NAKBA: 1948 IN PALESTINA, 2012 IN SIRIA

nakba damasco

Nel giorno del 65° anniversario della Nakba – l’esilio cui furono costretti dal terrorismo sionista centinaia di migliaia di Palestinesi – non possiamo ignorare la nuova tragedia che si sta consumando verso un popolo vittima della violenza degli occupanti, ma anche di quella degli Stati “fratelli”. Se in Libano i rifugiati palestinesi sono sottoposti a discriminazioni e ghettizzazione, in Siria è in atto un nuovo massacro, anche questa volta con la silenziosa complicità della cosiddetta comunità internazionale e – cosa ancora più grave – di gran parte dei sedicenti sostenitori della causa palestinese. In meno di un anno, le forze armate del dittatore siriano Assad hanno assassinato quasi 1.300 rifugiati palestinesi, più di cinque volte quelli uccisi dagli Israeliani nello stesso periodo. Circa 250.000 Palestinesi sono fuggiti dai campi siriani che li “ospitavano”, diventando due volte profughi. Il campo di Yarmouk, alla periferia di Damasco, è assediato e sottoposto a continui bombardamenti dell’esercito siriano dallo scorso dicembre, senza che dal movimento di “solidarietà” si levi una sola voce contro questo scempio.

Da www.sirialibano.com

Palestinesi bombardati. E di nuovo esiliati.

Se il MiG non si fosse presentato, sarebbe stato un altro giorno normale“. Così comincia il racconto di un abitante del campo palestinese di Yarmuk, a Damasco, bombardato dall’aviazione fedele al presidente Bashar al Asad a partire dal 16 dicembre 2012. Quel giorno cominciò un altro esodo per i palestinesi abitanti del campo. Pubblichiamo qui sotto il breve documentario su quei giorni.

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