BASTA BALLE! A YARMOUK L’ASSEDIO NON E’ MAI FINITO…

A fronte delle fantasiose ricostruzioni fornite da chi si è accorto dell’assedio di Yarmouk solo quando non era più possibile nasconderlo, restituiamo la parola ai diretti interessati, traducendo un post del 3 marzo dalla pagina Facebook del  Palestinian camps network news union. Il breve filmato, sempre del 3 marzo, riprende una donna di Yarmouk in coda per un po’ di brodo distribuito da operatori umanitari. La donna dice che il campo è sotto assedio, la gente muore di fame e tutti i rifornimenti sono interrotti. La sua bambina dice “Dio ti maledica, Bashar!”.

Campo profughi palestinese di Yarmouk, Damasco,  3 marzo 2014: feroci scontri sono di nuovo in corso alla periferia del campo di Yarmouk tra i combattenti del Free Syrian Army e le forze dell’alleato del regime denominate ironicamente “Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina – Comando Generale” ( PFLP -GC ), che fino ad ora ha aiutato le forze di Assad a bombardare il campo, a sparare a caso contro i residenti dai posti di blocco circostanti, ad attuare un assedio paralizzante per otto mesi, con 120 residenti di Yarmouk morti per fame come risultato. Questa cifra non include i residenti uccisi nei bombardamenti – aerei e di terra – del regime, quelli uccisi dai cecchini di Assad e del PFLP – GC o quelli uccisi sotto tortura nelle carceri del regime.
L’ultimo combattimento segue una breve “tregua”, durante la quale le forze della resistenza hanno deciso di lasciare il campo in cambio della fine dell’assedio paralizzante del regime e dei suoi complici. Anche se le forze della resistenza hanno mantenuto la parola ed hanno ritirato tutti i combattenti, le truppe del regime, assistite dai loro complici PFLP – GC, hanno mantenuto l’assedio paralizzante sul campo. Durante questo periodo, il regime ha montato un’astuta campagna multimediale di pubbliche relazioni: mentre poche decine di residenti più gravemente malati e feriti sono stati portati fuori dal campo, mentre a poche centinaia di pacchetti di aiuti umanitari è stato consentito di essere portato per le decine di migliaia di residenti del campo, la campagna , orchestrata con le Nazioni Unite, aveva lo scopo di ritrarre Assad in una positiva luce “umanitaria”.
Questo stratagemma è fallito con l’emergere di foto di decine di migliaia di civili residenti del campo – devastato dagli implacabili bombardamenti aerei e di artiglieria pesante del regime – in attesa della consegna di qualche centinaio di pacchetti di aiuti, mentre le forze di Assad continuano ad impedire di uscire dal campo.
Com’era prevedibile, i media regionali e internazionali hanno continuato a spacciare la versione, selvaggiamente distorta, del regime di Assad e dei suoi complici in merito agli eventi di Yarmouk, come altrove in Siria, con il regime ed i suoi alleati che ritraggono sé stessi nella poco plausibile parte di “protettori” di quelli che stanno assediando, bombardando ed affamando, mentre dipingono ogni resistenza come “terrorismo”.

 

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