ARTICOLO DI TAGESZEITUNG SULLE COLLUSIONI ROSSOBRUNE PER ASSAD IN ITALIA

Members of Casapound far-right organization wear masks in the colours of the Italian flag before a demonstration in Rome

Questo articolo è stato pubblicato domenica 16 marzo dal quotidiano di sinistra tedesco Tageszeitung (Taz), una specie del nostro Manifesto quando si poteva ancora chiamare un giornale. Per motivi di spazio e di comprensibilità da parte dei lettori tedeschi, la versione apparsa sulla Taz è leggermente diversa ed anche il titolo è – come sempre – redazionale. Questo è il testo originale.

 Sostenitori di Assad in Italia

Con la bandiera siriana e il saluto nazista

 Stalinisti e nazisti si incontrano in nome dell’anti-imperialismo. Ma sono uniti anche nel loro sostegno al dittatore siriano.

Il 31 maggio 2012, la centralissima Piazza Venezia di Roma – la stessa in cui Benito Mussolini arringava il popolo – è stata teatro di una singolare manifestazione. Di fronte al portone dell’ambasciata di Siria, decine di persone inalberavano ritratti del Presidente Bashar Assad e bandiere siriane, mentre alcuni oratori si alternavano al microfono. Quando dall’altoparlante si sono diffuse le note dell’inno nazionale siriano, sotto gli sguardi sconcertati dei turisti, una parte dei manifestanti ha alzato il braccio teso nel saluto fascista, mentre altri salutavano con il pugno chiuso.
Il piccolo esercito “rossobruno” è attivissimo sul web con siti e blog apparentemente di sinistra ed ha avuto, in questi anni, la capacità di condizionare l’iniziativa delle associazioni e dei movimenti pacifisti e internazionalisti, agitando gli spettri di un’aggressione della NATO contro la Siria e di un complotto “sionista-salafita” contro il regime “laico, antimperialista e socialista” del clan Assad. Sula base di questi elementi, si è registrata la collusione di alcuni gruppi pacifisti, come la Rete No War, che ha sfornato decine di interventi contro i rivoluzionari siriani, presentandoli come fanatici islamisti ed agenti delle petromonarchie del Golfo, accusandoli di essere i veri responsabili delle stragi di civili e degli altri crimini unanimemente attribuiti all’esercito ed ai miliziani di Assad.
Dall’inizio del 2013, è attivo il Fronte Europeo per la Siria, movimento che raggruppa molte formazioni di estrema destra ed ha organizzato diverse manifestazioni e numerose delegazioni a Damasco, ricevute dal governo siriano. Una delegazione italiana è stata in Siria nei giorni successivi al bombardamento con armi chimiche sulla Ghouta, la periferia rurale di Damasco controllata dalle forze ribelli. Il gruppo, guidato dall’italo-siriano Ouday Ramadan, era composto, fra gli altri, da Simone Di Stefano e Giovanni Feola, dirigenti del movimento neofascista CasaPound, e dall’ex senatore del Partito dei Comunisti Italiani Fernando Rossi, da tempo approdato alla frequentazione degli ambienti della destra estrema in nome del sostegno al dittatore libico Gheddafi ed a quello siriano Assad. La delegazione è stata ricevuta dal presidente del parlamento siriano, Jihad Allaham, dal primo ministro, Wael Al Halqui, dal Ministro dell’Informazione, Omran Al Zoubi, e dal viceministro degli Esteri, Faisal Mekdad.
Il sostegno di organizzazioni nazifasciste al regime degli Assad ha radici profonde. A Damasco, per esempio, aveva trovato un rifugio sicuro il gerarca nazista Alois Brunner, incaricato da Hafez Assad, il padre dell’attuale dittatore, di riorganizzare i servizi di sicurezza sul modello della Gestapo e delle SS.
I rapporti fra il regime degli Assad ed i movimenti di estrema destra europei sono venuti prepotentemente alla luce dopo l’inizio della rivoluzione, nel marzo 2011. Da tre anni, infatti, si assiste ad una straordinaria mobilitazione di questi gruppi a sostegno del regime di Damasco, particolarmente in Italia, Francia e Grecia, ma anche in Germania, in Spagna, nel Regno Unito e nell’Europa Orientale, in Polonia e nella repubblica Ceca. Si tratta di organizzazioni molto diverse fra loro: si va dal nazionalismo identitario del Front National di Marine Le Pen al conservatorismo cattolico dei polacchi di “Falanga” (che lo scorso giugno hanno proposto di togliere la cittadinanza polacca agli ebrei), dalla visione eurasiatista del russo Alexander Dugin al nazional-socialismo dei greci di Mavros Krinos (“Black Lily”), che hanno preso le armi e sono andati in Siria per combattere al fianco delle forze di Assad.
L’Italia è il punto di forza del movimento: qui operano organizzazioni quali Forza Nuova (neofascisti cattolici) e CasaPound (i cui militanti si autodefiniscono “i fascisti del III Millennio”), oltre a formazioni minori, come “Stato e Potenza”, piccolo gruppo che vanta legami con partiti e movimenti nazionalisti e stalinisti in mezzo mondo, dalla Russia al Venezuela ed alla Corea del Nord. Questi gruppi hanno trovato convergenze politiche ed operative con alcuni settori di una sinistra confusamente “antimperialista”, ancorata a mitologie staliniste e tuttora convinta che il mondo viva una contrapposizione fra l’ imperialismo occidentale (USA, UE ed i loro alleati) e la resistenza di Paesi sovrani come la Russia e la Cina, ma anche l’Iran. In nome di questo presunto antimperialismo e di un’islamofobia variamente declinata, destra nazifascista, integralismo cattolico e stalinismo nostalgico hanno dato vita a quel piccolo ma efficiente esercito rossobruno che sostiene in Europa le ragioni del regime siriano.
Il seguito dei gruppi nazifascisti in Italia è numericamente ridotto: i militanti di Forza Nuova e CasaPound sono poche migliaia in tutto il Paese e nelle competizioni elettorali cui hanno partecipato, nessuno dei due gruppi ha superato percentuali irrilevanti. Tuttavia, Forza Nuova e Casa Pound hanno una certa influenza sui più giovani, riuscendo ad ottenere consensi significativi nelle elezioni studentesche, come avvenuto in alcune scuole di Roma, dove le loro liste hanno avuto la maggioranza dei voti. Il Fronte Europeo per la Siria ha, quindi, potuto tenere conferenze in alcune scuole pubbliche romane, come gli istituti professionali “Garibaldi” e “Bachelet” ed i licei “Albertelli” ed “Augusto”.
Mentre Forza Nuova insiste molto sui temi etici, come la difesa della famiglia tradizionale a la lotta contro l’interruzione di gravidanza, i militanti di CasaPound sono attivi nel sociale, promuovendo occupazioni di stabili abbandonati o impegnandosi in campagne in favore dei disabili, purché, naturalmente, siano italiani. Infatti, ciò che accomuna due organizzazioni, apparentemente tanto diverse, è la xenofobia, la lotta senza quartiere a quella che chiamano “mondializzazione” e identificano come progressiva perdita dell’identità e della sovranità della Nazione.
Nella promozione del sostegno al regime di Assad, è importante il rapporto fra le diverse anime culturali e politiche che vedono nella dittatura siriana un modello di società e un argine al sionismo israeliano e al fondamentalismo islamico. Nella Chiesa di Roma, è forte il timore che in Siria prevalgano gli islamisti: il sostegno delle gerarchie vaticane al dittatore si esprime su gran parte dei media cattolici, condiziona le scelte delle forze politiche ed anche di vasti settori dell’associazionismo di ispirazione religiosa. L’ecclesiastico più attivo nella propaganda per Assad è Hilarion Capucci, siriano ultranovantenne, ex arcivescovo di Gerusalemme e icona della solidarietà con i Palestinesi. Capucci ha preso parte a decine di manifestazioni promosse dai nazifascisti a sostegno di Assad, iniziative a cui nessun esponente palestinese ha mai partecipato.
In vista delle prossime elezioni europee, i leader dei vari gruppi dell’estrema destra si sono incontrati diverse volte, in Spagna nel novembre scorso ed a Roma il 28 febbraio. Ad alcuni incontri ha preso parte anche il Partito Social-Nazionalista Siriano (SSNP), che conta il vicepremier ed alcuni ministri nel governo di Assad e impegna le proprie milizie nello scontro con i ribelli. L’ideologia ed anche la simbologia del SSNP, fondato a Beirut nel 1932, richiamano esplicitamente il nazional-socialismo hitleriano: i membri del partito salutano i leader con il braccio teso, il simbolo sulla bandiera è simile alla svastica e l’inno canta “Syria, Syria uber alles” su un motivo simile a quello dell’inno tedesco.
Rappresentante in Italia del SSNP è Ouday Ramadan, figlio di un notabile alauita, la setta cui appartiene Bashar Assad. Ramadan è l’animatore di tutte le iniziative in Italia a sostegno del dittatore di Damasco ed è il punto di contatto fra i gruppi dell’estrema destra e quelli della sinistra stalinista solidali con il regime di Damasco. Ramadan ha partecipato ad iniziative sulla Siria organizzate da gruppi di sinistra, come il Partito dei Comunisti Italiani e il Partito della Rifondazione Comunista.
La convergenza fra neofascisti, integralisti cattolici, stalinisti e alcuni pacifisti ha determinato fino ad oggi la sostanziale assenza di un movimento di solidarietà con il popolo siriano. Solo negli ultimi mesi, in Italia anche l’informazione mainstream ha iniziato a svelare l’identità e l’attività dei nazifascisti pro-Assad. Lo ha fatto, lo scorso 15 febbraio, il Corriere della Sera (il più diffuso quotidiano italiano), con un articolo di Davide Frattini sul sostegno della “internazionale nera” al regime di Assad. Parallelamente, le più importanti associazioni pacifiste hanno finalmente assunto una posizione di esplicito sostegno alle rivendicazioni del popolo siriano. In questo mutamento di scenario, ha avuto un ruolo importante anche la tragedia del campo palestinese di Yarmouk, a Damasco, decimato e ridotto alla fame dal lunghissimo assedio delle truppe di Assad. Molti attivisti filo palestinesi hanno voluto ignorare per mesi le sofferenze inflitte ai Palestinesi da un governo diverso da quello israeliano e solo le immagini dei bambini palestinesi morti per fame, che hanno fatto il giro del mondo, hanno scosso le coscienze. Il 15 marzo, a Roma, per la prima volta sono scesi in piazza, insieme alle comunità siriane, associazioni, movimenti e sindacati che avevano tenuto un atteggiamento di prudente e silenziosa equidistanza. E’ stato un evento importante, che può segnare l’avvio di una nuova stagione politica per i movimenti di solidarietà e per la stessa sinistra italiana, chiamata a rinnovare le proprie categorie di analisi nei confronti di un mondo – il Vicino Oriente – profondamente cambiato rispetto a quello che credevamo di conoscere.

Germano Monti

L’articolo sulla Taz: http://www.taz.de/Assad-Fans-in-Italien/!134885 

 

 

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