La Tunisia delle donne spazza via la “complementarietà”

Da  AL MAGHREBIYA
a cura di Esmehen Hassen

A distanza di quasi un anno dalle prime elezioni libere che si sono svolte in Tunisia (23 Otoobre 2011), e che hanno portato alla formazione dell’Assemblea Nazionale Costituente (ANC), avente il compito di redigere la nuova Costituzione del Paese, la Tunisia ha vissuto ( e vive) numerosi momenti difficili.
Quella appena trascorsa, è stata, più che mai, una calda estate per la bella Tunis e per il suo popolo: mancanza e/o carenza di acqua potabile in numerose regioni (Sidi Bouzid, Kasserine, Sfax, Gabes, Mahdia), minacce e censure alla libertà di stampa e di espressione in genere, abusi da parte delle forze di polizia contro semplici cittadini (e soprattutto cittadine) in nome di un’aleatoria morale, attacchi salafiti a saloni da tè e/o hotel frequentati da turisti, soltanto perché durante il periodo di Ramadan continuavano a servire da bere e da mangiare (all’interno dei locali, così come è stato sempre fatto per rispetto della maggioranza musulmana che osserva il periodo di digiuno).
La ciliegina sulla torta, era arrivata poi lo scorso 1° Agosto, quando una commissione dell’ANC, dal nome “Diritti e libertà”, aveva proposto per l’approvazione in Assemblea l’art.28 della nuova Costituzione, riguardante il ruolo della donna tunisina nella società e nella famiglia rispetto all’uomo.
L’articolo in questione, sebbene si impegnasse a combattere la violenza contro le donne, allo stesso tempo poneva la donna in una posizione di “complementarietà” rispetto all’uomo all’interno della famiglia, e di sua “associata” all’interno della società.
A seguito dell’approvazione di questo articolo, le donne tunisine (e accanto ad esse tanti uomini) erano insorte indicendo una manifestazione di protesta la sera del 13 Agosto scorso ( data simbolo della Festa delle Donne in Tunisia, perché in quella stessa data nel 1956, il Presidente Habib Bourguiba promulgava il Codice di Statuto Personale Tunisino che sanciva l’uguaglianza tra uomini e donne, aboliva la poligamia ed il ripudio unilaterale).
La manifestazione aveva raccolto in piazza 10.000 persone che volevano impedire che uno dei Paesi musulmani costituzionalmente più avanzato in materia di diritti delle donne, avanzasse a grandi passi verso la regressione.
La richiesta di riconoscimento del principio di uguaglianza della donna tunisina rispetto all’uomo, non si è però fermata alla sola manifestazione, in questo mese e mezzo molte associazioni femministe, come l’ATFD ( Association tunisienne des Femmes Dèmocrates) e organizzazioni internazionali come Amnesty International hanno continuato ad occuparsi della questione femminile in Tunisia, e i risultati sembrano essere arrivati.
Lunedì 24 Settembre 2012, la Commissione di coordinazione e redazione dell’ANC ha proposto di integrare nuovamente nel progetto costituzionale “la parità tra uomo e donna” poiché il principio di “complementarietà” viene ritenuto in contrasto con altre sezioni della Costituzione, come quelle che mirano all’abolizione di qualunque tipo di discriminazione.
L’ANC sembra sia ben predisposta a accettare questa proposta, pur di porre fine a tutte le controversie che si sono scatenate, e alle critiche che la bozza della nuova Costituzione tunisina ha già attirato.
Tuttavia la modifica avanzata è ancora in fase di proposta, una proposta che sarà presentata di nuovo alla commissione “Diritti e libertà” dell’ANC per poter essere approvata ed integrata nella bozza costituzionale.

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