NASCE A ROMA IL COMITATO DI SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO SIRIANO

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Piattaforma costitutiva del Comitato di Solidarietà con il Popolo Siriano

Siamo persone, associazioni, organizzazioni e forze solidali con il popolo siriano che sta lottando contro la sanguinaria dittatura di Assad. Da circa due anni il popolo siriano ha iniziato coraggiosamente una rivoluzione inizialmente pacifica per la libertà, la dignità e la propria autodeterminazione. La reazione del regime del clan Assad è stata quella di una criminale repressione che ha già causato più di 100.000 vittime.  Il regime di Assad è responsabile della guerra  attualmente in corso, che soffoca la rivoluzione e alimenta un spirale bellica devastante per la popolazione civile. Il regime di Assad è sostenuto attivamente da Russia, Cina, Iran ed altre forze reazionarie e gode – al di là delle dichiarazioni formali – della complicità attiva delle maggiori potenze.
Il popolo siriano ha diritto a vivere in pace e libertà ed ad  autodeterminare il proprio futuro. Perciò siamo solidali con le spinte più profonde e popolari che sono all’origine della rivoluzione che ancora vivono nel popolo siriano e lottiamo contro la criminale dittatura di Assad, qualunque intervento militare e i diversi piani delle potenze regionali – come il Qatar e l’Arabia Saudita –  che cercano di sfruttare la situazione che si è creata per i propri interessi politici, militari ed economici.
Denunciamo con forza la campagna diffamatoria e di isolamento che deve subire il popolo siriano. Denunciamo le convergenze di settori che si richiamano alla sinistra con forze fasciste e naziste che appoggiano il dittatore siriano.
Intendiamo convergere per favorire ed espandere lo schieramento e la solidarietà internazionale con la rivoluzione siriana. In tal senso, ci riconosciamo nell’Appello Internazionale  per la Rivoluzione Siriana ( sottoscritto tra gli altri da Ilan Pappe, Adam Shapiro, Alice Walker, Elias Khoury, Etienne Balibar, Gilbert Achcar, Norman Finkelstein, Razan Ghazzawi, Tariq Ali, Budour Hassan, Salameh Kaileh e Richard Seymour) e con quanti, su basi chiare, si uniscono in solidarietà con il popolo siriano contro il regime di Assad..
Per queste ragioni costituiamo a Roma un comitato di solidarietà con la rivoluzione siriana con i seguenti compiti :  (altro…)

COME LA NATO, ISRAELE E LE PETROMONARCHIE AIUTANO IL COMPAGNO ASSAD

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Una notizia stranamente sfuggita ai solitamente attentissimi osservatori delle vicende siriane dal lato del sostegno al regime antimperialista ed antisionista di Damasco. Meno di due settimane fa, in concomitanza con l’offensiva che avrebbe riportato la città di Qusayr sotto il controllo governativo (con il fraterno aiuto internazionalista delle milizie libanesi di Hezbollah), è emerso che lo scorso 5 maggio il capo del BND – il servizio segreto tedesco – Gerard Schindler è stato a Damasco, dove ha incontrato il suo omologo siriano, il generale Ali Mamlouk, capo dell’intelligence militare. L’obiettivo della visita dello 007 tedesco (dunque, di un Paese membro della NATO) era l’acquisizione di informazioni sulla presenza in Siria, nelle file dei ribelli, di combattenti europei. Per lo stesso obiettivo, a Damasco sono giunti rappresentanti dei servizi segreti dallo Yemen, dagli Emirati Arabi e dall’Italia, altro membro NATO, se non andiamo errati.
Ma il sig. Schindler (e, forse, non solo lui) aveva anche un altro incarico: raggiungere un accordo attraverso il quale Israele avrebbe permesso ad Hezbollah di entrare in Siria per difendere il regime, in quanto questo “non colpisce gli interessi di Israele”.
Ma come? La NATO non doveva bombardare ed invadere la Siria per rovesciare il legittimo governo antimperialista ed antisionista? E l’Italia, a sentire i nostri No War, non era in prima fila a fornire armi e sostegno ai ribelli? E Israele, che consente il transito di migliaia di combattenti sciiti di Hezbollah per aiutare il suo “nemico” a sconfiggere i ribelli? Gli stessi ribelli che i nostri No War ed i nostri fascisti – entrambi sostenitori di Assad – definiscono comunemente come mercenari-terroristi-salafiti-al-soldo-del-Mossad, ecc.
Il fatto che questa vicenda non sia stata oggetto di riflessione negli ambienti pacifisti ed internazionalisti italiani è forse dovuto alla sua scarsa diffusione. In effetti, in Italia è stata pubblicata soltanto da Libero, nell’edizione del 22 giugno, con l’articolo, a firma di di Gianandrea Gaiani,  “Gli 007 tedeschi e italiani in pellegrinaggio da Assad“. L’articolo, però, riprende quanto già pubblicato il 14 giugno da MEMO (Middle East Monitor), agenzia on line solitamente molto seguita da chi si occupa di Medio Oriente. Secondo il giornalista di Libero, la notizia dell’accordo segreto fra Israele, Hezbollah e regime di Assad “sembra indicare un appoggio indiretto degli israeliani alla controffensiva lealista che sta cacciando i miliziani sunniti dai confini con Libano e il Golan”.
Riassumendo: la NATO, Israele e alcune petromonarchie aiutano il governo antimperialista ed antisionista di Assad a sconfiggere i ribelli servi della NATO, di Israele e delle petromonarchie.
I nostri pacifisti ed antimperialisti tacciono. Ma questa non è una novità: sono gli stessi che indossano la kefiah anche quando fanno la doccia, ma non fiatano di fronte ai quasi 1.500 Palestinesi massacrati dalle milizie di Assad, agli oltre 2.000 scomparsi nelle galere di Assad ed alle altre decine di migliaia ridotti allo stremo a Yarmouk e negli altri campi profughi in Siria.

Il link all’articolo di MEMO: http://www.middleeastmonitor.com/news/europe/6282-germany-restores-security-cooperation-with-assad-regime

SEI RIFUGIATI PALESTINESI UCCISI NEL CAMPO DI YARMOUK IN SIRIA. I PALESTINESI ASSASSINATI IN SIRIA SONO 1.377

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Sei rifugiati palestinesi sono stati uccisi all’alba di martedì nel campo profughi di Yarmouk in Siria, dopo che una bomba è esplosa vicino all’ospedale locale, secondo quanto comunicato da un gruppo locale.
L’Associazione per il Benessere dei Palestinesi in Siria ha detto che l’esplosione, avvenuta vicino all’Ospedale Palestine nel campo profughi, ha ucciso Ahmad al-Hasan, Fahed Abbas, Yassin al-Khaja, Abdul Rahman Saleh, Ali Qassem e Khatoun Lafi Ahmad.
Nella stessa dichiarazione si legge che i campi profughi di Husseiniyeh e Khan Danon erano “sotto una pioggia di missili”, con i residenti senza elettricità, cibo e gas.
Il gruppo ha anche affermato che le forze di sicurezza siriane fedeli al presidente Bashar al-Assad hanno arrestato nel campo Husseiniyeh un leader locale di Fatah, Abu Nasser Qablawi, accusandolo di “aiutare i feriti e portarli a cliniche vicine”.
Un palestinese è inoltre scomparso dal campo profughi di Yarmouk, dove non è ritornato dal lavoro. Secondo il comunicato dell’Associazione, la preoccupazione è che possa essere stato arrestato dalle forze siriane.
Altri tre Palestinesi sono stati uccisi nei campi di al-Husainiyah, Khan al-Shaykh e Deraa. Il numero dei Palestinesi assassinati in Siria dall’inizio della rivoluzione ha raggiunto quota 1.377 e gli sfollati sono decine di migliaia, in Libano, in Giordania, in Egitto. Alcune decine di famiglie hanno raggiunto la Striscia di Gaza.

DALLE PAROLE AI FATTI: DOPO LA MANIFESTAZIONE DEL 15 GIUGNO, NASCE A ROMA IL COMITATO DI SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO SIRIANO

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A più di due anni dall’inizio della rivoluzione siriana, la situazione appare sempre più grave. La brutale repressione del regime del clan Assad ha provocato la militarizzazione della rivolta ed il suo precipitare in una devastante guerra civile, con la partecipazione attiva di forze straniere.
Riconoscendoci nei contenuti dell’Appello Internazionale per la Rivoluzione Siriana (sottoscritto, fra gli altri, da Ilan Pappe, Adam Shapiro, Alice Walker, Elias Khoury, Etienne Balibar, Gilbert Achcar, Norman Finkelstein, Razan Ghazzawi, Tariq Ali, Budour Hassan, Salameh Kaileh e Richard Seymour), intendiamo costituire a Roma un Comitato di Solidarietà con il Popolo Siriano, con i seguenti obiettivi minimi:
Informare l’opinione pubblica sugli avvenimenti in Siria.
• Sostenere quelle persone e organizzazioni sul terreno che difendono gli ideali di una Siria libera da ogni oppressione e deriva settaria, etnica o confessionale.
• Rivendicare la liberazione di tutti i prigionieri politici e di opinione detenuti nelle carceri del regime siriano.
• Sollecitare la protezione internazionale per i rifugiati palestinesi in Siria e l’immediata liberazione di tutti i Palestinesi detenuti nelle prigioni del regime.
• Fare pressione sulle istituzioni affinché garantiscano accoglienza e protezione ai rifugiati e profughi siriani, come chiede anche l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati.
• Respingere ogni logica rivolta a chiedere l’intervento militare straniero – americano, N.A.T.O. e/o europeo – ed al tempo stesso rifiutare l’intervento già in atto della Russia, dell’Iran e dei loro alleati nella regione.
• Realizzare il più alto livello di unità fra tutte le forze democratiche ed antifasciste, il mondo dell’ associazionismo, del pacifismo e della solidarietà internazionale a sostegno dei legittimi diritti del popolo siriano.

Sulla base di questi obiettivi, invitiamo le compagne ed i compagni ad un primo incontro fondativo del Comitato, giovedì 27 giugno, alle 18.00, in Via di Porta Labicana n. 56/a

Il Comitato Promotore della manifestazione antifascista del 15 giugno 2013

UNA BUONA GIORNATA

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Una buona giornata, lo scorso 15 giugno. Sulla spinta dell’appello contro l’adunata nazifascista a Roma, gli organizzatori hanno dovuto spostare l’iniziativa in uno spazio messo a disposizione da Casapound, la stessa organizzazione che aveva ospitato nelle sue sedi una serie di incontri preparatori. Questo è servito – ammesso che ce ne fosse ancora bisogno – a rendere chiaro a tutti chi sono i referenti italiani del governo di Damasco, vale a dire le formazioni dell’estrema destra.
Sull’altro versante, la manifestazione convocata a San Lorenzo dai promotori dell’appello contro l’adunata nazifascista ha rappresentato un deciso passo avanti verso la chiarificazione delle posizioni in campo ed un significativo momento di solidarietà con la lotta dei popoli siriano e palestinese. (altro…)

SONO 1.354 I PALESTINESI UCCISI IN SIRIA

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Il Gruppo di Azione per i Palestinesi in Siria ha comunicato che, dall’inizio della rivoluzione, circa 1.354 rifugiati palestinesi sono stati uccisi dalle forze del regime siriano e dalle sue milizie.
Il Gruppo di Azione dichiarato mercoledì che un giovane palestinese di nome Alaa Abul-Lail e una donna di nome Hanan Abdullah sono stati uccisi il giorno precedente in attacchi armati al campo profughi di Husseiniya. Il Gruppo afferma che alcuni proiettili sono caduti in diverse zone del campo profughi, causando molti feriti tra i civili palestinesi, mentre violenti scontri armati sono scoppiati tra i rivoluzionari dell’esercito libero e le forze del regime al checkpoint di Al-Muatamarat.
Anche altri campi profughi, tra cui quello di Dara’ah, hanno visto anche la caduta di molti proiettili, ma non si segnalano perdite.
Il Gruppo ha osservato che la situazione umanitaria nei campi profughi palestinesi, in particolare nel campo di Dara’ah, è catastrofica e non vi è nessun gruppo di soccorso che gli porti aiuto.

Articolo originale: http://occupiedpalestine.wordpress.com/2013/06/12/action-group-1354-palestinian-refugees-killed-in-syria-so-far/

15 GIUGNO: MANIFESTAZIONE A ROMA CONTRO L’ADUNATA NAZIFASCISTA A SOSTEGNO DEL DITTATORE SIRIANO PER LA LIBERTA’, LA DIGNITA’ E IL DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI

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Sabato 15 giugno è stata convocata a Roma, città Medaglia d’Oro alla Resistenza, un’adunata europea dei movimenti nazifascisti che sostengono il regime criminale siriano del dittatore Assad.
Noi siamo a fianco del popolo siriano, palestinese e di tutti i popoli che lottano per la dignità e la libertà, contro l’occupazione, la repressione, la tortura e le stragi, perciò siamo antifascisti.

SABATO 15 GIUGNO ORE 17.00 IN PIAZZA DELL’IMMACOLATA (SAN LORENZO)
MANIFESTAZIONE IN SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO SIRIANO, CONTRO LA DITTATURA DI ASSAD ED I SUOI AMICI NAZIFASCISTI

Interventi di Lorenzo Declich (redazione di “Limes”), Fouad Roueiha (Agenzia Amisnet) e di un rappresentante della Comunità Siriana Libera in Italia.

Musica con il rap di Mohammed Abu Hajar e la Mazzaj Band

Comitato Promotore per la Solidarietà con la Rivoluzione Siriana

Per aderire all’appello: fermiamolaviolenza@libero.it