ASSAD E I PALESTINESI: QUANTO VALE LA PAROLA DI UN MACELLAIO

assad - zaki
L’agenzia palestinese Ma’an ha diffuso la notizia di un incontro avvenuto la scorsa settimana fra il dittatore siriano Assad e il dirigente di Fatah Abbas Zaki (http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=637669). I due avrebbero discusso la situazione dei rifugiati palestinesi in Siria e dei Palestinesi sequestrati nelle carceri del regime (circa 2.000, n.d.r.) e, secondo Zaki, si sarebbero trovati d’accordo sulla creazione di corridoi sicuri per i campi dei rifugiati. Il dirigente di Fatah ha avuto anche la sfrontatezza di dichiarare che la politica palestinese di non-intervento negli affari interni siriani ha protetto i rifugiati dei campi siriani dagli attacchi delle forze governative: Zaki ha affermato che, mentre i ribelli in passato sono entrati nei campi, l’esercito siriano non lo ha fatto. Sempre secondo l’ineffabile dirigente di Fatah, Assad si è detto d’accordo sul “preservare questi campi dei rifugiati come testimonianza del crimine storico di Israele”.
Peccato che la stessa agenzia Ma’an riporti anche la notizia (http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=638053) dell’ennesimo rifugiato palestinese, Ibrahim Hamzeh, rimasto ucciso nel bombardamento avvenuto giovedì 10, da parte dell’esercito di Assad, del campo di Al Husaynyah. Il campo è stato bombardato pesantemente per tre giorni, subendo gravi danni, nel tentativo dell’esercito siriano di penetrare nel campo stesso. Ecco quanto vale la parola del macellaio di Damasco e quanto sia vergognosa e fallimentare la politica di Fatah e dell’Autorità Palestinese.

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