LA RIVOLUZIONE SIRIANA E’ LA RIVOLUZIONE DI TUTTI

E’ meglio essere complici di un assassino o lottare contro di lui, anche correndo il rischio che si instauri un governo islamico?

Intervista con Aya Homsi, attivista italo-siriana – Prima parte

Di Germano Monti 

Aya Homsi è il volto della rivoluzione siriana più conosciuto in Italia. Attraverso blog e social network diffonde le notizie ignorate dai media tradizionali: ha fondato il gruppo “Vogliamo la Siria libera” ed in Siria è ricercata per la sua attività in favore della democrazia e contro il regime. In Italia, Aya è continuamente bersaglio di insulti e minacce da parte dei sostenitori del regime e dei loro alleati fascisti.

Chi è Aya Homsi?

Sono nata 25 anni fa a Bologna, figlia di immigrati originari di Aleppo. Mio papà è arrivato in Italia più di 40 anni fa per studiare qui, poi lo ha raggiunto mamma. Anche lei è di Aleppo, la seconda città della Siria. Fino al 2010, tornavamo in Siria almeno una volta l’anno. Sto per laurearmi in Scienze dell’Informazione e proprio all’Università è iniziato il mio attivismo politico, sull’onda dell’entusiasmo per le “primavere arabe”. La mia speranza era quella di vedere anche la Siria ribellarsi, conquistare la democrazia… e così è stato, per fortuna! Ma non sono brava a parlare di me…

Parlaci della Siria degli Assad prima dell’inizio della rivoluzione.

La Siria degli Assad, hai detto bene… è proprio solo la Siria di quella famiglia, e non della popolazione siriana. Ovunque si vedono piazze in suo onore, statue di tutta la famiglia Assad… e non a grandezza naturale, ma sempre statue giganti e ben visibili. Ovunque ti giri, sembra di essere nel Museo Assad, già quando arrivi all’aeroporto… appena l’aereo atterra, la prima cosa che vedi è Assad. (altro…)

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La Tunisia delle donne spazza via la “complementarietà”

Da  AL MAGHREBIYA
a cura di Esmehen Hassen

A distanza di quasi un anno dalle prime elezioni libere che si sono svolte in Tunisia (23 Otoobre 2011), e che hanno portato alla formazione dell’Assemblea Nazionale Costituente (ANC), avente il compito di redigere la nuova Costituzione del Paese, la Tunisia ha vissuto ( e vive) numerosi momenti difficili.
Quella appena trascorsa, è stata, più che mai, una calda estate per la bella Tunis e per il suo popolo: mancanza e/o carenza di acqua potabile in numerose regioni (Sidi Bouzid, Kasserine, Sfax, Gabes, Mahdia), minacce e censure alla libertà di stampa e di espressione in genere, abusi da parte delle forze di polizia contro semplici cittadini (e soprattutto cittadine) in nome di un’aleatoria morale, attacchi salafiti a saloni da tè e/o hotel frequentati da turisti, soltanto perché durante il periodo di Ramadan continuavano a servire da bere e da mangiare (all’interno dei locali, così come è stato sempre fatto per rispetto della maggioranza musulmana che osserva il periodo di digiuno). (altro…)

ALTRA STRAGE DI PALESTINESI IN SIRIA. ALTRO INFAME SILENZIO DEI “FILOPALESTINESI” ITALIANI.

Riceviamo dall’associazione Zaatar e pubblichiamo, con sdegno ormai incontenibile verso i “filopalestinesi” italiani, incapaci persino di informare, attraverso i loro siti, su quanto avviene contro i rifugiati palestinesi in Siria.

L’FSA (Free Syrian Army) negli ultimi due giorni ha rapito e ucciso 3 persone nel campo profughi palestinese Neirb Camp ad Aleppo. Nella foto le bare coperte dalla bandiera palestinese: http://www.facebook.com/photo.php?fbid=355887994500526&set=a.310954372327222.70832.309385155817477&type=1&theater
Sempre negli ultimi due giorni nel campo profughi palestinese Hoseineh camp, vicino a Damasco, dopo aver bombardato le forze di sicurezza siriane sono entrate nel campo ed hanno ucciso circa 50 persone, alcune di loro a sangue freddo con un coltello, 15 di loro erano palestinesi del campo: http://www.youtube.com/watch?v=_SrbJPR7UJE


Le notizie ci arrivano come sempre dai ragazzi del campo di Yarmouk, in contatto con gli altri campi profughi palestinesi della Siria, in particolare, ma non solo, con i campi adiacenti Damasco, come Yarmouk, dove si trovano loro stessi. Vedi anche: http://www.facebook.com/pages/Palestinians-in-syrian-situation/309385155817477?ref=ts

Yarmouk Camp: le forze di sicurezza coperte dall’esercito siriano sono entrate oggi nel campo e nelle scuole dove vivono le famiglie di sfollati, hanno arrestato circa 70 persone e due volontari che lavoravano per aiutare i profughi..
La sicurezza delle famiglie alloggiate nelle scuole è in pericolo, così come il lavoro e la vita dei volontari che operano per assistere i profughi. E’ salito a circa 200 il numero degli arresti nelle scuole a 3 quello dei volontari, compreso un volontario del Jafra Foundation, nostro partner locale.
Violente sparatorie e combattimenti sono ancora in corso nel campo di Yarmouk.

LETTERA APERTA DELLA SINISTRA RIVOLUZIONARIA SIRIANA

Sostenete la rivoluzione siriana!


L’appello della sinistra rivoluzionaria siriana per un programma che punta alla caduta del regime, al rifiuto dell’intervento occidentale e straniero, alla lotta contro il confessionalismo religioso. E per l’autodeterminazione dei popoli. (da www.ilmegafonoquotidiano.globalist.it

La resistenza del popolo siriano non ha smesso di crescere fin dall’inizio del processo rivoluzionario iniziato nel marzo 2011. La lotta del popolo siriano è parte delle lotte popolari avviate in Tunisia ed Egitto e diffuse in altri paesi della regione.
Allo stesso modo, il processo rivoluzionario siriano fa parte delle lotte anticapitaliste a livello mondiale. Gli indignati e i movimenti delle occupazioni si sono ispirati alle rivoluzioni arabe. In più di 700 città di 70 paesi sono risuonate, e in qualche modo risuonano ancora, le parole d’ordine di un movimento che manifesta contro la povertà e il potere della finanza. Allo stesso modo, la resistenza del popolo greco contro i dettami imposti dalle agenzie finanziarie e di rating è anch’essa una battaglia per la dignità e la giustizia sociale, ma soprattutto per l’emancipazione contro l’ordine capitalista.
La sollevazione popolare siriana, derivante dalla crisi finanziaria ed economica mondiale, è anche una rivolta contro le politiche neoliberiste imposte dal regime autoritario, e incoraggiato da istituzioni finanziarie internazionali come il Fondo monetario internazionale (Fmi) e la Banca mondiale (Bm).
Le misure neoliberiste sono servite per lo smantellamento e l’indebolimento crescente dei servizi pubblici nel paese, la rimozione delle sovvenzioni, in particolare per i beni di prima necessità, accelerando il processo di privatizzazione, spesso a favore delle classi dominanti e borghesi legate al potere politico. (altro…)

A YARMOUK E’ STRAGE QUOTIDIANA

 

Riceviamo dall’associazione Zaatar

Ieri le Forze di sicurezza e l’esercito siriano sono entrate nel campo di Yarmouk circondando Palestine Garden che è pieno di famiglie di sfollati e hanno ucciso 3 persone e arrestate altre 100, poi hanno raggiunto la moscha Waseem e hanno arrestato altre 15 persone.
Sempre ieri altri morti, a Damasco è stato assassinato un palestinese di nome Mohamed Naser al Sahlee http://www.facebook.com/photo.php?fbid=353380888084570&set=a.310954372327222.70832.309385155817477&type=1&theater
Un altro uomo assassinato è stato trovato sempre ieri a Yarmouk: http://www.facebook.com/photo.php?fbid=353382121417780&set=a.310954372327222.70832.309385155817477&type=1&theater
Dopo i bombardamenti di ieri e l’uccisione da parte dell’esercito siriano di almeno 30 persone, tra le quali 15 palestinesi a Al Hajer al Aswad vicino a Yarmouk Camp, queste sono le devastazioni: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=38Qxt3c3yOs

ALTRI 15 PALESTINESI ASSASSINATI DALL’ESERCITO SIRIANO

 

Bambino palestinese del campo di Yarmouk ucciso da un cecchino di Assad. Il suo nome non è ancora conosciuto.

Riceviamo dall’associazione Zaatar

Trovati 30 corpi a Hajer Alaswed, nei pressi di Yarmouk, 15 di loro sono palestinesi massacrati dall’esercito siriano.
Nessuno vuole fermare questo massacro, i palestinesi stanno pagando un prezzo di vite altissimo e la conta dei morti che riportiamo sulla maIling list è solo quella di Yarmouk, dalla voce dei volontari con cui abbiamo organizzato workcamp e che conosciamo da 8 anni (ancor prima che Zaatar nascesse, nel 2007).
Il movimento filopalestinese in Italia, che sta tacendo o ancor peggio negando i massacri, sempre che non siano da parte dei ribelli (che si sono distinti in massacri contro drusi e cristiani), dovrà rendere conto del suo silenzio, soprattutto in relazione ai massacri di centinaia di palestinesi.
Noi di Zaatar avremo la conoscenza pulita, i diritti umani per la nostra associazione vengono prima delle ideologie, prima di qualunque ideologia. Per questo continueremo a postare le testimonianze disperate di chi vive sotto le bombe, finchè avrà voce, noi gli daremo spazio.

YARMOUK: ORMAI I MORTI NON SI CONTANO PIU’…

Fadi Al Masri, 10 anni, palestinese, assassinato da un cecchino nel campo di Yarmouk

Riceviamo dall’associazione Zaatar

Ormai i morti non si contano più… ci sono anche dei bambini uccisi dai cecchini di Assad.
Fadi Al Masri (http://www.facebook.com/photo.php?fbid=352696534819672&set=a.310954372327222.70832.309385155817477&type=1&theater) 10 anni, ucciso stamattina da un cecchino, un altro bambino che dalla foto sembra intorno agli 11 / 12 anni, ancora non identificato, ucciso anche lui dai cecchini, Mohamad Shaaban e Nafed abou Hassan uccisi ad Al hajer Al aswad, vicino a Yarmouk insieme ad altre 5 persone, sono i martiri di oggi e la giornata non è ancora finita… un missile ha colpito una scuola dell’UNRWA (Onu per i rifugiati).
I media si stanno disinteressando completamente della Siria, da un pò di tempo è rimasto un rumore di sottofondo… duole dirlo, ma anche il Manifesto da giorni non scrive più nulla…
Almeno voi fate girare le informazioni che abbiamo…
Grazie.

IL LIBANO RESPINGE I PROFUGHI PALESTINESI PROVENIENTI DALLA SIRIA

Riceviamo dall’associazione Zaatar

Le autorità libanesi hanno intimato ai profughi palestinesi provenienti dalla Siria di lasciare il paese entro un mese… Questa è un azione contro i diritti umani e i diritti dei rifugiati e soprattutto quest’azione metterà in pericolo la vita di migliaia di profughi palestinesi che sono fuggiti dai bombardamenti e dalle uccisioni in Siria.
Questo l’appello disperato sulla pagina dei nostri contatti palestinesi a Yarmouk. Insieme agli aggiornamenti su arresti e nuove uccisioni, per mano di cecchini e a causa dei bombardamenti, ieri hanno arrestato un ragazzo Alaa Aboud, tre persone sono state uccise dai bombardamenti, una donna, suo marito e il loro bambino… due persone sono state uccise dai cecchini in Palestine street … esecuzione di 7 attivisti sempre a Yarmouk…. un corpo senza nome trovato a Yarmouk in street 30.
Poche ore fa sono stati trovati altri due cadaveri a Yarmouk e le famiglie non li hanno ancora riconosciuti, sempre oggi uccisi altri due palestinesi, uno a Yarmouk e uno a Hajer alaswad nei dintorni del campo morti a causa dei bombardamenti. Molti dei cadaveri non sono stati riconosciuti, appelli a far girare le foto dalla pagina FB per aiutare nel riconoscimento. Difficoltà per soccorrere i feriti e portare via i morti a causa degli spari dei cecchini… i telefoni cellulari non funzionano da stamattina.
In mezzo a tutto questo i ragazzi di Yarmouk, hanno trovato il tempo e lo spazio per ricordare Vittorio… “We will always miss you. We will never forget you. Bella Ciao, Vittorio.

فيتوريو إيرغوني 1975 – 2011
Vittorio Arrigoni 1975 – 2011

Grazie ragazzi.

La vita e la morte nel campo di Yarmouk

Dal campo di Yarmouk, traduzione di Elisabetta Filippi

Ahmad Majdalwee, Palestinese desaparecido alcuni giorni fa dal campo di Yarmouk, ritrovato ucciso fra i corpi dei 15 Palestinesi assassinati

Il crescente numero di rifugiati in fuga Siria nei paesi vicini è stato fonte di preoccupazione per questa settimana. Ma ci sono anche molti sfollati che sono fuggiti dalle loro abitazioni per rifugiarsi in altri luoghi all’interno della stessa Siria
A Damasco, il campo di Yarmouk – normalmente ospita circa 500.000 rifugiati palestinesi – è ora anche sede di circa 140.000 profughi siriani. Questo è di gran lunga superiore al numero di rifugiati siriani in Turchia o in Giordania, per esempio.
I Palestinesi del campo, che sono stati trattati come ospiti in Siria da quando sono stati costretti a lasciare la loro patria, dicono di avere il dovere di ricambiare il favore agli sfollati siriani. Il nostro collega Mona Mahmood ha parlato al telefono con un residente palestinese del campo, di 35 anni, che è nato in Siria e che ha dato il nome Adnan Rizeq. Ecco come ha descritto la situazione. (altro…)

NUOVA STRAGE DI PALESTINESI DA PARTE DEI MACELLAI DI ASSAD

Condita con i soliti condizionali e le abituali frasi dubitative, la notizia del massacro di quindici rifugiati palestinesi del campo di Yarmouk, a Damasco, è stata diffusa dall’agenzia NENA News. I Palestinesi “sarebbero stati uccisi e i loro corpi mutilati da uomini delle forze di sicurezza siriane nel campo profughi di Yarmuk, a Damasco. Lo sostengono i Comitati di coordinamento locali (Ccl), parte dell’opposizione siriana e vicini ai ribelli armati anti-Assad. Secondo i Ccl tra le 15 vittime figurano dieci membri di una sola famiglia, Masri, un professore, un giovane e due corpi non identificati. La notizia attende conferme indipendenti”.
Oltre che dai Comitati di coordinamento locali, la notizia è stata diffusa dalla pagina Facebook Palestinians in syrian situation, sulla quale è stato pubblicato anche il video che segue e che noi dedichiamo idealmente agli organizzatori delle adunate di Roma e Milano del prossimo 20 settembre a difesa del regime “antimperialista” del macellaio Assad. Le immagini sono orribili, ma Marinella Correggia potrà sempre sostenere che si tratta di manichini appositamente confezionati e dipinti per l’occasione.