LA SINISTRA RIVOLUZIONARIA IN SIRIA INIZIA LA LOTTA ARMATA CONTRO IL REGIME

left in Syria “Noi non cerchiamo la morte, ma una vita libera e dignitosa per il popolo, per tutti i popoli. Perché la vita è bella, e vogliamo garantire che le generazioni presenti e future siano privi di tutti i mali, di tutte le persecuzioni, e di ogni violenza”.
Nel filmato, la dichiarazione di inizio della lotta armata. Sotto, la traduzione in italiano. 

Tradotto da Fiore Haneen Tafesh Sarti

Cari compagni e militanti e combattenti per la libertà, la giustizia e la democrazia.

La rivoluzione popolare entra nel suo quarto anno di una fase complessa e critica. Il numero delle vittime e dei feriti ha superato le centinaia di migliaia, mentre milioni sono diventati profughi e sono stati sfollati, e la distruzione prevale nel paese. Il potere borghese del regime ha riacquistato, aiutato dai suoi alleati, il vantaggio in campo militare, mentre allo stesso tempo l’influenza delle forze fasciste della contro-rivoluzione è aumentata. A livello internazionale, i negoziati sono condotti tra le potenze imperialiste a spese del popolo rivoluzionario siriano, mentre cercano di demolire la fiera esigenze di questa rivoluzione mantenendo il regime di oppressione attraverso i negoziati, lo sfruttamento e la corruzione, modificando lo status solo superficialmente attraverso le  cosiddette “riforme”. La risposta del regime alle esigenze delle masse pacifiche durante il primo anno della rivoluzione fu sanguinosa e brutale. Questa brutale repressione ha portato importanti sezioni della rivoluzione ad adottare la lotta armata per la difesa di se stessa, delle famiglie  e delle loro città.

Questo non è stata una scelta facile, e nemmeno questa strada fu presa facilmente da molti, ma questa forma di lotta di massa è venuta in reazione alla brutalità delle incursioni militari del regime dittatoriale. La lotta armata è diventata uno strumento per la liberazione delle masse e non può essere ignorata. Le forze controrivoluzionarie, sia locali, regionali o internazionali, hanno attaccato la nostra rivoluzione popolare, al fine di sradicarla o deragliarla dal suo percorso popolare e democratico. Sappiamo che è stata mobilitata tutta l’energia per questo obiettivo. Questa situazione è stata aggravata dalla mancanza di una chiara visione politica, offuscata da alleanze con diverse forze regionali, e che domina sezioni delle opposizioni. Le varie sezioni della opposizione ufficiale sono influenzate anche dalle tensioni che derivano da conflitti e lotte di diverse agende politiche e militari di potenze regionali e imperialiste che le sponsorizzano. L’esperienza degli ultimi tre anni della rivoluzione, tuttavia, dimostra che questi poteri regionali e internazionali, nonostante le loro divergenze, senza eccezione alcuna non vogliono la vittoria della rivoluzione. Stanno tutti lavorando per cercare di deragliare e interrompere una rivoluzione radicale popolare, democratica e sociale. Il regime dirigente fascista giustifica l’uccisione delle nostre masse rivoluzionarie in nome della « patria » o « di fronte al rifiuto », mentre le forze controrivoluzionarie fasciste, dall’altra parte, uccidono la nostra gente in nome di « Dio e della religione ». Entrambi sono due facce della stessa medaglia: la tirannia e lo sfruttamento. Entrambe le forze controrivoluzionarie non hanno esitato a usare il settarismo, le differenze religiose, etniche e locali, come strumenti ben conosciuti e collaudati atti a distorcere la coscienza popolare, e per cercare di far deragliare la lotta sociale in corso e dividere le masse popolari. L’anima della rivoluzione popolare è tuttavia ancora viva e ha potuto, fino ad ora, evitare di cadere in questa trappola mortale. La nostra rivoluzione, scoppiata nel contesto delle rivolte dei paesi della nostra regione dal 2010, ha influenzato il corso generale di queste rivoluzioni, e come esse anche la nostra è stata colpita. Queste non sono parole puramente teoriche, ma piuttosto  fatti dimostrati dalla correlazione tra questi processi rivoluzionari in corso nella nostra regione complessivamente. Allo stesso tempo, vediamo che la nostra rivoluzione è parte delle lotte delle masse lavoratrici globali, degli oppressi e degli emarginati in tutto il mondo per la libertà, l’uguaglianza, la giustizia sociale e il socialismo. Lo vediamo nella lotta del popolo palestinese per recuperare tutti i suoi diritti e la sua terra, nella lotta dei contadini senza terra e del lavoro in America Latina, negli scioperi dei minatori in Sud Africa e in altri paesi, nella lotta in Europa contro il neoliberismo e la globalizzazione capitalista, nella lotta degli operai oppressi del sud est asiatico, nella lotta delle donne per i loro diritti e la parità in tutto il mondo. Pertanto, non vi è dubbio che le nostre lotte sono fuse e unificate contro il sistema capitalistico globale, che si basa sulla esclusione, sul saccheggio e sullo sfruttamento, e in cui i predatori imperialisti hanno lottato per maggiori profitti a scapito di milioni di persone e delle loro sofferenze. Militanti radicali di sinistra non erano assenti nella rivoluzione in Siria, dal momento in cui è scoppiata, molti di loro erano in realtà fra chi l’ha aperta, come nuovi gruppi o come quadri che hanno lasciato i partiti comunisti ufficiali, i cui leader hanno mostrato la loro sottomissione al regime borghese sanguinario. Ma, purtroppo, molti di loro sono stati falciati dalla repressione, in esilio o per il disgusto verso la lotta armata. Ma noi, come corrente rivoluzionaria di sinistra, siamo rimasti tenaci alla rivoluzione. Con le nostre modeste capacità, partecipiamo a tutte le forme di lotta di massa, compresa la lotta armata come individui. Ma è giunto il momento, il particolare momento della rivoluzione, di svolgere il suo ruolo di liberazione  popolare senza rinunciare per un solo momento a tutte le forme di lotta di massa pacifica che ci permettono di confrontarci sia con il regime fascista violento che con le forze controrivoluzionarie reazionarie. Questa è la strada per la vittoria della rivoluzione popolare, nel radicamento della sua natura democratica e di socialismo dal basso, nella difesa degli interessi immediati e generali delle classi popolari, per garantire l’indipendenza della volontà del popolo da ogni intervento imperialista o regionale da parte di qualsiasi potenza straniera, e nel recupero dei nostri territori occupati del Golan con tutti i mezzi possibili. A nome delle masse rivoluzionarie, degli operai, degli emarginati e degli oppressi – A nome della libertà della Siria, dell’uguaglianza e della giustizia sociale che emergono ogni giorno, nonostante il dolore e la distruzione – Noi, la corrente di sinistra rivoluzionaria in Siria, dichiariamo, in mezzo alla rivoluzione popolare in corso, l’istituzione di una «fazione popolare di liberazione » che sostenga il programma della rivoluzione popolare originale. Sottolineiamo che la sua missione è quella di difendere noi stessi e le masse popolari, la loro libertà per cui abbiamo pagato pesantemente, e per il diritto di liberarsi da ogni tirannia e sfruttamento, di fronte a tutte le forze della contro-rivoluzione, in particolare il regime al potere. Noi non cerchiamo la morte, ma una vita libera e dignitosa per il popolo, per tutti i popoli. Perché la vita è bella, e vogliamo garantire che le generazioni presenti e future siano privi di tutti i mali, di tutte le persecuzioni, e di ogni violenza. Nella nostra lotta con le masse lavoratrici per la loro liberazione, chiediamo a tutte le forze di sinistra e socialiste nella regione e nel mondo, di affermare con chiarezza e fermezza la loro solidarietà internazionale, perché il destino della nostra rivoluzione popolare deciderà il destino dei processi rivoluzionari nella regione, ed oltre i suoi confini.

Gloria ai martiri e ai feriti e  libertà per tutti i detenuti

Vittoria per la rivoluzione popolare in corso

Tutto il potere e la ricchezza al popolo

Da http://myfreesyria.com 

Articolo originale: http://syriafreedomforever.wordpress.com/2014/03/17/revolutionary-left-current-in-syria-establishment-of-the-peoples-liberation-faction-to-commemorate-the-third-anniversary-of-the-syrian-revolution

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