UNA CHIAMATA DI CORREO

Colpo di scena nella telenovela “Rossobruni e Stalinisti”

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Di Germano Monti

Un lungo articolo di Ciro Brescia, intitolato “Indissolubilmente antifascisti e antimperialisti” (http://albainformazione.wordpress.com/2012/12/04/antifascismo-e-antimperialismo-sono-indissolubili), ripropone la questione delle relazioni pericolose fra fascisti in versione rossobruna e stalinisti di varia estrazione, emersa in occasione delle manifestazioni a sostegno del regime siriano di Bashar Assad. Su questa squallida vicenda si è scritto molto, ma non si è riflettuto abbastanza, e questo articolo offre più di un elemento interessante.
Premesso che non so chi sia Ciro Brescia, appare chiaro come si tratti di persona (molto) informata dei fatti. Il motivo scatenante l’articolo – presentato come “Lettera aperta alle Reti delle Organizzazioni Sociali e Politiche che si mobilitano nell’ambito dell’anticapitalismo e dell’antimperialismo” – sarebbe stato l’annullamento di una riunione nazionale che avrebbe dovuto svolgersi a Roma lo scorso 2 dicembre, convocata (non pubblicamente, ma attraverso mailing list) dai firmatari dell’appello “Giù le mani dalla Siria”, con l’obiettivo di un “confronto tra le strutture firmatarie dell’appello”. Pochi giorni prima dell’appuntamento, alla mailing list arriva una nota della Rete dei Comunisti che annuncia la cancellazione della riunione, poiché la stessa “rischia di trasformarsi in una riunione allargata a soggetti singoli e collettivi che non fanno parte dell’appello”. Più avanti, la nota afferma che “sarebbe stupido e colpevole ignorare l’operazione di infiltrazione delle formazioni di fascisti, comunitaristi e affini che in maniera strumentale si oppongono alla guerra contro la Siria”, omettendo, però, di precisare chi sarebbero gli “infiltrati”.
I dubbi vengono presto dissipati dal citato articolo di Ciro Brescia e da un altro, a firma di Maristella Aiello. In sostanza, gli “infiltrati” sarebbero gli esponenti di un movimento che si definisce “Attuazionista”, che nei mesi scorsi ha preso parte a numerose manifestazioni a sostegno del regime siriano insieme a formazioni e personaggi notoriamente di estrema destra, ma anche di “sinistra”.
Una prima domanda sorge spontanea: da quando in qua si annulla una riunione nazionale per il timore di “infiltrazioni”, soprattutto se si sa già chi saranno gli “infiltrati”? Il comportamento più ragionevole sarebbe stato quello di tenere la riunione, semplicemente allontanando gli “infiltrati”. Perché, allora, annullare una riunione convocata da tempo, con il coinvolgimento di partiti, reti, comitati ed associazioni?
L’articolo di Ciro Brescia risponde anche a questa domanda, con un lungo elenco di eventi che hanno visto la partecipazione congiunta di esponenti ed organizzazioni dell’estrema destra e di rappresentanti ed organizzazioni di “sinistra”, in nome dell’antimperialismo e della difesa del regime “laico e socialista” di Bashar Assad. Invitando ad un’attenta lettura dell’articolo (corredato da copiosi rimandi agli eventi di cui sopra), l’impressione che si prova è quella di trovarsi in presenza di una vera e propria chiamata di correo, così sintetizzabile: “Ma come? Fino a ieri marciavamo tutti insieme, saluti romani e pugni chiusi fianco a fianco, e adesso vi scoprite antifascisti?”. Stando così le cose, si comprende perfettamente come, annullando la prevista riunione, si sia voluto evitare una situazione, per così dire, imbarazzante. Peccato che la documentata chiamata di correo di Ciro Brescia abbia squarciato il velo pietoso che si voleva stendere su una vicenda che squallida era e squallida rimane.

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