Siria-Israele, business as usual

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di Lorenzo Trombetta da http://temi.repubblica.it/limes

Il presunto raid israeliano a due passi da Damasco non cambia per ora gli equilibri regionali e si inserisce solo indirettamente nella dinamica del conflitto interno in corso in Siria. Hezbollah e Iran abbaiano ma non mordono. Asad usa l’aviazione contro i suoi civili e non contro Israele.
Nessuna guerra aperta sta per scoppiare in Medio Oriente.
E nessun equilibrio dello statu quo in vigore da decenni sta per saltare. Il regime siriano non ha alcuna intenzione di rispondere militarmente al presunto raid aereo compiuto da caccia israeliani a due passi da Damasco contro un obiettivo di natura ancora incerta. L’azione israeliana solo indirettamente è legata alle dinamiche del conflitto intestino in corso in Siria e non è destinata ad avere nel breve periodo altri seguiti.
Nella notte tra martedì 29 e mercoledì 30 gennaio, una “esplosione senza precedenti” è stata udita dagli abitanti di Jamraya e Hamma, località a metà strada tra Damasco e il confine libanese. Le fonti parlano di un boato “assai più potente di quelli uditi in passato” e di un incendio scoppiato all’interno del Centro di ricerche scientifiche, protetto da tre lati da terreni controllati dalle Forze armate. (altro…)

KHALED, DESAPARECIDO IN SIRIA…

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Dall’associazione Zaatar 

Dopo Maher, arrestato più di un mese fa dalle forze di sicurezza di Assad, mentre assisteva i profughi e di cui non si hanno più notizie, è di poche ore fa la notizia della sparizione di un altro volontario del Jafra Foundation, nostro partner palestinese per i workcamp in Siria e che dall’inizio del conflitto opera per l’assistenza ai profughi ed alle famiglie dei rifugiati che si trovano nel campo profughi palestinese di Yarmouk a sud di Damasco.
Siamo preoccupati ed allarmati per questi arresti e rapimenti nei confronti di giovani volontari che hanno la sola colpa di rischiare la vita ogni giorno per portare il loro aiuto alle famiglie di profughi.

L’accorato appello del Jafra Foundation al quale rivolgiamo tutta la nostra solidarietà

La notte del 19 gennaio, tutte le comunicazioni con uno dei principali membri fondatori del Jafra Foundation sono scomparse.
Tutti gli sforzi fino ad oggi per trovarlo sono falliti… ma rimaniamo risoluti per garantire il suo ritorno sano e salvo presso la sua famiglia e la nostra Fondazione, non ci fermeremo finché non sarà di nuovo con noi. Annunciando la sua scomparsa, vi chiediamo di sostenere tutte le azioni in corso e, ancora una volta, a tutti in Siria chiediamo la protezione degli operatori umanitari e di agevolare il lavoro di soccorso che stanno offrendo…

Khaled Bakrawi, che ha dedicato aiuto e soccorso alle famiglie di sfollati e alle famiglie che vivono sotto assedio nel campo di Yarmouk e negli altri campi rpofughi palestinesi in Siria, a dispetto dei rischi e delle difficoltà… è scomparso.

Khaled Bakrawi, attivamente coinvolto nella vita civile e nel volontariato sin dalla più tenera età… è scomparso.

Khaled, che ha rappresentato i profughi palestinesi in molte conferenze internazionali ed associazioni in Siria e all’estero… è scomparso

Khaled, un attivo e appassionato educatore … è scomparso

Khaled, uno dei fondatori del Jafra e membro dell’amministrazione della Fondazione… è scomparso

Il nostro Khaled è scomparso…

 

NUOVE STRAGI DI PALESTINESI IN SIRIA

Husseinieh Tre raids effettuati da aerei MIG hanno causato una catastrofe senza precedenti nel campo palestinese in Siria di Husseinieh. 11 persone, la maggior parte delle quali bambini, sono state martirizzate e più di 20 ferite. Al momento, il numero totale dei martiri è impossibile da verificare, perché l’intera area dell’impatto è cosparsa di corpi. Il 13 gennaio scorso, l’associazione Zaatar informava che “A Yarmouk, sobborgo di Damasco, principale campo in Siria, prosegue da 21 giorni il blocco economico, con le forze governative, poste all’ingresso del campo, che impediscono l’arrivo di qualsiasi merce, inclusi cibo, medicine e forniture energetiche. All’interno del campo invece proseguono i tiri dei cecchini: gli ultimi giorni sono stati molto sanguinosi, si riportano 4 morti nella giornata di ieri, tra cui un bambino di 3 anni, e 10 oggi (…) Scontri e bombardamenti si registrano anche nell’altro campo vicino Damasco, Husseinieh, con 4 morti e diversi feriti. I volontari del Jafra Foundation (per il quale è attiva la raccolta fondi presso il sito www.associazionezaatar.org) stanno lavorando alla distribuzione di cibo“. In questo video, i ritrovamenti dei corpi. Immagini molto dure, in attesa che l’efficiente Marinella Correggia ed il suo valido collega Francesco Santoianni dimostrino che non si è trattato di un bombardamento aereo, ma dell’esplosione di una bombola di gas da cucina.

GUARDA, PEZZO DI MERDA!

MAZEN

QUINDI, SEI PREOCCUPATO PER NOI?

Guarda negli occhi i martiri di Halfaya e poi abbi il coraggio di dirmi che sei preoccupato a causa degli “islamisti” in Siria. Abbi il coraggio di dirmi, pezzo di merda, che sei preoccupato per le “violazioni dei diritti umani da parte dell’Esercito Siriano Libero”, che sei preoccupato per la “guerra civile”, per il Qatar e l’Arabia Saudita, ed è per questo che non sosterrai la rivoluzione popolare.
Quindi sei preoccupato. Capisco. Questo spiega molte cose. Naturalmente.
Ultimora: nel momento in cui hai abbandonato il popolo della Siria, il popolo siriano ha abbandonato te e le tue preoccupazioni per le cose che ti sono care. tu e la tua civiltà non esistete nel nostro tempo e nel nostro spazio. E’ finita, io e te non facciamo più parte della stessa umanità.

Razan Ghazzawi – www.razanghazzawi.org  

Questo è l’ultimo post pubblicato sul suo blog da Razan Ghazzawi, la giovane attivista per i diritti umani, nonché avvocato e blogger, più volte arrestata dalle forze di sicurezza del clan Assad, rilasciata in seguito alla sua notorietà internazionale e tuttora in attesa di processo. Razan è molto più fortunata di Mazen Darwish e di altri suoi colleghi del Centro siriano per i media e la libertà di espressione (Scm), arrestati insieme a lei il 16 febbraio 2012 dai servizi di sicurezza dell’Areonautica, una delle quattro agenzie di repressione del regime di Damasco. Di Mazen Darwish, Abdul Rahman Hamada, Hussein Ghorir, Mansur Omari e Hani Zetani non si hanno notizie: fanno parte dell’ormai incalcolabile numero di desaparecidos siriani.Di loro in Italia non parla nessuno, forse perché non rientrano nel comodo cliché degli “islamisti”, che va bene tanto a destra quanto a “sinistra” per evitare di esporsi sulla crisi siriana. Darwish e gli altri sono intellettuali ed attivisti laici, di sinistra e per nulla coinvolti nella lotta armata condotta dal Free Syrian Army: nonostante ciò (o forse proprio per questo) della loro vicenda si disinteressano tutti, salvo rarissime eccezioni. (altro…)