GIU’ LE MANI DALLA SIRIA?

Di Germano Monti

Se non si trattasse di una situazione drammatica, la lettura del documento “Giù le mani dalla Siria” potrebbe costituire un esempio di comicità demenziale, mentre è meglio definirlo un capolavoro di ipocrisia ed una perfetta illustrazione di come si costruisce un falso.
Chi vuole, può andarselo a leggere integralmente all’indirizzo http://www.contropiano.org/it/esteri/item/10020-giù-le-mani-dalla-siria, io – anche perché mi ero ripromesso non perdere più tempo con questi sciagurati – mi limito a far osservare due aspetti.

Un capolavoro di ipocrisia: al punto 5, il documento si sofferma sulle iniziative di sostegno al regime siriano messe in campo dall’estrema destra, attribuendone la responsabilità… alla sinistra! Leggere per credere: “Se la sinistra e una parte dei movimenti hanno liberato le piazze dalla mobilitazione contro la guerra, dal sostegno alla resistenza palestinese e araba ed hanno smarrito per strada la loro identità, è diventato molto più facile l’affermazione di alcuni gruppi marginali della destra e della loro chiave di lettura esclusivamente geopolitica ed eurasiatica della crisi, dei conflitti e delle relazioni sociali intesi come lotta tra potenze (…)”. E ancora: “Sulla Palestina e nella mobilitazione contro la guerra abbiamo sempre respinto ogni tentativo di connivenza con i gruppi della destra. Intendiamo continuare a farlo ma vogliamo anche segnalare che – come sul piano sociale o giovanile – è l’assenza di iniziative e la debole identità della sinistra a facilitare il compito ai fascisti, non viceversa”.
Ci sarebbe molto da discutere sul senso complessivo del documento, ma una cosa va detta subito: fra i primi firmatari compaiono “Alternativa”, il cui leader è quel Giulietto Chiesa che ha preso parte due settimane fa – non due secoli fa – alla manifestazione byfascist di Piazza del Popolo, al fianco dei camerati di Stato e Potenza (in uniforme, tanto per non lasciare adito a dubbi), dell’associazione Zenit, di Socialismo Nazionale e di quell’Ugo Gaudenzi che anni fa fondò il movimento “nazimaoista” Organizzazione Lotta di Popolo e che ora è il direttore del quotidiano di estrema destra Rinascita. Se ve li siete persi, potete gustarvi questi interventi al link https://vicinoriente.wordpress.com/2012/06/22/la-piazza-byfascist-per-assad. Ma non è storia che appartenga al passato (per quanto un po’ troppo recente persino per il trasformismo nostrano): il prossimo 14 luglio, il compagno Giulietto Chiesa parteciperà ad un’altra iniziativa byfascist, questa volta a Milano, sempre “Per la Siria”, promossa da Stato e Potenza. Lo apprendiamo da fonte non sospetta, cioè da quel Fulvio Grimaldi che sostiene di aver partecipato alla manifestazione byfascist di Roma a sua insaputa (pensava fosse una manifestazione antimperialista, non ha notato le uniformi e le facce dei vicini) e di essere stato inserito nella manifestazione byfascist di Milano sempre a sua insaputa. Questa volta, dunque, Grimaldi prende nettamente le distanze e diffida gli organizzatori: http://fulviogrimaldi.blogspot.it/2012/07/mai-con-fascisti-o-parafascisti-anche.html. E Giulietto Chiesa? Non pervenuto, ma intanto la firma del suo partitino “Alternativa” è fra quelle dei promotori dell’appello “Giù le mani dalla Siria”… che poi, a pensarci bene, era lo stesso nome della pagina Facebook dedicata alla manifestazione byfascist di Piazza del Popolo, ora rimossa.

E che dire della firma del PdCI? Il principale animatore delle manifestazioni byfascist a sostegno del regime siriano è, notoriamente, Ouday Ramadan, detto “Soso”, uno il cui linguaggio (che tutti potete apprezzare nei video sulla manifestazione di Roma ed anche altrove) fa apparire Antonio Cassano come un uomo di larghe vedute ed un raffinato intellettuale. Ramadan è, contemporaneamente, iscritto al PdCI (di cui è stato anche consigliere comunale in un grosso centro della Toscana) e collaboratore di Stato e Potenza.
Il giorno prima della manifestazione byfascist di Roma, la Federazione della Sinistra di Pisa ha organizzato un dibattito (sulla Siria, naturalmente) con Ramadan e Maurizio Musolino, del dipartimento esteri del PdCI. Al termine del suo intervento di chiusura, dopo un “ringraziamento al compagno Ouday”, Musolino ha lanciato un timido e gentile ammonimento a non partecipare ad iniziative con la destra ed i fascisti, non perché siano una porcheria in sé, si badi bene, ma perché “non fanno bene” alla causa del sostegno al regime siriano. Ecco il video dell’intervento di Musolino, dal 30° minuto in poi potete ascoltare con le vostre orecchie il suo articolato consiglio al compagno Ramadan.

Come era facilmente prevedibile, del consiglio di Musolino Ramadan se ne è infischiato: ha guidato la manifestazione romana del giorno dopo, ha bissato con un’altra a Padova la settimana successiva e farà tris a Milano fra una decina di giorni. A questo punto, i casi sono due: o Musolino nel PdCI non conta una minchia (come direbbe il grande Camilleri), o Ouday Ramadan e la sua collaborazione con Stato e Potenza e fascisteria varia al PdCI non creano alcun problema.
E pensare che la lettera che accompagna il documento e la richiesta di sottoscriverlo si premura di affermare che “Le principali discriminanti sono la condanna alle aggressioni imperialiste, l’antifascismo e l’inconciliabilità con il neofascismo di Eurasia e simili, il documento è abbastanza corposo e non è il caso che mi dilungo”. Sembra scritta da Totò e Peppino, ma non fa ridere.
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Una perfetta illustrazione di come si costruisce un falso. Al punto 4 del documento, possiamo leggere che “Dentro la crisi in corso in Siria, la leadership di Bashar El Assad ha conosciuto due fasi: una prima in cui ha prevalso la consuetudine autoritaria, una seconda in cui è cresciuto il peso politico delle forze che spingono verso la democratizzazione. I risultati delle ultime elezioni legislative non sono irrilevanti: ha votato il 59% della popolazione nonostante la guerra civile in corso in diverse parti del paese (…) per la prima volta si è rotto il monopolio politico del partito di governo, il Baath, e nuove forze sono entrate in Parlamento indicando questa rottura come obiettivo pubblico e dichiarato, si è creato cioè l’embrione di uno spazio politico reale per un processo di democratizzazione del paese”. Questa “democratizzazione” esiste solo nella malafede dei nostri “antimperialisti”, che infatti si guardano bene dal dire che anche l’opposizione pacifica ha denunciato le elezioni come una farsa, che il partito Baath si è assicurato più del 60% dei seggi e che, nella sostanza, non è cambiato nulla. Infine, i nostri “antimperialisti” superano in servilismo verso il regime persino le istituzioni siriane: secondo i media ufficiali (cioè, baathisti) siriani, il Comitato superiore per le elezioni, annunciando i risultati delle elezioni dell’Assemblea del Popolo per il primo termine legislativo ai sensi della nuova costituzione, ha comunicato che l’affluenza alle urne è stata del 51,26% degli aventi diritto. Un bel po’ di meno del 59% asserito dai nostri “antimperialisti”, ma è pur vero che, una volta che si è cominciato a dire bugie, si è costretti a proseguire sulla stessa strada, perché le menzogne sono come le ciliegie: una tira l’altra.
Sempre a proposito di democratizzazione del regime, non invito a guardare i video che vengono diffusi quotidianamente dal Coordinamento dei Comitati Locali o da singoli attivisti siriani, perché – come ci insegna Marinella Correggia – sono tutti girati negli studios di Al Jazeera, con tanto di comparse, fondali scenici ed effetti splatter, e quando vi capita di vedere le immagini di un povero cristo torturato ferocemente, sappiate che i casi possono essere solo due: o è stato torturato dai ribelli fanatici, o le ferite se le è dipinte da solo. Invito, invece, a leggere il rapporto “Arcipelago Tortura”, di Human Rights Watch: http://www.hrw.org/reports/2012/07/03/torture-archipelago-0. E’ in inglese e non è ancora disponibile in italiano, ma all’indirizzo http://www.fanpage.it/la-mappa-dell-orrore-e-delle-torture-in-siria potete trovarne una sintesi ed anche un video esplicativo (naturalmente, girato ad Holliwood da attori professionisti, direbbe l’ineffabile Marinella Correggia), che comunque posto anche qui.

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Chiudo con una breve considerazione politica, che vorrebbe compendiare il mix di ipocrisia e disinformazione che caratterizza il comportamento politico di questi gruppi “antimperialisti” che stanno inquinando l’informazione e, dal mio punto di vista, letteralmente assassinando la possibilità della crescita nel nostro Paese di un vasto movimento popolare a sostegno della pace e della giustizia in Palestina ed in tutto il Vicino Oriente. Questa gente scrive che “ (…) le forze che si oppongono alla leadership di Assad vedono prevalere le componenti armate e settarie, un dato che si evidenzia nei massacri e attentati che vengono acriticamente e sistematicamente addossati alle truppe siriane mentre più fonti rivelano che così non è. Le forze di opposizione con una visione progressista sono ridotte a ben poca cosa e non potranno che essere stritolate dall’escalation in corso; infine, ma non per importanza, l’ingerenza esterna è quella che sta facendo la differenza”.
A parte il fatto che le fonti informative cui si abbeverano i nostri “antimperialisti” sono quelle come il centro cattolico integralista-fascista “Vox Clamans” di suor Agnès Mariam De La Croix (sulla quale è già stato scritto molto, e non solo da me), le poche righe sull’opposizione “con una visione progressista” – della quale, comunque, si riconosce l’esistenza: è già qualcosa – sono illuminanti. E’ un po’ come se qualche rivoluzionario antimperialista di un altro Paese dicesse che in Italia, poiché la sinistra è debole e divisa, la cosa migliore da farsi è tenersi il governo Monti, perché potrebbe anche andar peggio. Oppure, visto che le forze politiche laiche e progressiste palestinesi sono in grandissima difficoltà, è bene permanga l’occupazione sionista, perché altrimenti chi sa cosa può succedere. Come capacità propositiva, non c’è male, davvero.

Detto questo, miei cari “antimperialisti”, continuate pure, in compagnia di Giulietto Chiesa, ad aspettare Godot. Ad aspettare una guerra che non arriva e che, qualora dovesse arrivare, non vedrà certo le piazze italiane riempirsi di gente, perché il vostro tentativo di sovrapporre pacifismo e sostegno ad un regime infame otterrà proprio questo risultato. Lo abbiamo già visto nel corso dell’aggressione alla Libia, dove la sola manifestazione di massa dichiaratamente contro la “guerra umanitaria” è stata quella promossa dalla Freedom Flotilla Italia, tanto apertamente contro la guerra, quanto esplicitamente a fianco del Vento del Sud, di quelle rivoluzioni che vi ostinate a disprezzare, per il semplice fatto che non siete in grado di capirle e di rispettarle.

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