La sinistra rivoluzionaria siriana sul dialogo con il regime dittatoriale

syrian revolution

Il blog http://syriafreedomforever.wordpress.com è dedicato alla lotta del popolo siriano in rivolta per rovesciare il regime autoritario di Assad e per costruire una Siria democratica, laica, socialista, antimperialista e per la Resistenza!

All’inizio di quest’anno, abbiamo assistito a due importanti avvenimenti riguardanti l’attività dell’opposizione siriana. In primo luogo, il meeting a Ginevra del Comitato di Coordinamento Nazionale per il Cambiamento Democratico (CCNCD), nel quale quest’ultimo è tornato alle sue conclusioni di raggiungere un accordo, ad alcune condizioni, per un dialogo con la giunta del regime al governo. Il secondo evento è stato l’iniziativa di Sheikh Maaz Khatib, capo della Coalizione Nazionale, che ha a sua volta suggerito un dialogo condizionato con il regime.
Nessuna persona sana di mente può rifiutare con leggerezza tutto ciò che possa fermare o alleviare le sofferenze ed i grandi sacrifici del nostro popolo, ma questo non significa che dobbiamo accettare e sostenere ogni iniziativa pensando che quello sia l’obiettivo. Il giudizio su tali iniziative è soggetto, dal nostro punto di vista, al criterio che soddisfino le seguenti condizioni: fornire alle masse la capacità di ristabilire la propria lotta e di combattere per rovesciare il regime dittatoriale, senza offrirgli possibilità di guadagnare tempo o di sopravvivere, ed in particolare che permettano lo spazio per un cambiamento radicale dal basso a favore delle classi popolari e che servano ai loro interessi diretti e generali.
Le iniziative del CCNCD e di Sheikh Maaz convergono entrambe nel chiedere un “cambiamento dall’alto”, con la differenza che l’iniziativa di Sheikh al-Khatib, qualunque sia il suo destino finale, riflette chiaramente la volontà della borghesia tradizionale, specialmente quella di Damasco, di trovare una soluzione che salvaguardi i suoi interessi di classe, che sono stati serviti per decenni dal regime in carica, ma che ora sono completamente minacciati dalla rivoluzione popolare. Questa classe borghese vuole ed incoraggia un cambiamento parziale e dall’alto del regime dittatoriale, limitato all’aspetto politico e senza alcun cambiamento sociale. Questo è ed è stato originalmente ed essenzialmente quello che chiedono gli alleati del regime ed anche i Paesi che dicono di essere amici del popolo siriano. Entrambe le parti non desiderano e non vogliono la vittoria della rivoluzione popolare.
In questo contesto, esprimiamo il nostro rifiuto di tali iniziative, che non vanno incontro alle istanze politiche e sociali di base della rivoluzione popolare e non contribuiscono al rafforzamento del movimento popolare sulla strada per la vittoria.
Tutto il potere e la ricchezza al popolo.

Corrente della Sinistra Rivoluzionaria in Siria

Damasco 10/2/2013

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