DUE ANNI CON VICINO ORIENTE


GramsciVittorio

Sono passati due anni dall’apparizione di “Vicino Oriente”. Due anni in cui questo piccolo e dilettantesco spazio di informazione si è trovato ad essere quasi l’unico media dove sia stato possibile leggere quanto stava avvenendo in Siria, con una particolare attenzione alle vicende dei rifugiati palestinesi. Da qui, inoltre, è sono partite la controinformazione e l’approfondimento sui rapporti fra il regime del clan Assad ed i movimenti neofascisti e neonazisti, elemento inquietante che solo recentemente ha trovato attenzione presso l’informazione mainstream.
In realtà, la mission iniziale del blog era molto più ambiziosa. L’idea era quella di approntare uno strumento di informazione e di analisi che fosse in grado di spaziare su tutto quello che avviene sulle altre sponde di quel grande lago che ci ostiniamo a chiamare Mare Mediterraneo, registrando le onde telluriche provocate dai sommovimenti in atto nel mondo arabo, dal Marocco all’Iraq, lo sciame sismico partito dalla Tunisia e noto come “Primavera Araba”. Non ci si è riusciti, e non poteva essere diversamente, per almeno un paio di motivi. (altro…)

NASRALLAH, LEADER DI HEZBOLLAH, HA INVIATO RASSICURAZIONI SEGRETE AD ISRAELE

nasrallah

Nel 2013, il leader ha detto ai russi di far sapere ad Israele che i confini meridionali del Libano sono “il posto più sicuro al mondo”, secondo un documento trapelato citato in una relazione di Londra.

Il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, lo scorso anno ha inviato rassicurazioni ad Israele, affermando che il confine meridionale del Libano è “il più sicuro del mondo”, secondo un documento siriano trapelato e ottenuto da Asharq Al – Awsat , come ha riferito il sito web con sede a Londra, mercoledì.(19 marzo 2014 ndt)
La trascrizione integrale verbalizzava un incontro tra Faisal Mekdad, il vice ministro degli esteri siriano, e Mikhail Bogdanov, il suo omologo russo, nel maggio 2013, incontro nel quale la parte siriana ha trasmesso le sue rassicurazioni a Israele, secondo il sito web.
“Potete dire agli israeliani che i confini meridionali del Libano sono il luogo più sicuro al mondo, perchè tutta la nostra attenzione è concentrata su quanto sta accadendo in Siria” dice Nasrallah, confermando che Hezbollah “non ha alcuna intenzione di intraprendere qualsiasi azione contro Israele”, ha dichiarato Bogdanov secondo il rapporto.
Nel corso della riunione, Sergey Vershinin, direttore del Dipartimento del Ministero degli Esteri russo per il Medio Oriente e il Nord Africa, ha chiesto a Mekdad: “Mi incontrerò con gli israeliani, durante la mia visita vuoi che trasmetta qualche messaggio agli israeliani?”
Secondo il rapporto, Mekdad avrebbe risposto: “Non ci sono messaggi da parte nostra agli israeliani, in particolare dopo l’attacco a Jamraya [ un centro di ricerca militare vicino a Damasco ] e al Damasco International Airport, che pur essendo stato distruttivo, non è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi in quanto lì non c’erano armi di Hezbollah.”
Mekdad avrebbe avvertito: “Il nostro messaggio per loro è che non staremo in silenzio di fronte a qualsiasi nuovo attacco. La prossima volta che spareranno un razzo [ in Siria ] noi risponderemo sparando altri razzi [ad obiettivi israeliani ]”.
Ed ha aggiunto: ” Noi non permetteremo loro di sfruttare la nostra situazione, e forniremo ad Hezbollah tutte le armi sofisticate di cui ha bisogno.”

Questo articolo è apparso il 19 marzo sull’edizione on line in inglese del quotidiano israeliano Haaretz. Pochi giorni dopo aver ricevuto le rassicurazioni di Nasrallah, il governo israeliano autorizzò il dislocamento in Siria di migliaia di miliziani di Hezbollah, caldeggiato da Martin Schindler, capo del BND, i servizi segreti tedeschi, in visita a Damasco il 5maggio dello scorso anno, negli stessi giorni dell’incontro fraMekdad e Bogdanov (https://vicinoriente.wordpress.com/2013/06  )  . Come sappiamo, l’apporto dei miliziani sciiti libanesi si è rivelato decisivo per la riconquista, da parte del regime siriano, della località strategica di Qusayr e, più in generale, per evitare il collasso militare del regime di Assad.
Appare, dunque, confermata l’attitudine dell’Occidente e di Israele nei confronti della crisi siriana: impedire che il regime di Assad venga rovesciato, perché rappresenta una garanzia – particolarmente per Israele – a fronte dell’imprevedibilità delle conseguenze  di una vittoria sul campo delle forze rivoluzionarie siriane. Infatti, mentre Damasco, nonostante le dichiarazioni roboanti,  ha continuato ad incassare senza repliche le incursioni mirate israeliane contro alcuni obiettivi nel suo territorio, le “armi sofisticate” fornite agli Hezbollah sono state usate, certamente, ma non contro Israele: sono state e vengono ancora usate dai miliziani libanesi contro i loro fratelli arabi siriani.     

Germano Monti

Articolo originale: http://www.haaretz.com/news/middle-east/1.580751

Ringrazio Fiore Haneen Tafesh Sarti per la traduzione dell’articolo in italiano.

ARTICOLO DI TAGESZEITUNG SULLE COLLUSIONI ROSSOBRUNE PER ASSAD IN ITALIA

Members of Casapound far-right organization wear masks in the colours of the Italian flag before a demonstration in Rome

Questo articolo è stato pubblicato domenica 16 marzo dal quotidiano di sinistra tedesco Tageszeitung (Taz), una specie del nostro Manifesto quando si poteva ancora chiamare un giornale. Per motivi di spazio e di comprensibilità da parte dei lettori tedeschi, la versione apparsa sulla Taz è leggermente diversa ed anche il titolo è – come sempre – redazionale. Questo è il testo originale.

 Sostenitori di Assad in Italia

Con la bandiera siriana e il saluto nazista

 Stalinisti e nazisti si incontrano in nome dell’anti-imperialismo. Ma sono uniti anche nel loro sostegno al dittatore siriano.

Il 31 maggio 2012, la centralissima Piazza Venezia di Roma – la stessa in cui Benito Mussolini arringava il popolo – è stata teatro di una singolare manifestazione. Di fronte al portone dell’ambasciata di Siria, decine di persone inalberavano ritratti del Presidente Bashar Assad e bandiere siriane, mentre alcuni oratori si alternavano al microfono. Quando dall’altoparlante si sono diffuse le note dell’inno nazionale siriano, sotto gli sguardi sconcertati dei turisti, una parte dei manifestanti ha alzato il braccio teso nel saluto fascista, mentre altri salutavano con il pugno chiuso.
Il piccolo esercito “rossobruno” è attivissimo sul web con siti e blog apparentemente di sinistra ed ha avuto, in questi anni, la capacità di condizionare l’iniziativa delle associazioni e dei movimenti pacifisti e internazionalisti, agitando gli spettri di un’aggressione della NATO contro la Siria e di un complotto “sionista-salafita” contro il regime “laico, antimperialista e socialista” del clan Assad. Sula base di questi elementi, si è registrata la collusione di alcuni gruppi pacifisti, come la Rete No War, che ha sfornato decine di interventi contro i rivoluzionari siriani, presentandoli come fanatici islamisti ed agenti delle petromonarchie del Golfo, accusandoli di essere i veri responsabili delle stragi di civili e degli altri crimini unanimemente attribuiti all’esercito ed ai miliziani di Assad. (altro…)

LA SINISTRA RIVOLUZIONARIA IN SIRIA INIZIA LA LOTTA ARMATA CONTRO IL REGIME

left in Syria “Noi non cerchiamo la morte, ma una vita libera e dignitosa per il popolo, per tutti i popoli. Perché la vita è bella, e vogliamo garantire che le generazioni presenti e future siano privi di tutti i mali, di tutte le persecuzioni, e di ogni violenza”.
Nel filmato, la dichiarazione di inizio della lotta armata. Sotto, la traduzione in italiano. 

Tradotto da Fiore Haneen Tafesh Sarti

Cari compagni e militanti e combattenti per la libertà, la giustizia e la democrazia.

La rivoluzione popolare entra nel suo quarto anno di una fase complessa e critica. Il numero delle vittime e dei feriti ha superato le centinaia di migliaia, mentre milioni sono diventati profughi e sono stati sfollati, e la distruzione prevale nel paese. Il potere borghese del regime ha riacquistato, aiutato dai suoi alleati, il vantaggio in campo militare, mentre allo stesso tempo l’influenza delle forze fasciste della contro-rivoluzione è aumentata. A livello internazionale, i negoziati sono condotti tra le potenze imperialiste a spese del popolo rivoluzionario siriano, mentre cercano di demolire la fiera esigenze di questa rivoluzione mantenendo il regime di oppressione attraverso i negoziati, lo sfruttamento e la corruzione, modificando lo status solo superficialmente attraverso le  cosiddette “riforme”. La risposta del regime alle esigenze delle masse pacifiche durante il primo anno della rivoluzione fu sanguinosa e brutale. Questa brutale repressione ha portato importanti sezioni della rivoluzione ad adottare la lotta armata per la difesa di se stessa, delle famiglie  e delle loro città.

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ATTACCO A GAZA: COMUNICATO DEL COMITATO PROMOTORE DELLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER L’AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO SIRIANO

gaza

Le ultime incursioni israeliane contro la Striscia di Gaza assediata e le gravissime dichiarazioni di esponenti del governo di Tel Aviv sono l’ennesima testimonianza della volontà di continuare la guerra contro il popolo palestinese e della futilità della partecipazione israeliana ai negoziati con l’Autorità Palestinese. Nel momento in cui scendiamo in piazza per il diritto alla libertà ed alla dignità del popolo siriano e contro la dittatura nazista di Assad, vogliamo ribadire che per noi la lotta di liberazione del popolo palestinese è indissolubile dalle lotte degli altri popoli arabi. Per questo motivo, porteremo in piazza uno striscione sull’assedio criminale imposto da Assad a Yarmouk ed agli altri campi dei rifugiati palestinesi in Siria ed il corteo sarà aperto dalle bandiere della Siria libera e della Palestina.

Roma, 14.3.2014

COMUNICATO STAMPA 15 marzo, solidarietà con il popolo siriano

15 MARZO-ARAB

OLTRE 15 PULLMAN DA DIVERSE CITTA’ PER RAGGIUNGERE ROMA. LE ADESIONI AGGIORNATE ALL’11 MARZO.

Per la ricorrenza del terzo anniversario della rivolta siriana, un ampia coalizione di organizzazioni della società civile ha promosso una manifestazione nazionale in sostegno del popolo siriano e delle sue richieste di libertà e dignità. Questa mobilitazione vuole essere al fianco del popolo siriano, in sostegno alla sua legittima aspirazione ad autodeterminare il proprio futuro al riparo dalla brutale dittatura di Assad. L’appello alla mobilitazione è stato lanciato dai comitati di solidarietà nati in varie parti d’Italia ed è stato accolto dalle associazioni di siriani in Italia, da associazioni antirazziste, pacifiste, organizzazioni sindacali e della sinistra italiana, intellettuali e giornalisti (Un Ponte Per…, l’Associazione 3 Febbraio, ONSUR Italia, Insieme per la Siria libera, Beati i Costruttori di Pace, La Comune, mentre tra le adesioni individuali ci sono quelle dei rapper siriani Muhammad Abou Hajjar e Zanko El Arabe Blanco oltre a quella del giornalista Domenico Quirico, sequestrato in Siria dal 9 aprile all’8 settembre del 2013, in fondo l’elenco completo). Da notare anche l’appello convergente prodotto dalla Rete per la Pace, la più grande coalizione italiana di organizzazioni pacifista laiche e cattoliche, che ha espresso solidarietà ed invitato ad aderire al corteo di Roma (http://www.arci.it/speciale/iniziative/per_una_siria_di_pace_di_giustizia_e_di_liberta_solidarieta_al_popolo_siriano/index.html) (altro…)

AMNESTY INTERNATIONAL: A YARMOUK “UNA STORIA DELL’ORRORE FATTA DI CRIMINI DI GUERRA, FAME E MORTE”

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“Lanciare attacchi indiscriminati contro le aree civili, provocando morti e feriti, è un crimine di guerra. Colpire ripetutamente una zona densamente popolata, da cui i civili non hanno modo di fuggire, dimostra un’attitudine spietata e un vile disprezzo per i principi più elementari del diritto internazionale umanitario”

Un nuovo rapporto diffuso oggi da Amnesty International documenta crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi nei confronti dei civili palestinesi e siriani residenti a Yarmuk, il campo alla periferia della capitale Damasco sotto assedio da parte delle forze governative.
Il rapporto, intitolato “Vite schiacciate: crimini di guerra contro i civili sotto assedio” e pubblicato alla vigilia del terzo anniversario dell’inizio della crisi siriana, denuncia la morte di quasi 200 persone da quando, nel luglio 2013, l’assedio si è fatto più stringente ed è stato tagliato l’accesso a cibo e medicinali fondamentali. Secondo le ricerche di Amnesty International, 128 delle vittime sono morte di fame.
“La vita a Yarmuk è diventata sempre più insopportabile per persone disperate, affamate e intrappolate in un ciclo di sofferenza da cui non sanno come poter uscire. La popolazione di Yarmuk è trattata come una pedina di guerra in un gioco mortale di cui non ha il controllo” – ha dichiarato Philip Luther, direttore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.
Secondo il rapporto, le forze governative e i loro alleati hanno ripetutamente compiuto attacchi, compresi raid aerei e pesanti bombardamenti, contro edifici civili tra cui scuole, ospedali e una moschea. Alcuni degli obiettivi degli attacchi erano stati adattati a rifugi per profughi interni provenienti da altre zone di conflitto.  (altro…)

UNA VOCE DA YARMOUK

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Dopo qualche difficoltà, siamo riusciti a contattare un giovane palestinese del campo di Yarmouk, del quale, per ovvi motivi, non riveliamo il nome. A lui abbiamo rivolto alcune domande, anche in relazione all’opera di intossicazione attuata da alcuni organi di informazione, gli stessi che hanno taciuto per un anno e mezzo sulla tragedia dei rifugiati palestinesi in Siria ed ora – quando è diventato impossibile tacere – si stanno adoperando per accreditare le veline del regime siriano e dei suoi collaborazionisti. Buona lettura.

In Italia qualcuno sostiene che i ribelli siriani abbiano assaltato il campo di Yarmouk e preso in ostaggio i residenti palestinesi, provocando la reazione del regime. Come sono andate le cose?

All’inizio della rivoluzione siriana la gente del campo non voleva interferire nella questione siriana ma anche noi eravamo solidali con il popolo siriano, di cui ci consideriamo parte, quindi il campo ha svolto un ruolo importante nel soccorso e nel sostegno al popolo siriano, considerando che il pro-regime Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina – Comando Generale (FPLP-CG) era nel campo in armi ed ha iniziato a combattere contro il Free Syrian Army (FSA), cosa che ha provocato l’ingresso del FSA a Yarmouk e l’inizio della catastrofe.

In Italia è stato scritto che per sette mesi i miliziani ribelli hanno sequestrato e rivenduto a prezzi esorbitanti il cibo di Yarmouk. E’ vero che le cose siano andate così?

Specialmente nei primi giorni in cui il FSA è entrato nel campo, sono stati confiscati alcuni materiali a Yarmouk, a causa della situazione di caos del primo mese. La verità è che alcune bande criminali hanno approfittato della situazione qui ed in altre aree e del grande bisogno di cibo, medicine e carburante.

Quale è stato il ruolo del FPLP-CG di Ahmed Jibril?

Il FPLP – GC ha iniziato a combattere il FSA ed ha anche avuto un ruolo importante nell’assedio del campo di Yarmouk e nell’affamare la nostra gente.

E’ vero che i combattenti si sono ritirati da Yarmouk ma il regime ha continuato ad impedire il passaggio degli aiuti umanitari?

Si. I combattenti del FSA si sono ritirati da Yarmouk ma il regime ha continuato l’assedio… quindi, cinque giorni, fa i combattenti sono tornati, perchè il regime non ha aperto le strade ed ha continuato gli arresti a caso della gente del campo diYarmouk che tentava di uscire o di ritirare i pacchi di aiuti.

Quale è stato l’atteggiamento delle varie forze politiche palestinesi in relazione all’assedio di Yarmouk?

Il FPLP-CG e Fatah Intifada sono forze pro-regime che stanno collaborando militarmente nell’assedio di Yarmouk. Hamas è indirettamente all’interno di Yarmouk e sta tentando di combattere il regime. Gli altri stanno a guardare.

Puoi dirci di cosa ti stai occupando ora?

Sto lavorando per la Fondazione Jafra, un’organizzazione umanitaria che lavora per distribuire cibo, nella pulizia del campo e nell’educazione dei bambini disagiati nei campi di Yarmouk, Jaramana, Homs e Qudseia a Damasco.

15 MARZO: I PULLMAN PER ROMA

pullman

ANCHE LA RETE DELLA PACE INVITA A PARTECIPARE ALLE MANIFESTAZIONI DEL 15 MARZO A FIANCO DEL POPOLO SIRIANO E DEI RIFUGIATI PALESTINESI

ACLI, AGESCI, ARCI, ASSOCIAZIONE PER LA PACE, ASSOPACE PALESTINA, CGIL, FOCSIV,
LEGAMBIENTE, RETE DELLA CONOSCENZA,UNIONE DEGLI UNIVERSITARI, UNIONE DEGLI STUDENTI,
UN PONTE PER …

pace
Per una Siria di pace, di giustizia e di libertà.
Solidarietà al popolo siriano!

Tre anni di guerra, di bombardamenti e di morti, sono troppi e sono insopportabili per ogni coscienza umana. La
diplomazia per ora ha fallito, non si identificano soluzioni e nessuno interpella la società civile siriana sulle possibili vie
d’uscita dalla sofferenza e dal terrore.
Oltre 9 milioni di Siriani hanno bisogno di assistenza umanitaria e più di 250.000 sono sotto assedio. Solo sabato 22
febbraio 2014, dopo oltre 140.000 morti, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha votato all’unanimità una
risoluzione obbligando le istituzioni siriane e le forze dell’opposizione ad assicurare l’accesso umanitario alla
popolazione civile.
Le responsabilità del regime di Bashar Al Assad sono gravissime e dovranno essere oggetto di valutazione per i crimini
contro l’’umanità commessi per reprimere la protesta e la richiesta di democrazia, dignità e libertà del popolo siriano.
Come pure dovranno essere giudicate e punite le persone e le organizzazioni che hanno fatto della Siria il proprio
terreno di scontro, catapultando la protesta e la rivoluzione siriana in un più ampio e complesso contesto di violenza
armata, di terrorismo e di faide tra gruppi fondamentalisti. (altro…)