DIMMI CON CHI VAI, E TI DIRO’ CHI SEI

Di Germano Monti

Riprendo questi eleganti brani di Filippo Fortunato Pilato, classe 1954, iscritto a Forza Nuova, dedicati al sottoscritto ed al giornalista Amedeo Ricucci, che conosco solo di nome ma, visto quel che ne scrive il Pilato, deve essere una brava persona.
Germano Monti, un fallito politico, un trotzkista frustrato, allontanato a pedate nel fondo schiena dai suoi stessi compagni di merende, un cripto-fiancheggiatore dei servizi qatarioti i quali hanno preso il controllo (a suon di dollaroni…perchè un pugno d’oro apre tutte le porte…) del movimento “filo-palestinese” flottillista (povera Palestina…in che mani…). Costui pensa di crearsi un po’ di visibilità e darsi un poco d’importanza agli occhi di nonna Nirenstein, e dei media infiltrati di servizi CIA/Mossad che si occupano degli avvenimenti siriani, a spese del sottoscritto, dell’amico Oudai Ramadan detto Soso, di Marinella Correggia, di Fulvio Grimaldi, di suor Mariam Agnès De La Croix, di Fernando Rossi, Matteo Bernabei e di tutte quelle persone che sinceramente, sebbene appartenenti a scuole di pensiero diverse, cercano con tutta onestà e rispetto reciproco di lavorare, talvolta fianco a fianco, per portare alla luce quei brandelli di verità altrimenti sommersi da un mare di fango, disinformazione, bugie, calunnie e falsi allo stato puro, che occultano la realtà di una battaglia più grande di quanto ci si possa immaginare, che si agita sopra le teste, sia degli ignavi europei, che di quei popoli non direttamente coinvolti nel conflitto siriano-mediorientale, ma che indirettamente ne pagano le conseguenze.
Germano Monti si sta distinguendo in questa fase come un perfetto leccapiedi di quel sistema cui finge di opporsi. In realtà spera da tale ‘sistema’ qualche favore in cambio della sua delazione, e l’uso a sproposito dell’arma “antisemita” è la prova del nove che il suo messaggio sia in realtà rivolto alla lobby ‘eletta’, per lanciare un SOS e sperare di essere ripescato dal buco di fogna nel quale si ritrova, in compagnia dei ratti suoi simili…” (…) “Io personalmente, accusato dalle pubblicazioni del duetto Ricucci-Monti di essere un “nerissimo fascistone”, sono della classe 1954, nato cioè ben 9 anni dopo la fine della guerra, quando il “fascismo” ormai apparteneva alla storia, e quindi, anche solo anagraficamente, non posso essere definito “fascista”, termine che viene usato solo più discriminatoriamente a mo’ di offesa nei confronti del prossimo“.
Per chi volesse sollazzarsi con la lettura integrale delle perle di saggezza elargite dal Pilato, il link è http://syrianfreepress.wordpress.com/2012/06/16/i-nipotini-di-nonna-nirenstein-ovvero-la-madre-dei-cretini-e-sempre-incinta/. Ne consiglio vivamente la lettura, specialmente a chi soffre di depressione e pensa – a torto, come ben si vede – che non possa esistere qualcuno più testa di cazzo di lui. La consapevolezza dell’esistenza di Filippo Fortunato Pilato, per questi sfortunati, può essere di grande conforto. Personalmente, trovo di eccezionale profondità intellettuale l’affermazione che il fascismo, a ben nove anni dalla sua caduta, appartenesse già alla storia e che, quindi, per ragioni anagrafiche, il Pilato non può nemmeno essere sospettato di essere un fascista di merda. Onestamente, devo ammettere che Giusva Fioravanti ha detto le stesse cose, ma decenni più tardi. Si vede che il Pilato è un precursore della normalizzazione storica.

Polemizzare con un militante di Forza Nuova non rientra nei miei interessi. Mi incuriosisce, invece, capire perché un partito di sinistra, anzi, un partito proprio comunista, antifascista, che si mobilita per il 25 aprile e tutte le feste comandate, non provi alcun imbarazzo nel partecipare, con i suoi dirigenti, ad un dibattito insieme al “comunista” siriano Ouday Ramadan (detto “Soso”), sodale del Pilato, collaboratore di “Stato e Potenza”e partecipante alle delegazioni fasciste che si recano periodicamente in Siria ad omaggiare il regime del macellaio Assad. Mi riferisco a Maurizio Musolino, dirigente del Partito dei Comunisti Italiani, che venerdì 15 giugno era a Pisa per un’iniziativa proprio con il Ramadan, siglata con i simboli del PdCI e della Federazione della Sinistra. Opportunamente, la locandina dell’iniziativa è  sparita dal sito di “Stato e Potenza”, ma qualcuno ha fatto in tempo a stamparla, è stata mostrata nel corso di un dibattito pubblico a Roma e qualcuno all’iniziativa pisana ha assistito, per cui il puerile tentativo di occultarla non è destinato ad andare a buon fine. Sono certo che il compagno Musolino – e con lui il partito tanto comunista di cui è un dirigente – ci fornirà una spiegazione soddisfacente dei motivi di questo amichevole colloquio con un collaboratore di “Stato e Potenza”, nonché amico del forzanovista Pilato.

P.S. A proposito dei dollaroni qatarioti che arricchirebbero la Freedom Flotilla, devo comunicare con rammarico che non se ne è ancora visto nemmeno uno. Probabilmente, i cammelli che trasportavano i tesori dell’Emiro del Qatar destinati alla Freedom Flotilla sono incappati in qualche tempesta di sabbia, per cui le relative iniziative  continuano ad essere autogestite ed autofinanziate dal contributo di tanti cittadini e cittadine comuni, che, forse, il Qatar non sanno nemmeno dove sia. E non gliene frega niente, come non me ne frega niente a me. Ehi, camerata Pilato, sei contento di sentirmi dire “me ne frego“?

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