LA BUFALA IRANIANA

Storia di un bambino siriano assassinato, di menzogne “antimperialiste” e di attivisti che utilizzano il computer, ma non il cervello. 

Di Germano Monti

L’immagine è un po’ sfuocata, ma comunque raccapricciante: un bambino impiccato. La diffonde, nella giornata del 9 agosto, l’agenzia iraniana Fars ed in Italia la rilancia l’ufficio locale della radiotelevisione di Stato di Teheran. La foto accompagna la notizia: “DAMASCO – L’Esercito Libero Siriano, il gruppo di terroristi sostenuto dall’Occidente, per rimediare a suo modo alle continue sconfitte nella battaglia con il governo siriano ha commesso una barbara esecuzione nel quartiere Seyede Zainab di Damasco. Secondo quanto riferisce il gruppo per i diritti umani iraqeno Qanon news, i terroristi, dopo aver aggredito una casa nel quartiere Seyede Zainab di Damasco hanno ucciso davanti agli occhi del più piccolo membro della famiglia i suoi genitori ed alla fine hanno riservato un trattamento da vere bestie al bimbo: lo hanno impiccato e per giunta ne hanno pure diffuso la foto con fierezza (foto accanto). In pratica, azioni del genere ai danni degli sciiti e dei cristiani, vengono effettuate dall’esercito libero per mantenere alto il morale dei propri uomini, che stanno rimediando solo sconfitte nella lotta contro l’efficiente esercito siriano. I terroristi del cosiddetto Esercito Libero Siriano, lunedi’, hanno annunciato di aver assassinato 3 civili iraniani rapiti alla fine di un pellegrinaggio a Damasco” (IRIB – Iran Italian Radio). Nel giro di poche ore, notizia e foto irrompono sui social network e finiscono anche sulla mia pagina Facebook. Fioccano commenti inorriditi e indignati contro “tanta infamia”, uno dei primi è a firma di Infopal Agenzia Stampa: “Sono squadroni della morte addestrati dalla Cia, come successe in America Latina negli anni ’70-’80, e in altre parti del mondo… Il punto è che l’informazione mainstream è tutta pro-ribelli siriani, e non passa nient’altro. Inoltre, i loro supporter in Europa fanno terrorismo psicologico contro chiunque osi avanzare ipotesi o verità differenti dalle loro. La situazione in Siria è estremamente drammatica e complessa, e cittadini e verità sono le vittime principali”. Ma a me non tornano i conti. L’agenzia iraniana sostiene di aver ripreso la notizia da un’agenzia irachena, la Qanon news: la cerco su internet, ma non trovo nulla. Non significa niente, mi dico, magari è un’agenzia che pubblica solo in arabo, quindi le ricerche attraverso il nostro alfabeto sono inutili. Però, sulle pagine Facebook degli oppositori siriani in Italia, qualcuno scrive che la notizia è falsa e che la foto, risalente a molto tempo fa, è quella di un bambino siriano violentato e poi assassinato da un delinquente. Altri dicono che il bambino era di Homs ed è stato ucciso dai fedeli di Assad. Difficile, per me, verificare l’attendibilità di queste affermazioni, per cui mi limito a postare queste versioni ed a far notare una stranezza: l’agenzia iraniana non ha fornito il nome della vittima o quello della sua famiglia. Inoltre, la stessa agenzia, nel medesimo giorno, diffonde il video di un bambino palestinese di Gerusalemme aggredito e picchiato da soldati israeliani mentre giocava a pallone con i suoi amici. Mi ricordo di aver già visto quel video e faccio una breve ricerca, che mi conferma che l’episodio è vero, ma risale ad un anno fa, tanto che la notizia era stata data, con tutti i particolari, anche dall’agenzia Infopal, precisamente il 28 luglio 2011. Posto il tutto su Facebook e ci guadagno un bel po’ di insulti dai sostenitori italiani di Assad e pure dalla direttrice di Infopal, che mi cancella con sdegno dalla sua pagina. Mi sento un po’ frustrato, penso che non sarà possibile venire a capo della faccenda e che la storia di quel bambino martoriato e dei suoi genitori peserà come un macigno sull’immagine dei ribelli siriani che si sono macchiati di un tale crimine. Il giorno dopo, 10 agosto, faccio il mio solito giro per informarmi su siti web e social network e – sorpresa! – scopro che qualcuno è stato molto più bravo di me ed è riuscito a risalire alla vera storia di quel bambino. L’Osservatorio Italo-Siriano, utilizzando una procedura di ricerca per immagini di cui ignoravo l’esistenza, ha rintracciato la foto originale e la storia vera di quel bambino: il blogger scrive che “Il primo lancio della foto risale a dicembre 2009, quando l’Esercito Libero, fiero e sostenuto dall’Occidente, neanche sapeva di esistere, e purtroppo si tratterebbe di uno stupro, di un povero piccolo bambino che uno schifoso pedofilo avrebbe violentato e poi impiccato – Dio lo maledica – direi che questo bambino ne ha subiti anche troppi di abusi.. e sarebbe ora di finirla!!”. Naturalmente, mi affretto a ripetere la procedura di ricerca illustrata nell’articolo ed ho la conferma che l’Osservatorio Italo-Siriano dice il vero. Ho trovato una quantità di articoli in arabo e persiano, tutti datati parecchio tempo fa e, dal poco che ho capito utilizzando il traduttore di Google, si è trattato proprio di un orrendo delitto a sfondo sessuale. Ecco una delle foto che accompagnano gli articoli dell’epoca, nei quali compaiono il nome del bambino ed altri particolari: Due cose, per concludere. La prima è un invito a leggere l’istruttivo articolo dell’Osservatorio Italo-Siriano, all’indirizzo http://www.you-ng.it/index.php?option=com_easyblog&view=entry&id=2555&Itemid=89#.UCTtjVD4Iyc.facebook, ed a fare voi stessi la ricerca per immagini. La seconda è una riflessione che mi piacerebbe condividere con quegli attivisti del movimento di solidarietà con la Palestina che prendono per oro colato le notizie di fonte “antimperialista”, come quelle spacciate dalle agenzie dei regimi iraniano e/o siriano: non pensate che la diffusione di queste squallide menzogne propagandistiche, oltretutto facilmente smascherabili, sia un danno anche – se non soprattutto – per il popolo palestinese? La mia personalissima opinione è che, con certi compagni di strada, di strada se ne fa ben poca. E magari pure all’indietro, come i gamberi.

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