LA MARCIA SU ROMA DEGLI AMICI DI ASSAD

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Di Germano Monti

SECONDA PARTE

Una manifestazione internazionale nazifascista in una capitale europea non è cosa di tutti i giorni, meno che mai se il luogo prescelto per l’adunata è una città Medaglia doro alla Resistenza. Iniziative molto meno clamorose hanno suscitato sin dal loro annuncio ondate di sdegno, spesso sfociate in robuste contro-manifestazioni. Eppure, a sole tre settimane dalla calata a Roma di esponenti ed organizzazioni nazifasciste di tutta Europa, tutto tace. Silenzio dalle associazioni partigiane, silenzio dai movimenti e dai partiti di sinistra, silenzio dal mondo dell’associazionismo e della solidarietà, silenzio dagli intellettuali democratici e progressisti. Un silenzio lugubre. (altro…)

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APPELLO: DENUNCIAMO L’ADUNATA NAZIFASCISTA A ROMA A SOSTEGNO DEL REGIME DI ASSAD. PER LA LIBERTA’, LA DIGNITA’ E IL DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI.

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Sabato 15 giugno è stata convocata a Roma un’adunata europea dei movimenti nazifascisti che sostengono il regime criminale siriano del dittatore Assad. Le organizzazioni italiane coinvolte sono i gruppi più noti dell’estremismo di destra, da CasaPound all’arcipelago dei movimenti neonazisti e rossobruni.
Il sostegno dei movimenti nazifascisti al regime siriano è la conseguenza dell’identità di vedute con un sistema repressivo, sanguinario e corrotto, un sistema che opprime il popolo siriano da decenni e che ha risposto con inaudita ferocia alla richiesta di libertà e dignità avanzata due anni or sono con dimostrazioni e manifestazioni pacifiche. L’attuale deriva militare è il risultato della brutale repressione del regime contro un movimento rimasto pacifico per lunghi mesi, nonostante le aggressioni, gli omicidi, gli arresti arbitrari, l’uso generalizzato della tortura.
Noi crediamo che il popolo siriano abbia il diritto di vivere in pace, libertà e ad autodeterminare il proprio futuro e che, per ottenere questi obiettivi, abbia il diritto di resistere all’oppressione, come il popolo palestinese e tutti i popoli del mondo. Per questo ci schieriamo contro la dittatura di Assad e qualunque intervento militare imperialista e degli Stati della regione.
Noi siamo al fianco del popolo siriano, palestinese e di tutti i popoli che lottano per la dignità e la libertà, contro l’occupazione, la repressione, la tortura e le stragi, perciò siamo antifascisti.  
Un’adunata della canaglia nazifascista di tutta Europa a sostegno della dittatura del clan Assad è un insulto a Roma , città Medaglia d’Oro alla Resistenza, e a tutte le persone amanti della libertà. Non lasciamo che questa vergogna passi sotto silenzio, costruiamo la solidarietà con il popolo siriano. 

Per aderire all’appello: fermiamolaviolenza@libero.it 

Primi firmatari (alle 21.00 del 14.6 – in aggiornamento):

Associazione Siria Libera e Democratica

Associazione RivoluzioneSiriana.org

Comunità Siriana Libera in Italia

Onsur “campagna mondiale di sostegno al popolo siriano”

Renato Scarola ( Socialismo Rivoluzionario )

Marcello Tomasini  ( Associazione Antirazzista “3 febbraio” )

Stefano D’Errico ( Cib – Unicobas )

Giuseppe Prestipino ( filosofo ) 

Germano Monti (Freedom Flotilla Italia)

Piero Maestri

Cinzia Nachira

Eva Ziedan

Nour Dachan

Loretta Facchinetti

Fouad Roueiha

Federico Stolfi

Aya Homsi

Nando Simeone

compagni e le compagne di Gajamente –  Critical Forum Glbtq

Partito Comunista dei Lavoratori

Circoli di Sinistra Critica di Roma S. Lorenzo-Tufello -Torrespaccata

Occupazioni Precari Studenti

Associazione culturale Belovodia

Paola Mandato (attivista per i diritti umani)

Francesco Giordano

Umberto Mazzantini – Direttivo nazionale Legambiente

Dario Renzi ( Utopia Socialista )

 Mamadou Ly  ( Utopia Socialista ) 

(altro…)

Siria. Sulla strada del rovesciamento della tirannia e dello sfruttamento, del rifiuto del settarismo

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Comunicato dei Socialisti Rivoluzionari – Egitto (8 maggio 2013)

La rivoluzione del popolo siriano: sulla strada del rovesciamento della tirannia e dello sfruttamento, del rifiuto del settarismo e della resistenza al sionismo.
L’ultimo assalto sionista alle posizioni militari del regime siriano, l’escalation di bombardamenti di Bashar al-Assad sui civili siriani in risposta, e la gioia di alcune fazioni settarie a queste incursioni, rivela chiaramente l’attuale situazione della rivoluzione siriana, che si è dimostrata particolarmente confusa per molti rivoluzionari in Egitto e nel mondo arabo.
L’attacco sionista, che ha colpito i centri militari di armi e di ricerca, non era a sostegno della rivoluzione siriana o una rappresaglia per le azioni di Bashar al-Assad. Al contrario, Al-Assad è stato subito rassicurato che Israele non sarebbe intervenuto come parte del conflitto siriano. Piuttosto, il raid ha colpito le infrastrutture militari di cui nessuna delle parti in questa guerra potrebbe beneficiare, dal momento che Israele e le potenze imperialiste vogliono vedere l’emergere di staterelli deboli e in competizione l’uno con l’altro, man mano che la divisione della Siria diventa un’alternativa seria.
Quindi, Bashar al-Assad sta continuando il compito che iniziato dal padre con il bombardamento del campo profughi di Tel al-Zaatar e la liquidazione della resistenza palestinese in Libano. Per 40 anni, Bashar e il regime dal lui ereditato hanno affermato di stare affrontando Israele senza realmente intraprendere mai una sola guerra. Hanno invece sfruttato questa pretesa per costruire un regime corrotto e tirannico, ostile al suo stesso popolo, mentre ha alimentato il settarismo che sta dando oggi i frutti. (altro…)

LA MARCIA SU ROMA DEGLI AMICI DI ASSAD

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Di Germano Monti

PRIMA PARTE

Il prossimo 15 giugno si sono dati appuntamento a Roma i sostenitori europei del dittatore siriano Bashar Assad. La manifestazione è promossa dal Fronte Europeo di Solidarietà con la Siria, movimento nato in Italia nei mesi scorsi e rapidamente estesosi in altri Paesi europei.
Il nucleo originario del movimento è costituito dagli stessi esponenti di estrema destra che hanno animato diverse manifestazioni in sostegno della dittatura siriana, talvolta insieme ad esponenti della sinistra “antimperialista”. In particolare, riveste un ruolo da protagonista l’area che fa capo all’associazione “Zenit” di Roma e ad un’altra sigla dell’arcipelago nero della Capitale, il gruppo “Controtempo”, emerso agli onori della cronaca lo scorso anno a seguito di ripetute aggressioni contro gli studenti dei licei Tasso e Righi, nella zona di Piazza Fiume. (altro…)

COSA E’ SUCCESSO VERAMENTE A YARMOUK?


Il video di Tim Marshall (Sky News) sul giorno della Nakba a Yarmouk 

Partiamo da un dato preliminare, bizzarramente omesso in certi resoconti su quanto avvenuto nell’anniversario della Nakba presso il campo palestinese di Yarmouk, alla periferia di Damasco.
Gran parte del campo è ormai da mesi controllata dal Free Syrian Army e dai Palestinesi schierati con la rivoluzione, con il loro braccio armato, la Brigata Al Assifa. Per questo motivo, il campo è assediato dall’esercito siriano ed è quotidianamente vittima di bombardamenti – anche aerei – che colpiscono indiscriminatamente abitazioni, moschee, scuole, ospedali e persino le strutture dell’UNRWA. Dei 1.267 Palestinesi uccisi in Siria dalle forze del regime dall’estate scorsa, molti erano abitanti di Yarmouk, il più popoloso campo dei rifugiati palestinesi della diaspora.
Cosa avviene il 15 maggio? I soli elementi di cui disponiamo sono un brevissimo post sulla pagina Facebook “Palestinians in Syrian Situation”, gestita da Palestinesi di Yarmouk e di altri campi siriani, un altro sulla pagina Facebook dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ed un servizio del giornalista Tim Marshall, di Sky News.
Il primo post su Facebook dice soltanto “Notizie del martirio di quattro persone e del ferimento di altre dodici in pesanti bombardamenti, accompagnate da continue interruzioni delle linee telefoniche e cellulari a Yarmouk ed in tutta Damasco…”. Non viene fornito nessun altro particolare.
Il post dell’Osservatorio è molto confuso, almeno nella sua (pessima) versione in inglese, ma coincide con quanto scritto su PSS sul numero delle vittime e sul fatto che alcune parti del campo sono state colpite da granate. Nessuno dei due fornisce immagini degli eventi.
Molto più utile il servizio di Tim Marshall, girato sul posto. Le immagini mostrano uomini e donne, alcuni dei quali con valige ed altri bagagli, che si dirigono verso il campo di Yarmouk, sventolando bandiere della Siria di Assad e ritratti del dittatore siriano. Il gruppo è accompagnato da soldati siriani armati.
E’ interessante notare che – nell’audio del servizio – Marshall parla di una “Dimostrazione che aveva un messaggio di opposizione verso le milizie di Yarmouk” e che i dimostranti gridavano “Venite fuori!”. Marshall riferisce anche che i ribelli (“l’opposizione”) avevano avvertito che non avrebbero permesso di avvicinarsi e commenta “Quello che è accaduto dopo era inevitabile”.
Per comprendere la natura dell’accaduto, non è possibile omettere i particolari che ho citato. Certo, se si deve sostenere la tesi del regime e dei suoi collaborazionisti del Fronte Popolare – Comando Generale, bisogna titolare  (come ha fatto Nena News) “Siria. A Yarmouk i ribelli sparano ai civili” ed evitare accuratamente di mostrare il video. Eppure, qualche elemento di contraddizione emerge anche dalle parole scritte di Marshall, riportate sempre da Nena News, che ben poco hanno a che vedere con il titolo. Marshall, infatti, prima scrive che “Sapevamo cosa stava per succedere e allora abbiamo indossato elmetti e giubbini anti-proiettile. I manifestanti sapevano cosa stava per accadere, non avevano alcuna protezione ma continuavano a camminare dritti verso la linea del fuoco”. Poi, scrive che “Gli uomini armati a Yarmouk avevano avvertito i manifestanti di non avvicinarsi, minacciando di aprire il fuoco. Il fatto che pochi soldati dell’esercito siriano stessero accompagnando i manifestanti ha reso la cosa certa”.
Allora: Palestinesi sostenitori di Assad, fuggiti dal campo di Yarmouk otto mesi or sono, organizzano una prova di forza, marciando sul campo scortati da militari armati dell’esercito di Assad e invitando i ribelli a venire fuori. Dalle loro linee, i ribelli avvertono di non avvicinarsi, ma non vengono presi in considerazione. Come ha detto lo stesso Marshall, “Quello che è accaduto dopo era inevitabile”, e – in effetti – riesce difficile immaginare che dei combattenti assediati, in pieno stato di guerra, lascino avvicinare nemici armati senza battere ciglio.
Il fatto che, dopo la prima sparatoria, siano prontamente affluiti altri reparti dell’esercito di Assad, con l’impiego di artiglieria (le “esplosioni” udite da Marshall), non farebbe che dimostrare come si sia trattato di una provocazione preordinata e bene orchestrata. Il resto – le invettive contro i ribelli “stranieri” e “pagati per venire a Damasco a uccidere la gente”, il numero dei ribelli uccisi, ecc. – rientra nel consueto cliché della propaganda di regime, di ogni regime. In questo caso, l’obiettivo è quello di screditare i ribelli siriani, facendoli apparire come nemici dei Palestinesi e, dunque, marionette di Israele, degli U.S.A. e compagnia complottando.
Ci sarebbero molti commenti e molte osservazioni da fare sulla qualità di un’informazione che spara titoli apodittici che insultano l’intelligenza dei propri lettori, ma in Italia sono due anni che andiamo avanti così.

Germano Monti

NAKBA: 1948 IN PALESTINA, 2012 IN SIRIA

nakba damasco

Nel giorno del 65° anniversario della Nakba – l’esilio cui furono costretti dal terrorismo sionista centinaia di migliaia di Palestinesi – non possiamo ignorare la nuova tragedia che si sta consumando verso un popolo vittima della violenza degli occupanti, ma anche di quella degli Stati “fratelli”. Se in Libano i rifugiati palestinesi sono sottoposti a discriminazioni e ghettizzazione, in Siria è in atto un nuovo massacro, anche questa volta con la silenziosa complicità della cosiddetta comunità internazionale e – cosa ancora più grave – di gran parte dei sedicenti sostenitori della causa palestinese. In meno di un anno, le forze armate del dittatore siriano Assad hanno assassinato quasi 1.300 rifugiati palestinesi, più di cinque volte quelli uccisi dagli Israeliani nello stesso periodo. Circa 250.000 Palestinesi sono fuggiti dai campi siriani che li “ospitavano”, diventando due volte profughi. Il campo di Yarmouk, alla periferia di Damasco, è assediato e sottoposto a continui bombardamenti dell’esercito siriano dallo scorso dicembre, senza che dal movimento di “solidarietà” si levi una sola voce contro questo scempio.

Da www.sirialibano.com

Palestinesi bombardati. E di nuovo esiliati.

Se il MiG non si fosse presentato, sarebbe stato un altro giorno normale“. Così comincia il racconto di un abitante del campo palestinese di Yarmuk, a Damasco, bombardato dall’aviazione fedele al presidente Bashar al Asad a partire dal 16 dicembre 2012. Quel giorno cominciò un altro esodo per i palestinesi abitanti del campo. Pubblichiamo qui sotto il breve documentario su quei giorni.

Siria: cari compagni, non vi sopporto più!

La reazione indignata di un esponente storico della sinistra comunista di Ferrara al comunicato del PdCI che non si limita a condannare il bombardamento israeliano sulla Siria, ma ribadisce il sostegno del partito di Diliberto al regime fascista e mafioso del clan Assad. Da Il Mondo di Annibale

Volantino contro Israele e a favore di Assad dei comunisti d’Italia. Una risposta piena di rabbia e dolore.
vol pdci

di Kiwan Kiwan
Cari compagni e care compagne, non ne posso più dei vostri luoghi comuni, della vostra assoluta, disarmante cecità, se non falsità. Sì,è un dubbio che ho. Perché? Perché in questo volantino “comunista” c’è tutto questo.
A seguito della primavera araba che ha toccato la Tunisia, la Libia, l’Egitto e lo Yemen , da più di due anni la Siria è attraversata da un devastante tornado : chiamatelo come meglio vi aggrada. Guerra civile? Ok, guerra civile. Fino ad oggi si contano minimo 70 mila vittime , moltissimi bambini, poi donne, poi anziani.
Il mondo intero sta a guardare senza muovere un dito e senza intervenire per fermare un vero e proprio genocidio, lo sterminio di un popolo arabo compiuto da un regime mafioso e assetato di soldi e di sangue. E voi?
Il veto russo e cinese assieme al sostegno iraniano e fino a qualche giorno fa a quello israeliano , non ha consentito alcun intervento (non necessariamente militare) a far cessare questo massacro. E voi?
Il regime siriano è stato il cocco dello Stato d’Israele , per il fatto che da quarant’ anni Israele occupa le alture del Golan, ma da lì mai una cerbottana è stata impiegata contro Israele. E voi?
E Mosca? Solidarietà comunista, compagni? No, perché a Mosca di sovietico c’è rimasto solo il KGB di Putin, quello che ispira da due anni le navi russe che scaricano armi a favore del regime siriano. E voi?
E Teheran? Battaglioni di militari iraniani combattono in Siria a fianco del regime contro la popolazione siriana. E voi?
Questo senza dimenticare la partecipazione dei miliziani dell’ Hezbollah (Partito di Dio) libanese contro i ribelli siriani. E voi?
Non ho mai rivendicato l’intervento militare in Siria , sono contrario a qualsiasi aggressione esterna, ma non posso accettare l’ottusità politica e il grido di oggi “Contro l’Ingerenza in Siria”. Perché? Perché è giunta l’ora di dirci la verità!
Se Israele avesse fatto un decimo di quel che ha fatto Assad per voi sarebbe caduto il mondo!
E come in Palestina anche in Siria il popolo ha i suoi diritti!
Dobbiamo smetterla di avere due pesi e due misure ! La Siria non è il baluardo dell’Anti- Imperialismo , dell’Anti- Capitalismo e dell’Anti- Sionismo. La Siria è il baluardo delle mafie di Stato…E voi?
La storia della famiglia Assad è segnata da accaparramento, terrorismo di Stato, amicizia con l’America (Imperialista), buon vicinato con Israele , amicizia con gli aguzzini del popolo iraniano, e con la Russia di Puttin. E da ferocia nei confronti dei palestinesi e dei libanesi. E voi?
Saluti comunisti

APPELLO INTERNAZIONALE PER LA RIVOLUZIONE SIRIANA

Fra i promotori Ilan Pappe, Adam Shapiro, Alice Walker, Elias Khoury, Etienne Balibar, Gilbert Achcar, Norman Finkelstein, Razan Ghazzawi, Tariq Ali, Budour Hassan, Salameh Kaileh e Richard Seymour

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Noi, intellettuali, accademici, attivisti, artisti, cittadini impegnati e movimenti sociali siamo solidali con la rivoluzione siriana e la lotta del popolo contro la dittatura.

Solidarietà con la lotta dei Siriani per la Dignità e la Libertà

Noi sottoscritti ci dichiariamo solidali con i milioni di siriani che dal marzo 2011 stanno lottando per la dignità e la libertà.
Chiediamo ai popoli di tutto il mondo di fare pressione sul regime siriano affinché ponga fine alla sua oppressione e alla guerra contro il popolo siriano. Chiediamo che Bashar al-Assad lasci immediatamente il potere senza condizioni in modo che la Siria possa cominciare un rapido percorso verso un futuro democratico.
Da marzo 2011, il regime di Assad ha costantemente aumentato la sua violenza contro il popolo siriano, lanciando missili Scud, utilizzando armi proibite dalla Convenzione di Ginevra, come le bombe a grappolo e le munizioni incendiarie, e attraverso bombardamenti aerei. Il regime ha arrestato e torturato decine di migliaia di persone commettendo massacri indicibili.
Il regime ha rifiutato qualsiasi soluzione politica che non includesse la permanenza di Assad al potere, e ha diviso la società attraverso una strategia di violenza, seminando il germe del settarismo. Il regime, fin dai primi giorni della rivolta, ha anche cercato di internazionalizzare la crisi, al fine di collocarla all’interno di battaglie geopolitiche che rafforzerebbero solamente il regime. (altro…)

1267 Palestinesi martiri dall’inizio della rivoluzione siriana

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Nella foto: la piccola Hala Nabulsi, uccisa da un bombardamento nel campo di Yarmouk lo scorso 24 aprile

DAMASCO, 2 maggio 2013 – Il Gruppo di lavoro per i rifugiati palestinesi in Siria ha confermato che circa 1.267 rifugiati palestinesi sono stati uccisi in Siria, mentre decine di migliaia sono sfollati dallo scoppio della rivoluzione siriana.
Il gruppo di lavoro ha invitato l’ UNRWA ad intervenire per fermare il continuo conflitto in Siria, che ha portato a una vera e propria catastrofe umanitaria, notando che i profughi palestinesi sono sottoposti a crimini efferati, a causa dei quali 235.000 rifugiati sono sfollati in Siria.
Giovedì 2 maggio il Gruppo ha espresso in una dichiarazione la sua preoccupazione verso l’evacuazione di circa 6000 rifugiati palestinesi il 26 aprile dal campo profughi di Ein el-Tal ad Aleppo, nel nord della Siria.
Un giornalista del Gruppo ha confermato il martirio di quattro profughi palestinesi in Siria a causa del continuo bombardamento sui campi palestinesi.
Il campo profughi palestinese di Al-A’adin è stato sottoposto a bombardamenti in cui sono stati segnalati diversi feriti, mentre le forze del regime siriano, sparando intensamente, hanno preso d’assalto il campo a caccia di “ricercati”.
Nel campo profughi di al-Sabina, un bombardamento ha colpito il mercato al-Khodra, nessuno è rimasto ferito. Il giornalista ha sottolineato la carenza di cibo e carburante nel campo.
Uno stato di tensione e di panico ha prevalso nel campo profughi di Khan al-Sheikh, dopo che un missile è atterrato nel campo provocando un enorme incendio. Il campo soffre ancora carenza di cibo e di energia e di interruzioni delle comunicazioni.
Il campo profughi di Yarmouk è ancora testimone di una difficile condizione di vita a causa del continuo assedio imposto dall’esercito del regime, che ha portato a carenza di cibo e carburante ed alla mancanza di medicine.

Fonte: http://occupiedpalestine.wordpress.com