AGGIORNAMENTI DALLA SIRIA: ANCORA VITTIME PALESTINESI. GAS TOSSICI SU YARMOUK? FORSE MORTO SOTTO TORTURA AL KHEIR, DIRIGENTE COMUNISTA. ARRESTI DI OPPOSITORI NON VIOLENTI.

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Il campo di Yarmouk sotto i bombardamenti

Mentre  giungono preoccupanti notizie su bombardamenti con gas tossici sul campo di Yarmouk, i rifugiatio comunicano i nomi dei Palestinesi uccisi fra venerdì e sabato nello stesso campo: Mohammad Ziad Gnaim, Mohammad Al Atkei, Khaled Bakeer, Emad Abo Mohammad, Mahmood Fraij e Hani Al Lafi.
Un altro Palestinese, Ahmad Rifay, è rimasto ucciso nella città di Daraa durante combattimenti fra le truppe del regime ed il Free Syrian Army, mentre le forze del regime hanno imposto un blocco al campo di Khan al-Sheik, a sud ovest di Damasco, provocando una severa crisi umanitaria a causa della penuria di cibo e carburante.

Da www.sirialibano.com riprendiamo il seguente articolo sulla presunta morte sotto tortura di  Abdel Aziz al Kheir, storico dirigente comunista siriano, e sull’arresto di altri esponenti dell’opposizione non violenta. 

Siria, Perché arrestare oppositori interni non violenti?

Abdelki e co

Notizie urgenti arrivano dalla Siria: la mattina del 19 luglio si è diffusa la notizia che il famoso artista Yusef Abdalki (il primo a sinistra nella foto) è stato arrestato a un posto di blocco lealista vicino a Tortosa assieme a Tawfiq Umran e ad Adnan Debs (foto a sinistra).
Abdalki, cristiano di Qamishli, era stato già in carcere durante l’epoca di Hafez al Asad, per due anni, dal 1978 al 1980.
Tawfiq Umran è alawita, la stessa confessione cui appartiene il clan degli Asad al potere. Mentre Adnan Debs è un druso, un’altra minoranza religiosa, arrestato più volte dall’inizio della rivoluzione siriana, scoppiata nel marzo del 2011.
La sera del 19 luglio stesso è arrivata una seconda grave notizia. Alcune fonti dicono che Abdel Aziz al Kheir (foto in basso) sarebbe morto a seguito delle torture in carcere. al Kheir è un medico, nato nel 1951 a Qerdaha, il paese d’origine degli Asad. Ha vissuto per dieci anni in clandestinità, perché condannato dallemukhabarat del regime per la sua affiliazione al partito comunista. Nel 1992 è stato scoperto e arrestato. È rimasto in prigione per 13 anni, fino al 2005. Il 21 settembre 2012 è stato arrestato nuovamente, di ritorno da una visita ufficiale in Cina, dopo un incontro con il ministro degli Esteri di Pechino e da allora non si avevano sue notizie. Fino a ieri.

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Tutti e quattro gli arrestati sono membri del Comitato di coordinamento nazionale (Ccn), piattaforma politica nata nel 2011 all’ombra delle rivolte popolari e composta da personalità laiciste, progressiste, marxiste e curde in polemica con le opposizioni in esilio dominate da correnti islamiste e liberali. al Kheir è uno dei primi fondatori del Ccn ed è stato ospite nell’estate del 2012 della Comunità di Sant’Egidio assieme ad altri esponenti dell’opposizione in patria.
Fanno dunque tutti parte dell’opposizione interna, quella con cui – stando alle parole del presidente Bashar al Asad e dei suoi ministri – il regime si affanna a cercare il dialogo per trovare una soluzione politica alla crisi nel Paese, al riparo da ingerenze esterne.
Tutti e quattro gli arrestati appartengono a minoranze confessionali, proprio quelle che il regime degli Asad – e i suoi sostenitori, dentro e fuori dalla Siria – afferma di garantire e proteggere.
Tutti e quattro gli arrestati sono intellettuali dissidenti, pacifici e laici che rappresentano la “terza via” alla polarizzazione tra il regime degli Asad e i gruppi estremisti armati. Perché da noi, in Italia, nessuno ha speso una parola per loro?

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