“COMUNISTI” ITALIANI E FASCISTI: TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE PER IL COMPAGNO ASSAD

TUTTI_INSIEME_APPASSIONATAMENTE

Vogliamo ribadire in modo inequivocabile che in più occasioni abbiamo manifestato la nostra assoluta indisponibilità a partecipare ad iniziative con ambienti direttamente o indirettamente collusi con la destra fascista (…)

Dal comunicato “Siria, nessuna iniziativa con settori collusi con ambienti fascisti” del Dipartimento Esteri del PdCI

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Stavolta, a sollevare la questione dei rapporti ambigui fra settori nazifascisti e certa sedicente sinistra, in nome di una malinteso principio “antimperialista”, non sono stati i soliti amici della rivoluzione siriana, ovviamente sul libro paga del complotto americano-sionista-salafita-ecc. Questa volta, la denuncia è partita dal sito del Collettivo Militant, a sua volta fieramente “antimperialista”. Lo scorso 29 ottobre, su www.militant-blog.org appare un articolo titolato Il PdCI e l’antifascismo ai tempi della rete, articolo in cui si critica un’iniziativa programmata per sabato 16 novembre a Terni, a cura dell’associazione Primi della Strada e della locale federazione del partito che fu di Diliberto. Il manifesto dell’iniziativa annunciava un dibattito “A difesa della Siria socialista”, moderato dal presidente dell’associazione, Matteo Verticchio, con la partecipazione di Giuseppe Mascio (segretario regionale umbro del PdCI), Stefano Bonilauri di Stato e Potenza, Ouday Ramadan (definito “Comunista italo-siriano”) e Ali Reza Jalali, “ricercatore iraniano”.

terniL’articolo di Militant – che potete leggere qui: http://www.militant-blog.org/?p=9799 –  non dice nulla di nuovo rispetto a quanto altri, fra cui il sottoscritto, denunciano da tempo in merito alla commistione fra esponenti ed organizzazioni di “sinistra” e “pacifiste” e ben individuati settori nazifascisti, accomunati dalla difesa ad oltranza del regime siriano del clan Assad. La sola novità dell’articolo è, in effetti, l’articolo stesso, cioè il fatto che anche chi aveva sempre fatto finta di non vedere è stato costretto a prendere atto della realtà. Purtroppo – ma anche prevedibilmente – la presa d’atto non ha avuto la minima conseguenza pratica, come non ne ha avute l’immediata dissociazione dall’iniziativa del Dipartimento Esteri del PdCI (  http://www.comunisti-italiani.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=9080&mode=thread&order=0&thold=0), che anzi, alla luce di quanto poi avvenuto, suona ora alquanto patetica, visto che la “deplorazione” dell’iniziativa e, soprattutto, l’annuncio che gli esponenti locali del PdCI coinvolti se ne sarebbero a loro volta dissociati “ in modo formale nelle prossime ore”  non hanno avuto alcun seguito. L’iniziativa si è regolarmente svolta con la partecipazione dei dirigenti locali del PdCI, nessuno l’ha contestata e non risultano prese di posizione del partito. In altre parole, i dirigenti del PdCI di Terni hanno fatto del “monito” del loro Dipartimento Esteri l’utilizzo che solitamente si fa della carta igienica.

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L’episodio di Terni non è un fatto isolato. Esattamente due anni fa, il 24 novembre 2011, il giornalista ed esperto di Medio Oriente Lorenzo Trombetta pubblicava sul suo sito www.sirialibano.com questo articolo: http://www.sirialibano.com/siria-2/siria-lesercito-dei-lealisti-italiani-sostiene-la-repressione.html. Successivamente, sono intervenuto diverse volte sugli inquietanti legami fra estremisti di destra ed esponenti di “sinistra” e/o “pacifisti” in nome della difesa del regime siriano. I miei primi due articoli sono apparsi sul sito della Freedom Flotilla Italia rispettivamente il 16 marzo 2012 (http://www.freedomflotilla.it/2012/03/16/siria-le-relazioni-pericolose-tra-i-rossobruni-e-il-negazionismo-%E2%80%9Cantimperialista%E2%80%9D/) e il successivo 19 marzo (http://www.freedomflotilla.it/2012/03/19/siria-i-rossobruni-e-il-negazionismo-%E2%80%9Cantimperialista%E2%80%9D/), mentre la terza parte viene pubblicata sul nuovo blog Vicino Oriente il 3 aprile dello stesso anno (https://vicinoriente.wordpress.com/2012/04/03/siria-le-relazioni-pericolose-tra-i-rossobruni-e-il-negazionismo-antimperialista/).
Nel frattempo, il 19 febbraio 2012 viene postato su You Tube un video che mostra una manifestazione in Piazza Venezia, a Roma, di Siriani sostenitori di Assad. Nel video compaiono – oltre ai siriani Ouday Ramadan e Jamal Abo Abbas – alcuni esponenti della Rete No War, fra cui la giornalista del Manifesto Marinella Correggia: https://www.youtube.com/watch?v=cq4_aEzW5Hc.
Le frequentazioni del siriano Ouday Ramadan, esponente del PdCI, erano già all’epoca ampiamente conosciute, se non altro in quanto oggetto di un articolo del quotidiano La Repubblica (http://www.repubblica.it/esteri/2011/11/14/news/attivista_pro-siria-24987027/) risalente al 14 novembre 2011, per cui appare difficile pensare che i No War non sapessero con chi si stavano accompagnando in quella fredda giornata di febbraio. Del resto, il rapporto fra la Correggia e certi ambienti era già stato consolidato in precedenza, attraverso il blog Lybian Free Press, attivato dallo stesso personaggio che darà poi vita al quasi omonimo Syrian Free Press: si parla di Filippo Fortunato Pilato, cattolico integralista ed esponente siciliano di Forza Nuova, attualmente nei guai con la giustizia perché coinvolto nell’inchiesta della Procura di Bolzano sull’antisemitismo diffuso via web.
Il sodalizio rosso-nero a difesa del regime siriano troverà ulteriori riscontri nei mesi successivi e fino ai giorni nostri: in questo video, che documenta un’altra manifestazione a favore del clan Assad, svoltasi sempre in Piazza Venezia a Roma, il 31 maggio 2012, è possibile assistere (al sesto minuto) allo sconcertante spettacolo di saluti romani e pugni chiusi l’uno a fianco dell’altro, mentre al minuto 13 si riconoscono alcuni degli stessi No War presenti alla manifestazione di febbraio, fra i quali lo statunitense Patrick Boylan e la solita Correggia: http://www.youtube.com/watch?v=6BbfHtFPrAs.
Giova ricordare che in quella manifestazione presero la parola – oltre all’onnipresente Ramadan – il vecchio nazimaoista Ugo Gaudenzi (direttore del quotidiano Rinascita Nazionale), la collega della Correggia Pierangela Zanzottera ed il No War Enzo Brandi.

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Il 16 giugno 2012, è in programma a Roma, in Piazza del Popolo, un’altra adunata a sostegno del regime siriano, ma a quel punto gli articoli usciti su Freedom Flotilla e Vicino Oriente hanno prodotto (oltre ad un’ondata di insulti e minacce verso l’autore) qualche riflessione. Il PdCI tenta –blandamente – di persuadere il “compagno Ouday” a cambiare marcia, come si può vedere nella parte finale di questo video, relativo ad un dibattito svoltosi a Pisa pochi giorni prima dell’annunciata manifestazione romana: http://www.youtube.com/watch?v=8j9A6IhAMT4. Riascoltate oggi, le parole del dirigente del partito, Maurizio Musolino, non possono che suscitare ilarità, perché, come abbiamo appena visto, il suo partito continua tranquillamente ad operare insieme a quegli elementi che lo stesso Musolino – più di un anno fa – invitava timidamente a non frequentare.
Infischiandosene dell’invito di Musolino, il 16 giugno Ramadan capeggia la manifestazione a Piazza del Popolo, dove la presenza nazifascista è lampante, il che non impedisce ad esponenti di “sinistra” di partecipare, chi prendendo la parola dal palco (Fulvio Grimaldi e Giulietto Chiesa), chi stando in piazza, come il solito manipolo No War con Marinella Correggia.

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Avvicinandoci ai giorni nostri, vale la pena di ricordare che lo scorso 15 giugno, ad un anno dalla manifestazione di Piazza del Popolo, Roma avrebbe dovuto essere teatro di un’altra adunata nazifascista, questa volta addirittura di portata europea, a sostegno del regime siriano, promotore il “Fronte Europeo per la Siria” con l’instancabile Ouday Ramadan. L’allarme lanciato da alcuni antifascisti (non tutti, purtroppo: molti preferirono fare i vaghi, come si dice a Roma) riuscì a fare breccia, per cui il neo-eletto sindaco Marino e la Questura vietarono la manifestazione, che gli organizzatori tennero ugualmente, non in piazza, ma in uno spazio messo loro a disposizione dai fascisti del III Millennio di Casapound.
Nella sede “storica” di Casapound a Roma, il 3 maggio 2012 Ramadan era stato ospite in un dibattito in preparazione della manifestazione del 15 giugno, insieme al presidente della Comunità Siriana in Italia (fedele ad Assad), all’ex parlamentare di destra Souad Sbai ed al rappresentante di Casapound Giovanni Feola. Sempre in vista della manifestazione romana, altre iniziative sono state ospitate nelle sedi di Casapound, l’11 maggio a Tivoli, il 16 maggio a Verona, il 24 maggio a Torino, il 7 giugno a Cave e l’8 giugno a Latina. Forza Nuova si mobilitò a Roma il 12 giugno, mentre altre sigle di estrema destra promossero iniziative in altre città. Dopo la manifestazione, altri incontri si sono tenuti il 20 giugno a Giulianova, il 2 agosto a Roma, di nuovo a Roma il 30 agosto, il 7 settembre a Novara, il 23 settembre a Perugia, il 26 settembre ancora a Roma, il 12 ottobre a Pistoia, il 18 ottobre a Montepulciano ed a Padova, mentre per il 23 novembre sono programmate altre due iniziative, a Lanciano ed a Imperia. Tutte queste manifestazioni di solidarietà al regime di Assad sono state promosse da Casapound o da altre sigle di estrema destra, come sono promossi dall’estrema destra i “dibattiti” sulla Siria organizzati il 15 ottobre all’Università Roma Tre, lo stesso giorno presso l’ITAS “Garibaldi”, il 23 ottobre presso l’ITC “Bachelet” occupato dal Blocco Studentesco (movimento giovanile di Casapound) e l’8 novembre al Liceo Classico “Albertelli”, ancora nel corso di un’occupazione del Blocco Studentesco. Insomma, l’attivismo pro-Assad di Casapound e delle altre forze di estrema destra è un dato evidente, come sono evidenti il ruolo prominente di Ouday Ramadan in questo attivismo e la sua fraterna collaborazione con i fascisti del III Millennio e di quello precedente.

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Dunque, non può essere l’inconsapevolezza a spiegare per quale motivo Ramadan sia stato invitato ed abbia partecipato alla festa regionale del Partito della Rifondazione Comunista toscano a Rosignano Solvay, lo scorso 8 agosto, nel dibattito “Siria, aldilà dei luoghi comuni”, insieme ad un rappresentante dell’ambasciata siriana in Italia e ad un non meglio identificato rappresentante del Dipartimento Esteri del PdCI, il tutto coordinato dal dirigente toscano del PRC Alessandro Leoni, altro frequentatore “di sinistra” delle manifestazioni rossobrune a sostegno del clan Assad (https://vicinoriente.wordpress.com/2012/10/24/a-firenze-nuova-manifestazione-bifascist-con-compagno-del-prc/).

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Altrettanto, visti tutti i precedenti, l’iniziativa del PdCI di Terni dello scorso 16 novembre non può essere archiviata come un incidente di percorso o una semplice ingenuità.  C’è qualcosa di più e di peggio, come c’è qualcosa di più e di peggio dell’ingenuità e dell’ignoranza nel rapporto che settori del movimento pacifista hanno a suo tempo instaurato con neofascisti e integralisti cattolici della peggior specie, dal citato Filippo Fortunato Pilato a quella “madre” Agnès Mariam De La Croix grande sponsor di Assad e amica – contemporaneamente – di nazifascisti europei, sionisti francesi, falangisti libanesi, pacifisti di mezzo mondo e chissà cos’altro.

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E’ inevitabile sottolineare il ritardo con cui Militant si è accorto del rapporto inquietante fra PdCI ed estrema destra, così come è inevitabile sottolineare la parzialità della sua denuncia, che non si allarga alle frequentazioni vergognose della Rete No War e di esponenti del PRC. Tuttavia, a Militant va riconosciuto il merito di aver lanciato un sasso nello stagno, cioè di aver aperto un dibattito in un’area che appariva impermeabile, blindata nel bunker delle sue certezze antimperialiste. Particolarmente interessanti, infatti, appaiono alcuni commenti postati in calce all’articolo citato ed al secondo sullo stesso argomento (http://www.militant-blog.org/?p=9913), pubblicato dopo che il convegno rossobruno di Terni si era svolto. A parte qualche commovente tentativo di giustificare o minimizzare l’iniziativa del PdCI di Terni, infatti, è possibile leggere inviti alla riflessione sull’abbaglio di cui cade preda chi confonde la geopolitica con l’analisi marxista, bevendosi come antimperialismo ciò che non è altro che uno scontro fra borghesie, scontro di cui i popoli sono le vittime. E’ presto per dire se il dibattito apertosi sulle pagine di Militant continuerà, si approfondirà e produrrà qualcosa di buono anche sul terreno dell’iniziativa internazionalista, ma il semplice fatto che si discuta mi sembra assolutamente positivo. Non avere paura della verità e ricercarla, aldilà degli slogan buoni per tutti gli usi, è il primo passo per trovarla… e, se non ricordo male, un certo giornale che uscì per la prima volta a Vienna il 3 ottobre del 1908, portava proprio quel nome.

Germano Monti

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