L’Hasbara di Assad non è diversa da quella di Israele

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18-01-2014 : Nella Palestina occupata esistono molti partiti politici palestinesi, comprese le fazioni estremiste, e molti dei partiti e fazioni sono fortemente in disaccordo tra loro e, a parte lo scopo comune di porre fine all’occupazione israeliana, hanno obiettivi contrastanti.
Nonostante questo, i sostenitori della libertà e della giustizia per i palestinesi vedono, giustamente, il problema principale nell’occupazione israeliana, e nei 66 anni di crimini contro l’umanità perpetrati contro il popolo palestinese. Durante il terribile mese dell’ “Operazione Piombo Fuso”, c’era giustamente poca o nessuna attenzione per il dissenso tra i partiti politici palestinesi. Le uniche persone che hanno cercato di focalizzare l’attenzione sulle divisioni politiche interne palestinesi o su qualsiasi altra questione erano gli agenti dell’hasbara di Israele, i media propagandisti di Tel Aviv.
In Siria, l’Operazione Piombo Fuso di Assad dura ormai più di tre anni, ha ucciso fino ad oggi almeno 150.000, ha distrutt gran parte del paese e deportato metà della sua popolazione, con le Nazioni Unite che ora si rifiutano anche di tenere il conto dei dati sulla mortalità.
In Siria, invece, l’attenzione degli stessi mezzi di comunicazione e anche di molti degli attivisti radicali (sic) che difendono strenuamente il diritto alla libertà e che hanno messo, correttamente, la politica interna palestinese in secondo piano durante il bombardamento israeliano su Gaza, concentrando la loro indignazione verso gli innumerevoli crimini contro l’umanità, si sono concentrati quasi esclusivamente sulle politiche interne dell’opposizione siriana.
Questi atteggiamenti sono selvaggiamente in conflitto non solo con il diritto delle persone alla libertà dai regimi fondati e mantenuti sull’oppressione omicida e l’ingiustizia, e sul continuo massacro genocida internazionalmente riconosciuto, ma sono anche estremamente indicativi circa la vera natura ed il livello minimo di decenza del mondo degli “umanitari”.
Ogni individuo che possa restare tranquillamente a guardare, lasciando che un regime distrugga una nazione, uccida e renda invalidi centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini con aerei da guerra, elicotteri, missili balistici, carri armati, artiglieria pesante, e che faccia morire di fame e deporti milioni di persone, mentre concentra la sua “preoccupazione” sulle differenze politiche tra l’opposizione militare che combatte con pistole e razzi (spesso fatti in casa) contro tale barbarie, non è meno moralmente in bancarotta e non è meno ipocrita degli organismi internazionali, dei dirigenti e dei politici, tutti felicissimi di fare lo stesso.
Alla fine, i sostenitori di Assad, sia palesi che taciti – poiche la “neutralità” è di per sé una forma di silenzio assenso – non sono migliori e non sono diversi dall’hasbara di Israele.

Fonte: https://www.facebook.com/RadioFreeSyria?fref=ts

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