QUESTA E’ LA FAMOSA FONTANA DI TREVI, APPARTIENE ALLA MIA FAMIGLIA DA MOLTE GENERAZIONI.

A leggere quello che scrivono i 99 Posse sulla loro pagina FB, sembrerebbe che, anziché promuovere una manifestazione, il sottoscritto abbia cercato di vendergli la Fontana di Trevi. Ecco come è andata e come – purtroppo – prosegue. Mettetevi comodi.

Cominciamo dall’antefatto. Martedì 18 febbraio, alle ore 13.08, il giornalista ed attivista siriano Fouad Roueiha invia la seguente mail ad un componente della nota band “99 Posse”: Salve xxxxxx, scusami se uso il tuo account facebook per contattare Luca e la posse. forse vi ricorderete di me, ho intervistato Luca in almeno un paio di occasioni per l’agenzia radiofonica AMISnet, sono un giornalista italo-siriano e vi scrivo per chiedere la tua solidarietà ed il tuo sostegno per il mio popolo sofferente, in considerazione della grande sensibilità sociale ed antimilitarista che hai dimostrato durante la tua carriera e nella tua vita pubblica. Il 15 marzo saranno 3 anni da quando è iniziata la rivoluzione siriana, una rivolta che la repressione del dittatore ha trasformato nella più tragica guerra dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi. In occasione di questo anniversario noi saremo in piazza a Roma, un tuo messaggio sarebbe di grande incoraggiamento e aiuterebbe ad accendere la luce sulla popolazione siriana, completamente oscurata dai media dal fragore delle armi. Ti scrivo l’appello intorno al quale ci stiamo organizzando per manifestare, sperando che tu possa sottoscriverlo e magari essere in piazza affianco a noi… so bene che a sinistra c’è chi ha dubbi sulla genuinità della rivoluzione e mi metto a disposizione per chiarire ogni dubbio: posso farlo in maniera esauriente, citando fonti attendibili e con argomenti profondamente antifascisti.

Grazie in anticipo ed un saluto anche a Raul

eccoti il testo di intro alla manifestazione del 15 Marzo a Roma:

Marzo 2011: cominciava una rivoluzione pacifica per la libertà contro la dittatura di Assad. Contro queste aspirazioni popolari il regime ha scatenato una guerra che sta mietendo migliaia di vittime. libertà e autodeterminazione per il popolo siriano
Via il regime criminale di Assad Contro le bande terroriste che colpiscono la popolazione e i rivoluzionari Fermiamo la spirale bellica, stop all’assedio delle città Libertà per i prigionieri d’opinione e padre Dall’Oglio Solidarietà con i profughi palestinesi in Siria vittime della repressione di Assad Protezione umanitaria e accoglienza per tutti i profughi siriani e per tutti gli immigrati
Con i bimbi, le donne, il popolo siriano che ci chiedono di rompere il silenzio sabato 15 marzo ore 15 manifestazione nazionale a Roma appello approvato nell’incontro nazionale di Bologna dell’8 febbraio 2014 per adesioni: 15marzoSiriaLibera@gmail.com.

Due giorni dopo – giovedì 20 febbraio, ore 11.17 – arriva questa mail di risposta: Ciao Fouad, chiaramente firmeremo , certo! Speriamo di riuscire ad essere anche in piazza!!
Una ventina di minuti dopo, precisamente alle 11.36, Fouad replica così: Salve xxxxxx, sono felice della vostra adesione… a dire il vero avevo qualche timore prima di scrivervi, dato che la rete no-war napoletana ha una posizione che mi pare molto discutibile… temevo di rimanere deluso dalla vostra risposta
Comunque sia, per qualunque chiarimento o domanda io resto a disposizione, anzi sabato sarò in quel di Partenope per parlare di Siria e se vi va di esserci mi farà piacere. https://www.facebook.com/events/633433443371423/?ref=ts&fref=ts

Solo il giorno dopo, nella mattinata di venerdì 21, non avendo ricevuto richieste di chiarimenti o domande, Fouad comunica agli altri organizzatori della manifestazione del 15 marzo l’adesione della band e solo nel pomeriggio – precisamente, alle 13.05 – “Vicino Oriente” pubblica l’appello per la manifestazione con le prime adesioni, fra cui quella dei “99 Posse”.
Fino al pomeriggio di domenica 23, non succede nulla. Anzi, il giorno precedente (sabato 22) Fouad è proprio a Napoli, come aveva scritto due giorni prima ai “99 Posse” nella sua seconda mail. Nessuno cerca di contattarlo.
Siamo a domenica 23 febbraio. Per tutta la mattina, continua a non succedere nulla. Nel pomeriggio, sulla loro pagina Facebook, i 99 Posse pubblicano la seguente dichiarazione: Sta circolando in queste ore la nostra presunta adesione alla manifestazione “Per il popolo siriano e i rifugiati palestinesi”, prevista sabato 15 marzo. Bene, quell’adesione non esiste perché le nostre posizioni sulla questione siriana e palestinese sono decisamente distanti da quelle della manifestazione e non abbiamo certo nulla in comune con Germano Monti. E’ stata semplicemente inviata una mail a uno di noi che non abbiamo mai discusso e certamente non abbiamo avallato con l’adesione. Ringraziamo i compagn* che ci hanno avvisato in forma privata. A chi ha scritto appelli rispettosi come Rossa Scintilla, diciamo solo che in circostanze simili basta contattarci direttamente su questa pagina che è sempre monitorata. A quelli che invece hanno colto l’occasione per spargere un po’ di veleno “a gratis” sulla 99 Posse, che in ogni occasione non sarebbe più “quella di una volta”, invece non diciamo niente perché annegheranno nella loro stessa merda. In generale, a tutt*, diciamo di stare attenti a non cadere nel tranello che tutto ciò che si pubblica on line sia vero.
La dichiarazione della band è seguita da molti commenti entusiasti. Sento nuovamente Fouad, che propone di togliere subito la band dall’elenco delle adesioni. Io non sono d’accordo, perché, così facendo, daremmo l’impressione di esserci inventato tutto, mentre le cose non stanno affatto così, come dimostra la lettura dello scambio di mail. Ma quello che viene fuori dopo è più interessante di ciò che – se solo i 99 Posse avessero contattato Fouad, come lui stesso aveva chiesto sin dalla prima mail, per poi ribadirlo nella seconda – sarebbe stato solo un banale fraintendimento. Invece, la band sceglie la strada della polemica pubblica e (sempre senza contattare nessuno) della gogna mediatica nei confronti di un attivista (io), oltretutto completamente estraneo alla vicenda, se non per il fatto di aver pubblicato su questo blog l’appello per la manifestazione del 15 marzo con l’elenco delle adesioni pervenute fino a quel momento.

La domanda, dunque, è: perché i 99 Posse, oltre a negare l’evidenza, indicano al pubblico ludibrio una persona che non conoscono, che non li ha mai contattati e che, in tutta la vicenda, non ha avuto alcun ruolo? Perché non se la prendono con Fouad, il quale – nella loro logica – dovrebbe essere il responsabile della falsa notizia?

Non ci vuole molto a capire cosa sia successo. Nella sua dichiarazione, la band napoletana fa riferimento ad un “appello rispettoso” di una non meglio identificata “Rossa Scintilla”. Una brevissima ricerca consente di rintracciare l’appello, che risulta pubblicato nella mattinata di domenica sulla pagina Facebook denominata proprio “Rossa Scintilla”.

Ai compagni della 99 Posse,
Ai compagni del Movimento Comunista, Antagonista e Anticapitalista,

I ratti italiani capeggiati da Germano Monti, l’eunuco della NATO, proseguono nella campagna di menzogne contro la Resistenza Antimperialista Siriana a favore dei tagliagole salafiti e dei mercenari della CIA, Israele e Arabia Saudita.
Hanno pertanto organizzato a Roma, sabato 15 marzo, una manifestazione sotto la “false flag” di una “Iniziativa al fianco del popolo siriano e dei rifugiati palestinesi”.
Stupisce che i 99 Posse, compagni da sempre attivi nell’antimperialismo e nella controinformazione, siano caduti nel tranello.
Questi provocatori con la causa palestinese non c’entrano niente, anzi stanno dalla parte dei suoi carnefici.
In Siria i compagni del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina lottano fianco a fianco con le milizie popolari comuniste, con il popolo siriano e con l’esercito popolare di Assad (e con il sostegno di Cuba, dei Paesi dell’ALBA, della Russia e della Cina) contro l’ennesima guerra di rapina tentata dagli USA e dai suoi macellai.
Oggi il contributo che come movimento Comunista e Antagonista possiamo offrire alla Resistenza Antimperialista del popolo siriano e palestinese è fare chiarezza su questo tipo di infami, provocatori ed infiltrati, che vanno isolati e a cui va impedito di nuocere.
Ci auguriamo pertanto che il movimento saprà rispondere compatto e nelle giuste forme a questi avvelenatori di pozzi e a questo genere di provocazioni.

Il linguaggio non sembra molto “rispettoso”, anzi, appare decisamente fascista, di quel particolare fascismo che – non da oggi – cerca di imbucarsi a sinistra, rimasticando malamente qualche frottola “antimperialista” o, altre volte, pseudo ecologista. In tanti anni di attività politica, non mi è mai capitato di leggere o sentire un solo compagno o una sola compagna italiani definire qualcuno – si trattasse pure dell’avversario più detestato – come un “eunuco”. Per la verità, un simile termine non l’ho mai letto o ascoltato nemmeno da parte di italiani di destra o di estrema destra, mentre, da parte di questi ultimi, si fa largo uso di definizioni come “ratti” per indicare i sostenitori della rivoluzione siriana, in omaggio al defunto colonnello Gheddafi, che così chiamava i suoi oppositori. Come noto, quel linguaggio non gli ha portato molta fortuna.
Esiste, però, un personaggio che impiega abitualmente il termine “eunuco” per insultare qualcuno: si tratta di Ouday Ramadan, un agente siriano a lungo dirigente del PdCI, partito per il quale è stato anche consigliere comunale in un grosso centro della Toscana. E’ lo stesso personaggio che, negli ultimi anni, ha promosso decine di iniziative a sostegno del regime siriano in molte città italiane, insieme a fascisti di ogni estrazione, dal vecchio “nazimaoista” Ugo Gaudenzi ad esponenti di Casapound e Forza Nuova, passando per “Stato e Potenza”, un gruppo rossobruno di piccole dimensioni ma dalle notevoli disponibilità economiche. Guarda caso, fra gli amici di “Rossa Scintilla” troviamo il buon vecchio Ramadan, in ottima compagnia con Stefano Bonilauri (leader di “Stato e Potenza”) e con quel Maurizio Neri ex Nar, a suo tempo inquisito per la strage di Bologna, come scrive, fra gli altri, la pagina dell’Associazione Nazionale Legalità e Giustizia:” (…) Già il 26 agosto 1980 la Procura della Repubblica di Bologna emise ventotto ordini di cattura nei confronti di militanti di estrema destra dei Nuclei Armati Rivoluzionari: Roberto Fiore e Massimo Morsello (futuri fondatori di Forza Nuova), Gabriele Adinolfi, Francesca Mambro, Elio Giallombardo, Amedeo De Francisci, Massimiliano Fachini, Roberto Rinani, Giuseppe Valerio Fioravanti, Claudio Mutti, Mario Corsi, Paolo Pizzonia, Ulderico Sica, Francesco Bianco, Alessandro Pucci, Marcello Iannilli, Paolo Signorelli, PierLuigi Scarano, Francesco Furlotti, Aldo Semerari, Guido Zappavigna, GianLuigi Napoli, Fabio De Felice, Maurizio Neri. Vengono subito interrogati a Ferrara, Roma, Padova e Parma. Tutti saranno scarcerati nel 1981”.

Riassumendo: i 99 Posse rispondono positivamente ad un’esplicita e trasparente richiesta di adesione ad una manifestazione, corredata dall’appello di convocazione; i 99 Posse non ritengono necessari ulteriori chiarimenti, né via mail, né di persona, pur avendo per un giorno intero a Napoli la stessa persona che li aveva contattati; per due giorni – da venerdì 21 a domenica 23 – l’appello per la manifestazione con le prime adesioni compare su decine di pagine Facebook e (un po’ in ritardo) sul blog Vicino Oriente, senza suscitare reazioni; la domenica, i 99 Posse ricevono l’appello “rispettoso” di un gruppo che usa un linguaggio peggio che fascista, vanta “amici” decisamente preoccupanti e, nel giro di poche ore, decidono di negare pubblicamente l’adesione alla manifestazione e, non contenti, si premurano di mettere alla gogna, con nome e cognome, proprio la stessa persona infamata da “Rossa Scintilla” come “capo dei ratti italiani”, nonché “eunuco della NATO”.

Naturalmente – viste queste premesse – non c’è da stupirsi che i 99 Posse (come tanti altri, purtroppo) si siano bevuti anche la seguente balla spaziale, sempre a cura di “Rossa Scintilla”: In Siria i compagni del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina lottano fianco a fianco con le milizie popolari comuniste, con il popolo siriano e con l’esercito popolare di Assad. E’ una colossale menzogna, reiterata da mesi – in perfetto stile Goebbels – da tutti i gruppi rossobruni (ed anche, purtroppo, da qualche coglione “di sinistra”), giocando sulla quasi omonimia con il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina – Comando Generale, milizia collaborazionista con il dittatore siriano, guidata da Ahmed Jibril, che il vero FPLP così definisce: “Ahmed Jibril non appartiene alla sinistra palestinese. Egli è più vicino ai gruppi di estrema destra che a quelli della sinistra rivoluzionaria” (Rabah Mohanna, del FPLP di Gaza).

Veniamo all’oggi. Sulla pagina Facebook dei 99 Posse continuano ad impazzare i commenti, ma io non posso interloquire, dato che, non appena ho tentato di contrastare la loro versione dei fatti, sono stato bannato seduta stante, come altri compagni e compagne. Fra i tanti interventi che elogiano la “smentita” della band napoletana, appaiono anche quelli di una certa Francesca Iacobsen (ovviamente, anche lei amica di “Rossa Scintilla”), che, per confermare la veridicità delle sue affermazioni, cita una fonte attendibilissima: il sito “Il Faro sul Mondo”, diretto da Giovanni Sorbello, della “Comunità Solidarista Popoli”, Onlus di estrema destra fondata e diretta dal veronese Franco Nerozzi, condannato per il suo coinvolgimento in un tentato golpe alle Isole Comore, promosso dal celebre mercenario internazionale Bob Denard. La storia di questa Onlus e dei suoi stretti rapporti con Casapound è lunga e, se volete, potete farvene un’idea a questo link:  http://espresso.repubblica.it/palazzo/2012/11/05/news/casapound-guerra-in-birmania-1.48032. Un altro gradito ospite della pagina della band napoletana è un certo Vincenzo Fullone, anche lui in più occasioni piuttosto ruvido nei miei confronti, ma qui una sana prudenza mi consiglia di fermarmi, perché il signore in questione conosce personalmente la Madonna (come tutti potete constatare digitando semplicemente “vincenzo fullone madonna” su Google) e, poiché ho già abbastanza guai, preferisco evitare di scontrarmi con una persona con conoscenze così altolocate. Insomma, io e tanti altri compagni sulla pagina dei 99 Posse non possiamo scrivere niente, mentre fascisti, rosso bruni e amici personali della Madonna possono tranquillamente utilizzarla per insultarmi (mi chiamano, spiritosamente, GerNATO) e per disinformare sulla tragedia siriana. Complimenti vivissimi.

Germano Monti

P.S. Appuntamento a Roma sabato 15 marzo, alle 15, in Piazza della Repubblica. Facciamo sul serio.

 

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