

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Aderiscono inoltre (in ordine alfabetico):

– Francesca Acciaro, impiegata aeroportuale, Bologna.

– Alessandro Accorsi, analista e giornalista basato al Cairo.

– Farid Adli.

– Camilla Albanese.

– Luigi Alfieri, professore presso l’Università “Carlo Bo” di Urbino.

– Massimiliano Alone, esperto di sviluppo in Medio Oriente, basato in Palestina.

– Gabriele Augusto, studente, Genova.

– Gemma Baccini, studentessa, Firenze.

– Igor Baldan, insegnante.

– Johnny Samuele Baldi, archeologo.

– Benedetta Baracchi, traduttrice, Cagliari.

– Claudia Bava-Persia, neo-laureata magistrale in Relazioni Internazionali, Università di Bologna.

– Paolo Bazzicalupo, Dirigente di Ricerca presso Istituto Genetica e Biofisica, CNR, Napoli.

– Sara Beccaletto, studentessa, London University.

– Renata Bedendo, islamologa e teologa membro del Consiglio di Presidenza del Coordinamento Teologhe Italiane (CTI).

– Paola Beltrami, studentessa in relazioni internazionali Università di Torino.

– Hocine Benchina, docente di lingua araba, Università degli Studi di Milano.

– Elisabetta Benigni, Berlino – Roma, Assegnista di Ricerca.

– Claudio Bertolotti, ricercatore, Analista Strategico indipendente e uomo libero.

– Stefano Bigliardi, Researcher, Center for Middle Eastern Studies, Lund University.

– Omar Bonetti, studente del corso magistrale di arabo all’Università Ca’ Foscari, Venezia.

– Raffaele Borreca, PhD student, Department of Political Science and International Relations, University of Peloponnese, Greece.

– Sara Borrillo, Dottoranda in Studi sul Vicino Oriente e Nord Africa, Università L’Orientale di Napoli.

– Bilal Breigheche, Comitato “Siriani per la libertà – Italia”.

– Carlo Cafiero, FAO.

– Erminia Chiara Calabrese, arabista, studiosa di Libano contemporaneo, dottoranda in Scienze politiche all’Università di Tarragona, Spagna.

–  Pino Capozza – Commerciante (Pistoia – Italia)

– Nicoletta Caracciolo, studentessa presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

– Roberto Carpi, Milano.

– Cristina Carpinelli, giornalista, Noi Donne.

– Mirella Cassarino, docente di Lingua e Letteratura Araba.

– Raffale Cattedra, Docente di geografia del Mediterraneo, Università di Montpellier 3, Università di Cagliari.

– Martina Censi, PhD student, Università Ca’ Foscari Venezia.

– Benoit Challand, Assistant Professor, Hagop Kevorkian Center for Near Eastern Studies, New York University.

– Meriem Charjane, laureanda in Cooperazione e Sviluppo in Medio Oriente et Maghreb, Institut d’Etudes Politiques (Sciencespo) de Lyon.

– Chiara Chillemi, impiegata, La Spezia.

– Alice Cocciolo, studentessa, Università degli Studi di Bologna.

– Chiara Colasanti, studentessa di Lingue, Università di Perugia.

– Laura Colombini, studentessa di lingua araba presso l’Università Cà Foscari di Venezia.

– Giulia Contini, Il Cairo.

– Valeria Corona, studentessa presso l’Università degli studi di Torino.

– Elka Correa, dottoranda IREMAM, Aix-en-Provence.

– Giulia Costa, laureata in comunicazione audiovisiva e scritture mediali.

– Riccardo Cristiano, giornalista.

– Giusi Currò, docente universitario.

– Alessandro D’Ansembourg.

– Ammar Dayyoub, PhD, Fruit Tree and Woody Plant Sciences (Colture Arboree), Università di Bologna, Italia.

– Francesca de Angelis, esperta in tutela internazionale dei diritti dell’uomo e cooperante in Libano.

– Amina De Biasio, scrittrice e studentessa di arabo presso l’università Ca’ Foscari di Venezia.

– Paolo De Chiara, giornalista.

– Ines Della Valle, fotogiornalista e giornalista freelance di base in Egitto.

– Nicoletta Demarchi, Milano.

– Laura De Matteis, studentessa di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso LUISS Guido Carli, Roma.

– Stefano De Santis.

– Marco Di Girolamo, esperto di tecnologie informatiche.

– Massimo Di Ricco, Universidad Nacional de Colombia, Bogota.

– Muriel Esposito, etnologa e scrittrice freelance.

– Valentina Esposito, studentessa, Napoli.

–  Lydia Euler Morreale.

– Gaetano Farinelli, sacerdote.

– Simona Federico, Point Focal Programme de Soutien à la Coopération Régionale c/o Ambassade d’Italie au Maroc.

– Vanessa Ferreri, infermiera pediatrica, Genova.

– Veronica Ferreri, Studente MA, SOAS Migration and Diaspora Studies, London, UK.

– Chiara Frassetto, avvocato, Napoli.

– Giuseppe Lucio Gaeta, Università degli studi di Napoli L’Orientale.

– Giacomo Galeno, studente presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

– Alessio Genovese, giornalista free lance.

– Tania Ghiraldo, research project officer.

– Gaia Giannini, graphic designer.

– Valeria Gonzalez y Royero, studentessa, Université Aix-Marseille, Marsiglia.

– Alessandro Grancitelli, ingegnere informatico.

– Sarah Grimaldi, studentessa di lingue e culture dell’Eurasia e del Mediterraneo presso l’Università Ca’ Foscari, Venezia.

– Shady Hamadi, scrittore.

– Aya Homsi, attivista per i diritti umani in Siria.

– Marianna Hruska, MA in Relazioni Internazionali, basata in Costa d’Avorio.

– Giorgia Jerace, studentessa di Relazioni Internazionali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

– Chiara Labate, psicologa, Messina.

– Valentina Laera, consulente in sviluppo rurale.

– Andrea Lapponi, musicista, Barcellona.

– Paolo Lapponi, biologo, Rieti.

– Barbara La Spisa, impiegata, Romola (FI).

– Mauro La Spisa, pensionato, Firenze.

– Paolo La Spisa, Ricercatore presso l’Università di Genova, Genova.

– Simone Laudiero, autore e sceneggiatore, Napoli.

– Francesca Lauria, presidente de “Le Altre Voci di Afkar” associazione di volontariato per l’integrazione e l’inserimento dei migranti nella società.

– Gian Nicola Loi, Facoltà di Scienze Politiche “R.Ruffilli”, Università di Bologna (polo di Forlì).

– Simona Loi, arabista, collaboratrice di Limes e SiriaLibano.

– Giacomo Longhi, studente di arabo e persiano, Università Ca’ Foscari di Venezia.

– Monica Luisa, laureata in arabo presso l’Università degli Studi di Milano.

– Lucia Maddoli, esperta di cooperazione decentrata allo sviluppo.

– Alfonso Maffei, Roma.

– Anita Magno, Ufficio stampa e segreteria redazione della casa editrice Mesogea, Messina.

– Ugo Magno, Editore Mesogea, Messina.

– Sara Manca, arabista.

– Lucia Mancini.

– Diana Marchesi.

– Marta Maroni, Ph.D student, University of Helsinki.

– Annalisa Martinelli, giornalista pubblicista, Padova.

– Alice Marziali, analista, laureata in Relazioni Internazionali del Medio Oriente presso l’Università di Scienze Politiche R. Ruffilli di Forlì.

– Camilla Matarazzo, studentessa, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

– Francesca Merletti, Policy Assistant UN Crime and Justice Organization, Geneve.

– Valeria Miazzo, docente di scuola primaria, Monza.

– Caterina Michelini Tocci, laureata in Storia dell’arte islamica e restauratrice di opere d’arte.

– Giovanni Miserocchi, Ravenna.

– Il Mondo di Annibale, http://ilmondodiannibale.globalist.it/

– Germano Monti, attivista per la Palestina, la pace e la giustizia.

– Chiara Moretti, educatrice professionale, Torino.

– Valentina Muiesan, capo ufficio Africa australe, Ministero degli affari Esteri.

– Cristina Muradore, laureata in arabo presso l’università Cà Foscari di Venezia e ora iscritta a un master.

– Laura Odasso, Dottoranda in Lingue Culture Società, Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea, Università Ca’ Foscari, Venezia e Doctorante en sociologie, Laboratoire Cultures et Sociétés en Europe, Université de Strasbourg.

– Luca Paglialonga.

– Monica Palladini.

– Massimo Papa Professore di Diritto Musulmano e dei Paesi islamici, Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

– Costanza Pasquali Lasagni, Local Development Expert.

– Laura Pasqualini, laureata in arabo presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e docente di italiano per stranieri.

– Tamara Pataridze, Université catholique de Louvain, Belgique.

– Giovanna Perrotta, laureata in Giurisprudenza, Napoli.

– Daria Petrini, laureata in Lingua Araba, Università ca’ Foscari, Venezia.

– Valerio Peverelli, dottorando presso l’Università statale di Torino, specialista di storia della violenza politica e storia militare.

– Elisa Piccioni, M.A. Relazioni Internazionali, Università di Perugia.

– Anita Piccolo, arabista.

– Pina Piccolo, attivista culturale.

– Elena Piffero, Fellow Researcher, University of Warwick (UK).

– Chiara Pilotto, dottoranda, Università Ca’ Foscari.

– Marcel Pirard, Bruxelles, Collaborateur scientifique, Centre d’Etudes Orientales, Université Catholique de Louvain.

– Cristina Pittarello.

– Fabio Pizzolato, ricercatore INAF/IASF, Milano.

– Margherita Platania, docente univesitaria.

– Paolo Porsia.

– Frauke Priegnitz, Amburgo.

– Stefano Quaglia, PhD Student, University of Konstanz.

– Patrizio Qualireto, laureato in Filosofia, Politica e Comunicazione.

– Adil Radoini, funzionario delle Nazioni Unite.

– Federica Raimondi, studentessa di Lingua Araba, Università Ca’ Foscari, Venezia.

– Amedeo Ricucci, Giornalista RAI.

– Paola Rivetti, post-doctoral fellow, Dublin City University.

– Mary Rizzo, blogger e webmaster di We Write What We Like (fu Palestine Think Tank) e traduttrice.

– Anthony Robbins.

– Nadia Rocchetti, M.A. in arabo, Università degli studi di Milano.

–  Molly Rogers, insegnante di lingua inglese, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Napoli Federico II.

– Maria Laura Romani, studentessa di arabo presso l’università Cà Foscari di Venezia.

– Patrizio Romani, Libero professionista, San Gemini (TR).

– Mara Rossi, arabista.

– Annalisa Roveroni, politologa internazionalista e agricoltrice naturale, Ostia Parmense.

– Alice Sabatini, Insegnante, Il Cairo.

– Mauro Saccol, arabista, laureato in “Lingue e culture dell’Asia e dell’Africa”, Università di Bologna.

– Mª Angeles Sáez García, Arabista e Traduttrice. Universidad de Sevilla y Universidad de Granada.

– Gisela Salomon, teologa luterana, Sicilia.

– Armando Salvatore, Humboldt Center for Social and Political Research, Berlino.

– Daniele Salvoldi, MA, PhD, Egittologo.

– Barbara Sbrocca, artista.

– Ettore Siniscalchi, giornalista.

– Samantha Sprocatti, Milano.

– Paola Strona, studentessa in Scienze Strategiche e Politico Organizzative (SUISS), Università degli Studi di Torino.

– Rosaria Maria Tagliente, dottoranda in Sociologia all’Université de Montréal dal mese di ottobre p.v.

– Ilaria Tedesco, PhD student in Economics, Universita’ di Roma Tor Vergata e Policy Officer at Food and Agriculture Organization of the UN.

– Lorenzo Tel, studente I anno Magistrale LICAAM – percorso arabo, presso l’università Ca’ Foscari di Venezia.

– Serena Tolino, Post-doctoral fellow, University of Zurich.

– Valerio M. Trapasso, autore televisivo, Roma.

– Vito Trentino, rappresentante, Genova.

– Emanuela Trevisan Semi, Università Ca’ Foscari, Venezia.

– Valentina Viene, Insegnante di Arabo presso Alkhair School, Croydon, UK.

– Daniela Viparelli, insegnante, Napoli.

– Antonio Volta, Assegnista di ricerca, Bologna.

– Isabella Weber, studentessa di Cinema, Università di Roma Tre.

– Sieglinde Worndle, Milano.

– Gerta Zaimi, orientalista, laureata presso la Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” in Relazioni Internazionali, Firenze.

– Eva Ziedan, dottoranda in archeologia presso l’Università di Udine.

– Rosalia Zinno, organizzatrice teatrale.

– Giulia Zoffoli, laureata in arabo presso l’università Ca’ Foscari di Venezia.

– Ilaria Zoni, studentessa in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Milano.

– Matilde Zubani, laureanda in Lingue e Culture del Mediterraneo e del Medio Oriente, Università Ca’ Foscari, Venezia.

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