Lettera ai pacifisti italiani

“Vorrei rivolgermi a voi direttamente. A voi che siete “i pacifisti”, voi che “non volete le guerre”, voi chi siete contro “il complotto americano”

Da http://www.sirialibano.com

Eva Ziedan

Tutto è bello in Italia, il Paese che sempre avevo sognato di visitare. Camminavo per le strade con occhi di gufo, fissando ogni dettaglio come se volessi mangiarlo!
Quando sono stata nella chiesa di Santa Croce a Firenze, ho ricordato quello che Abdel Rahman Munif, uno dei più grandi scrittori arabi, diceva: “Quando guardi la bellezza delle città europee da straniero, senti che non sono tue e che rimarrai per sempre straniero”.
Mi dicevo: “Ma come è possibile che non provo quello che provava Munif?”. Anzi. Sentivo la voce di Machiavelli che mi diceva che se fossi vissuta nella sua epoca, mi avrebbe scelto come sua amante! E sentivo Michelangelo che mi diceva di volersene andare a Roma perché era arrabbiato con la famiglia Medici di Firenze!
La bellezza delle città non può farti sentire straniero! Anzi, è la bruttezza delle città ti fa straniero!
Mentre gli sguardi freddi ti fanno sentire straniero, un buongiorno in dialetto romano ti dà già una bella giornata!
Una focaccia pugliese mi fa tornare nella mia terra per un po’.
Una domanda come: “Ma dov’è la Siria? È quella vicina ad Israele?” ti fa rimanere male. (altro…)

LA BUFALA IRANIANA

Storia di un bambino siriano assassinato, di menzogne “antimperialiste” e di attivisti che utilizzano il computer, ma non il cervello. 

Di Germano Monti

L’immagine è un po’ sfuocata, ma comunque raccapricciante: un bambino impiccato. La diffonde, nella giornata del 9 agosto, l’agenzia iraniana Fars ed in Italia la rilancia l’ufficio locale della radiotelevisione di Stato di Teheran. La foto accompagna la notizia: “DAMASCO – L’Esercito Libero Siriano, il gruppo di terroristi sostenuto dall’Occidente, per rimediare a suo modo alle continue sconfitte nella battaglia con il governo siriano ha commesso una barbara esecuzione nel quartiere Seyede Zainab di Damasco. Secondo quanto riferisce il gruppo per i diritti umani iraqeno Qanon news, i terroristi, dopo aver aggredito una casa nel quartiere Seyede Zainab di Damasco hanno ucciso davanti agli occhi del più piccolo membro della famiglia i suoi genitori ed alla fine hanno riservato un trattamento da vere bestie al bimbo: lo hanno impiccato e per giunta ne hanno pure diffuso la foto con fierezza (foto accanto). In pratica, azioni del genere ai danni degli sciiti e dei cristiani, vengono effettuate dall’esercito libero per mantenere alto il morale dei propri uomini, che stanno rimediando solo sconfitte nella lotta contro l’efficiente esercito siriano. I terroristi del cosiddetto Esercito Libero Siriano, lunedi’, hanno annunciato di aver assassinato 3 civili iraniani rapiti alla fine di un pellegrinaggio a Damasco” (IRIB – Iran Italian Radio). Nel giro di poche ore, notizia e foto irrompono sui social network e finiscono anche sulla mia pagina Facebook. Fioccano commenti inorriditi e indignati contro “tanta infamia”, uno dei primi è a firma di Infopal Agenzia Stampa: “Sono squadroni della morte addestrati dalla Cia, come successe in America Latina negli anni ’70-’80, e in altre parti del mondo… Il punto è che l’informazione mainstream è tutta pro-ribelli siriani, e non passa nient’altro. Inoltre, i loro supporter in Europa fanno terrorismo psicologico contro chiunque osi avanzare ipotesi o verità differenti dalle loro. La situazione in Siria è estremamente drammatica e complessa, e cittadini e verità sono le vittime principali”. Ma a me non tornano i conti. (altro…)

In carcere il blogger tunisino: beveva birra

Arrestato uno dei più famosi blogger tunisini, Soufiene Chourabi, promotore della rivolta contro Alì. Stava bevendo birra su una spiaggia, durante il Ramadan.


Da ciro.globalist.it

E’ stato uno dei promotori della rivolta in Tunisia, tanto da vincere un premio internazionale – l'”Omar Ourtilane Prize” – per i reportage, quasi quotidiani, sul suo blog. E’ uno dei promotori di un’associazione on line dal nome lunghissimo, che si è data l’obbiettivo di non “svendere” i valori della “primavera araba”. E’ diventato uno dei primi oppositori del nuovo governo formato dal partito Ennahda. Fino ad una settimana fa, continuava a denunciare “l’islamizzazione strisciante” imposta dalle autorità al suo paese. Troppo. Così, Soufiene Chourabi, uno dei più conosciuti giornalisti tunisini, è finito in carcere. Da domenica è dietro le sbarre.
L’accusa? Stava bevendo una birra, sulla spiaggia. Sulla spiaggia di El Mansourah, in questa stagione piena come un uovo di turisti.
Da qualche giorno, però, in Tunisia c’è il Ramadan. E le guardie che erano di pattuglia lo hanno fermato e poi arrestato perché “col suo comportamento disturbava l’ordine pubblico”. Ed anche se non c’è uno specifico articolo della legge tunisina che lo preveda, gli agenti hanno scritto nero su bianco che il tutto è aggravato dal fatto che “si è nel periodo del Ramadan”.
Tutto ciò fa capire il clima che si respira in Tunisia. Clima denunciato quasi quotidianamente da Soufiene Chourabi. Che appena una settimana fa aveva invitato tutti ad una manifestazione, a Tunisi, davanti al Parlamento per chiedere il rispetto di alcune libertà fondamentali. Ancora non è certo se la manifestazione si svolgerà lo stesso, lui comunque non potrà esserci.

SOSTENIAMO ESTELLE

Estelle ha lasciato Oslo, dove era arrivata il 3 agosto scorso. L’impresa della terza Freedom Flotilla sta coinvolgendo tutto il mondo della solidarietà con la Palestina, ed in questo mese sono in programma iniziative in sostegno di Estelle anche in Cile e Nicaragua.
Fra la fine di settembre e la prima settimana di ottobre, Estelle sarà in Italia e sosterà nei porti di La Spezia e di Napoli, dove si svolgeranno due manifestazioni nazionali e si terranno iniziative cui invitiamo a partecipare tutte le realtà associative e di movimento, perché Estelle è uno spazio di libertà e di espressione aperto a tutte e tutti.
Le compagne ed i compagni del coordinamento italiano della Freedom Flotilla stanno lavorando da mesi per l’organizzazione delle tappe italiane di Estelle, che saranno le ultime prima di puntare su Gaza assediata, da cui giungono notizie drammatiche: è di queste ore la decisione egiziana di chiudere tutti i tunnel sotterranei che da anni costituiscono la principale fonte di sopravvivenza per un milione e mezzo di Palestinesi vittime dell’assedio israeliano e della complicità dei governi.
A costo di apparire ossessivi, rilanciamo l’appello a sottoscrivere per coprire le spese delle tappe italiane di Estelle, spese che comprendono le tasse portuali, l’equipaggio, il carburante, la manutenzione, ecc. La scelta di fondo della Freedom Flotilla è quella di essere indipendente da qualunque governo o fazione politica, di non chiedere e non ricevere finanziamenti che sarebbero in contrasto con la volontà di essere un’iniziativa popolare, autogestita e, quindi, autofinanziata. Ci rivolgiamo, come sempre, ai comitati ed alle associazioni di solidarietà, alle donne ed agli uomini che vogliono la fine dell’assedio e dell’occupazione, la pace e la giustizia per il popolo palestinese e per tutti i popoli del Vicino Oriente e del Mediterraneo.
Per sottoscrivere on line con carta di credito o prepagata, cliccate sull’icona “Donate” sul sito www.freedomflotilla.it e seguite le istruzioni. In questo caso, la notifica del versamento è automatica e verrete inseriti nella lista dei donatori sullo stesso sito. Per effettuare bonifici, il conto corrente bancario è il n. 5000 1000 65881 di Banca Prossima S.p.A. intestato a “Associazione Dima”, IBAN IT83 Q033 5901 6001 0000 0065 881 (attenzione: spesso il “copia e incolla” non funziona, in caso di bonifici via web siete pregati di digitare manualmente il codice IBAN). In questo caso, se volete comparire sulla lista dei donatori, inviate una mail a roma@freedomflotilla.it. Speriamo di farcela e, comunque vada, grazie a tutte e tutti.
Il Coordinamento Freedom Flotilla Italia – Benvenuti in Palestina

A YARMOUK E’ ANCORA MASSACRO

L’Autorità Palestinese e le principali organizzazioni palestinesi – da Hamas al Fronte Popolare – hanno condannato il massacro avvenuto nel campo di Yarmouk, invitando tutte le parti in conflitto a rispettare la neutralità dei campi dei rifugiati ed affermando che i Palestinesi non devono interferire nelle questioni interne della Siria. Per parte sua, l’OLP ha puntato il dito contro il Fronte Popolare – Comando Generale, organizzazione foraggiata dal regime di Damasco, ritenendola responsabile del tentativo di coinvolgere i Palestinesi nella guerra civile.
Il risultato di tutti questi appelli è stato nullo: a Yarmouk sono stati uccisi altri cinque Palestinesi, altri sono stati sequestrati dalle truppe di Assad e continuano a giungere notizie di incursioni da parte di soldati e miliziani. I nomi dei cinque martiri:Khaled Shehabee, Yazen Shehabee, Basel Salees, Mohaned Joneed e Ali Mokdah.

Il martire palestinese Yazen Shehabee

 

YARMOUK: STRAGE DI PALESTINESI

I martiri Anas Ahmad Talouzi, 17 anni, e Ibraheem Ali Talouzi, 11 anni

Sono almeno venti i Palestinesi morti nel bombardamento del campo di Yarmouk operato dall’esercito del regime siriano. Lo riportano il sito dell’agenzia Ma’an, che cita “fonti mediche” sul posto, l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, le pagine facebook dei Palestinesi in Siria ed altri media internazionali. Come al solito, vergognoso silenzio di tomba da parte dei siti “filopalestinesi” italiani, con quello dell’ormai sedicente Forum Palestina che supera tutti in vergogna, pubblicando in cima all’home page un appello “Giù le mani dalla Siria” che suona come un insulto alle vite dei Palestinesi assassinati, mentre la Rete No War di Roma manifesta insieme ai fascisti “contro la guerra alla Siria”.
Già da ieri l’altro si aveva notizia dell’afflusso di rinforzi di soldati e shabiha a ridosso del campo di Yarmouk, e ieri sera, in coincidenza con la sospensione del digiuno del Ramadan, mentre le famiglie palestinesi si riunivano per la cena, colpi di mortaio sono caduti su una strada del campo, facendo strage. Da Yarmouk sono stati resi noti i nomi di sedici Palestinesi assassinati:

Yehia Alian, Yehia Hseen, Fathi Alian, Mohammad Entawi. Alaa Gneem, Mohammad Kheer Hamedeh, Bahaa Ayoob, Ousama Aresheh, Ahmad Aresheh, Bahaa Aresheh, Rafe Rfaai, Mahmoud Ab Zeed, Hussam Salameh, Mahmoud Hamood, Anas Ahmad Talouzi, Ibraheem Ali Talouzi

 

 

 

 

ANCORA TENSIONE NEI CAMPI PALESTINESI IN SIRIA

Dai campi dei rifugiati palestinesi in Siria continuano ad arrivare notizie drammatiche. Il campo di Daraa è stato circondato dalle truppe governative, che sparano sulle case, mentre a Yarmouk piovono granate nelle strade, i cecchini di Assad hanno preso posizione sui tetti ed altri tre bus carichi di militari sono arrivati a ridosso del campo. Nonostante gli inviti alla prudenza da parte degli anziani del campo di Yarmouk, molti giovani hanno preso le armi e si sono affiancati ai combattenti dell’Esercito Siriano Libero.
Nel video arrivato dal campo di Daraa, gli effetti delle torture inflitte dai militari siriani ad alcuni giovani palestinesi.