SIRIA: chi sono i fascisti sostenitori di Assad?

Di Leila Shrooms

I rapporti fra il regime di Assad e i movimenti nazifascisti sono ormai oggetto di osservazione e di dibattito in tutta Europa. Si moltiplicano le analisi e gli articoli, dove viene evidenziato il ruolo del “Fronte Europeo di Solidarietà con la Siria”, l’organizzazione che voleva manifestare in piazza a Roma lo scorso 15 giugno e che venne fermata dagli appelli alla mobilitazione dei rivoluzionari siriani in esilio e di alcuni antifascisti… non tutti, perché qualcuno preferì restare in vergognoso silenzio, forse per l’imbarazzo di trovarsi a condividere le stesse parole d’ordine dei nazifascisti.
L’autrice dell’articolo, Leila Shrooms, di origini siriane, ha lavorato per anni come attivista per i diritti umani in Siria. È co-fondatrice di Tahrir-ICN, un network per la costruzione di connessioni tra i movimenti anti-autoritari in Medio Oriente, Nord Africa ed Europa. Lo scorso 15 ottobre, Leila Shrooms ha partecipato come relatrice all’incontro “Rivoluzione in Siria – Prospettive anti-autoritarie”, tenutosi presso il presidio NO TAV di Venaus.

nazi grecia

Dal blog di “Black Lily”, dovrebbe essere una manifestazione in Grecia

Il regime di Assad ha guadagnato il sostegno di partiti ed organizzazioni fascisti attraverso l’Europa. Fra questi, il Front National (Francia), Forza Nuova e CasaPound (Italia), Alba Dorata e Black Lily (“Giglio Nero”, Grecia), British National Party (Regno Unito), il Partito della Rinascita Nazionale della Polonia e, sempre in Polonia, Falanga (“Falange”) e All Polish Youth (“Tutti i Giovani Polacchi”).
Questo sostegno può essere attribuito a: sentimento anti-imperialista/anti-globalismo con una forte attenzione agli Stati nazionali (loro ritengono che il regime di Assad protegga lo Stato siriano contro l’imperialismo USA), islamofobia (loro ritengono che il regime di Assad combatta gli estremisi islamici), antisemitismo (loro ritengono che il regime di Assad agisca come resistenza ad Israele). Tutte queste convinzioni riposano su presupposti fallaci e sulla acritica perpetuazione delle narrative del regime. [1] Si tratta di posizioni condivise anche (pur senza l’elemento razzista) da settori della sinistra. Un’altra ragione è, probabilmente, la preoccupazione per l’aumento delle migrazioni arabe verso l’Europa, dove in molti Paesi i fascisti hanno organizzato proteste ed aggressioni contro i rifugiati siriani.[2]
Alcuni di questi gruppi hanno una storia di sostegno al regime di Assad, ma recentemente il sostegno è diventato più visibile. Gruppi fascisti hanno viaggiato dall’Europa alla Siria in solidarietà con il tiranno siriano e per svolgere quelle che chiamano “missioni di fact-finding” (“ricerca dei fatti” n.d.t.). Nel giugno 2013, una delegazione di politici europei di estrema destra e nazionalisti ha effettuato a una visita sponsorizzata ufficialmente a Damasco. Nick Griffin, leader del British National Party (BNP), era uno dei membri di quella delegazione che ha trovato la vita a Damasco “normale”, a parte alcune “occasionali esplosioni”. Griffin ha anche elogiato il gruppo militante, settario e jihadista Hezbollah per il suo ruolo nel sostegno al regime.[3] La politica del BNP prevede: la reintroduzione delle pene corporali e della pena capitale per certi crimini, l’abolizione delle leggi anti-discriminazione, un accordo con il mondo musulmano “per riprendersi indietro la sua popolazione in eccesso che sta ora colonizzando questo Paese [il Regno Unito]”, la deportazione di tutti gli immigrati illegali e di tutti quelli che commettono reati, se non sono di nazionalità britannica, e il respingimento di tutti i richiedenti asilo che abbiano attraversato Paesi sicuri prima di arrivare in Gran Bretagna.[4] I militanti del BNP hanno partecipato a violente proteste anti-musulmane e ad attacchi razzisti.[5] Della delegazione facevano parte anche parlamentari ed europarlamentari dalla Polonia, dalla Russia e dal Belgio.[6]
Sempre in giugno, fascisti polacchi di Falanga sono andati in missione di solidarietà in Siria ed hanno incontrato a Damasco il primo ministro siriano Wael Al Halqi e il vice-ministro degli Esteri Faisal Mekdad. A Beirut, hanno incontrato i rappresentanti del Partito Social-Nazionalista Siriano, un partito fascista.[7] Falanga è un gruppo che sostiene la necessità di spogliare gli Ebrei polacchi dei loro diritti di cittadinanza e attacca gli Ebrei e le loro attività. Gli attivisti del gruppo neonazista All Polish Youth hanno tenuto dimostrazioni a sostegno di Assad su invito dell’ambasciata siriana in Polonia.[8]
Il Fronte Europeo di Solidarietà è un altro gruppo che, sebbene non apertamente fascista, ha forti connessioni fasciste. E’ stato attivo in Europa nelle proteste contro la guerra e per la Siria. Fondato nel gennaio 2013, dichiara che: “Il Fronte Europeo di Solidarietà è aperto a tutti quelli che amano la Siria e sostengono la solidarietà con il Presidente Assad, la nazione siriana ed il suo esercito. I fondatori principali di questo progetto provengono dall’Italia, dalla Grecia, da Cipro, dal Belgio, dall’Olanda, dalla Finlandia e dalla Spagna, ma abbiamo trovato rapidamente un sostegno entusiasta da molti militanti attivi in diversi Paesi, più precisamente in Polonia, Francia, Repubblica Ceca, Romania, Irlanda, Serbia, Gran Bretagna, Scozia, Malta, Ucraina, Danimarca, Svezia, Canada e Argentina.”[9] Organizzano manifestazioni a sostegno del dittatore siriano e conferenze. In Italia sono stati ospitati da CasaPound, organizzazione fascista italiana che esprime la sua ammirazione per l’ex dittatore Mussolini, ha messo in atto proteste razziste contro la comunità Rom e attacchi violenti contro gli antifascisti e gli attivisti di sinistra.[10]
Il FSE invita alle sue conferenze anche oratori come il “terzaposizionista” belga Ruben Sosiers. La loro causa comune è la lotta contro la “Propaganda Imperialista Occidentale”.[11] La più grande organizzazione fascista polacca, Rinascita Nazionale della Polonia, che ha recentemente effettuato un attacco ad un’occupazione antifascista a Varsavia e attacchi contro gli omosessuali, è anch’essa parte del Fronte Europeo di Solidarietà.[12] Si pensa che il FSE ottenga sostegno finanziario diretto da parte del governo siriano, come “centinaia di bandiere, manifesti e voli gratis verso la Siria”.[13] Inoltre, questa rete di fascisti europei può utilizzare la situazione in Siria come metodo fondamentale di raccolta fondi, poiché tali gruppi ” attraverso la loro campagna di Siria, riescono ad ottenere maggiori risorse rispetto a quelle che di solito sono in grado di racimolare”.[14]

nazi italia

Delegazione italiana del Fronte Europeo di Solidarietà con soldati dell’esercito siriano a Damasco. Dal sito del FSE.

Fra il 30 agosto e il 9 settembre 2013, una delegazione italiana del Fronte Europeo di Solidarietà con la Siria è andata a Damasco e Tartus, che hanno descritto come “il più importante centro russo nel Mediterraneo e la fortezza del governo di Assad”. Il viaggio era “a sostegno del legittimo governo di Bashar Al Assad e del popolo siriano”. Durante il loro viaggio, hanno incontrato anche il primo ministro siriano e il vice-ministro degli Esteri. Un video del loro viaggio (in italiano) è qui. Hanno anche fatto parte della delegazione che in giugno aveva incontrato Wissam Samira, del Partito Social-Nazionalista Siriano, insieme ai fascisti polacchi.[15]
I fascisti greci di Black Lily (Mavros Krinos) hanno fatto un passo ulterior ed hanno combattenti sul terreno in Siria e sostengono di aver combattuto insieme ad Hezbollah ed alle forze di Assad nel brutale assalto a Qusayr.[16] Black Lily è un’organizzazione nazionalista autonoma che combina aspetti di anarchismo con un’ideologia di estrema destra. Sostengono anche che “migliaia di Russi, Ucraini e Polacchi” appartenenti a gruppi fascisti hanno “dichiarato di essere pronti a combattere a fianco del Leone della Siria, vale a dire Bashar al-Assad”.[17] Anche Black Lily fa parte del Fronte Europeo di Solidarietà con la Siria.[18]
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Note:
[1] La retorica di Assad per giustificare il regime siriano e la sua oppressione dei cittadini siriani non è sostenuta dalla realtà. Mentre il regime siriano a parole si opponeva alla politica USA nella regione, ha anche cooperato con gli USA quando era nei propri interessi – come nel caso della partecipazione con gli USA nella prima Guerra del Golfo in Iraq, o come in quello della cooperazione di Bashar Al Assad con il programma USA di sequestri di persona illegali. I gruppi jihadisti si sono infiltrati in Siria dall’inizio della rivolta, ma il regime ha fatto ben poco per opporvisi e, all’inizio della rivolta, ha anche rilasciato molti jihadisti dalle prigioni. La schiacciante maggioranza dei prigionieri detenuti attualmente nelle carceri di Assad sono attivisti laici, civili e non violenti. Inoltre, gli attacchi militari del regime colpiscono principalmente aree civili o aree sotto il controllo del Free Syrian Army (FSA), mentre le roccaforti ed i comandi dell’ISIS e di JAN (gruppi affiliati ad Al Qaeda) vengono risparmiati. Sono stati l’opposizione civile di base e il FSA ad esercitare la maggiore opposizione ai gruppi jihadisti. Aldilà della retorica, sono ben poche le prove della resistenza del regime siriano verso Israele. Non solo il regime siriano non ha mai portato attacchi ad Israele (nemmeno in rappresaglia alle aggressioni israeliane), ma ha anche represso brutalmente i movimenti di liberazione palestinesi. Nei fatti, sembra che il solo obiettivo della “guerra con Israele” del regime fosse quello di giustificare l’applicazione continuata della Legge di Emergenza che ha privato i cittadini siriani dei loro diritti e dato poteri illimitati alle forze di sicurezza.

[2] ‘Manifestazione dei neonazisti tedeschi ad un centro per rifugiati a Berlino’ http://www.dw.de/german-neo-nazis-protest-at-refugee-center-in-berlin/a-17037793

[3] Ian Black, ‘Il leader del BNP Nick Griffin visita la Siria’, The Guardian, (11 giugno 2013) http://www.theguardian.com/politics/2013/jun/11/bnp-nick-griffin-syria-assad

[4] Sito del British National Party, sezione politica http://www.bnp.org.uk 

[5] Vedi Stop the BNP  http://www.stopthebnp.org.uk/uncovered/pg02.htm

[6] Ian Black, ‘Il leader del BNP Nick Griffin visita la Siria’, The Guardian, (11 giugno 2013) http://www.theguardian.com/politics/2013/jun/11/bnp-nick-griffin-syria-assad

[7] ‘Polish Comrades Report to Open Revolt from Syria’, Open Revolt, (15 giugno 2013) http://openrevolt.info/2013/06/15/polish-comrades-report-to-open-revolt-from-syria/

[8] Black Adder, ‘L’ambasciata siriana invita i fascisti polacchi a dimostrare solidsarietà con Al-Assad’, http://libcom.org/news/syrian-embassy-invites-polish-fascists-demonstrate-solidarity-al-assad-28082012 

[9] Pagina italiana del Fronte Europeo di Solidarietà, sezione ‘Chi siamo’ , http://www.frontesiria.org/?page_id=60

[10] Per maggiori informazioni su CasaPound, vedi ‘CasaPound e la nuova destra radicale in Italia’, (giugnoe 2011) http://libcom.org/library/casa-pound-new-radical-right-italy 

[11] Laura Eduati, ‘Manifestazione pro Assad: a Roma fascisti da tutta Europa per celebrare il governo siriano’, (5 giugno 2013)http://www.huffingtonpost.it/2013/06/05/manifestazione-pro-assad-fascisti-da-tutta-europa_n_3390190.html  (in italiano)

[12] ‘Rzym: NOP za Syrią Assada’ (30 giugno 2013) http://www.nop.org.pl/2013/06/30/rzym-nop-za-syria-assada/ (in polacco)

[13] Brian Whelan, ‘I neonazisti greci stanno combattendo per Assad in Siria?’ (ottobre 2013) http://www.vice.com/read/are-greek-neo-nazis-fighting-for-assad-in-syria1

[14] Ibid.

[15] Pagina Facebook inglese dell’European Solidarity Front: https://www.facebook.com/pages/European-Solidarity-Front-for-Syria/280123615449307

[16] Panagiotis Liakos ‘I nazionalsocialisti greci che stanno combattendo a fianco del regime di Assad sono molto più pericolosi di Alba Dorata’, (settembre 2013) http://tahriricn.wordpress.com/2013/09/29/greecesyria-the-greek-nationalist-socialists-that-are-fighting-alongside-asaads-regime-are-far-more-dangerous-than-golden-dawn/ 

[17] Ibid.

[18] Brian Whelan, ‘I nazisti greci combattono per Assad in Siria?’ (ottobre 2013) http://www.vice.com/read/are-greek-neo-nazis-fighting-for-assad-in-syria1

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