QUELLA BOTTIGLIETTA CON IL TAPPO ROSSO…

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Foto ricordo di “Stato e Potenza” alla manifestazione del “Comitato contro la guerra di Milano del 26 luglio

Promuovere una manifestazione insieme a gruppi di estrema destra e condividere la piazza con quei gruppi è un’azione generalmente considerata riprovevole. Dunque, la scelta migliore è quella di non commettere una simile azione, non quella di commetterla e poi tentare sgangheratamente di negarla, anche di fronte all’evidenza.
Lo scorso sabato 26 luglio, in quel di Milano, mentre era in programma una manifestazione in solidarietà con il popolo palestinese, promossa dalle varie reti ed associazioni milanesi, un’altra organizzazione – il “Comitato contro la guerra”, afferente alle reti No War esistenti anche in altre città – promuoveva dal suo sito un appuntamento a Piazza San Babila, alle ore 18.30, in occasione della “Giornata Mondiale di Al Quds” (http://comitatocontrolaguerramilano.wordpress.com/2014/07/22/presidio-per-la-palestina-nella-giornata-mondiale-di-al-quds-a-milano).
Parallelamente, sulla pagina Facebook dell’organizzazione “Stato e Potenza”, compariva l’invito a partecipare alla medesima giornata, nella stessa piazza milanese, alle ore 18.

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A scanso di equivoci, i promotori della manifestazione per la Palestina prendevano le distanze dall’iniziativa di Piazza San Babila con questo comunicato del 24 luglio: http://www.palestinarossa.it/?q=it/content/blog/la-solidariet%C3%A0-verso-la-resistenza-palestinese-non-ammette-i-fascisti .
La manifestazione di Piazza San Babila si è comunque svolta, come testimoniato da foto e filmati, con la presenza di un gran numero di bandiere del regime siriano del clan Assad, qualche bandiera palestinese e quelle di alcune organizzazioni, quali il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (marxista), Hezbollah (il partito religioso sciita libanese) e il Partito Social-Nazionalista Siriano (siro-libanese, di ispirazione nazista, fondato negli anni 30 da un ammiratore di Adolf Hitler).
Nei giorni successivi, il collettivo “Palestina Rossa” e il “Fronte Palestina” tornano sulla questione, con un’altra dichiarazione, ripresa anche dal quotidiano on line “Contropiano”, lo stesso giorno in cui il sedicente Comitato contro la guerra di Milano diffonde un comunicato in cui le accuse di aver condiviso la piazza con i fascisti vengono definite “illazioni fondate su congetture prive di fondamento” e si afferma perentoriamente (tutto in maiuscolo): “ABBIAMO PROVATO A GARANTIRE IL PRESIDIO COSÌ COME IL SENSO CHE DOVEVA AVERE. NELLE CONCLUSIONI ABBIAMO DICHIARATO CHE SIAMO CON LA RESISTENZA PARTIGIANA DI IERI, ESATTAMENTE COME OGGI SOSTENIAMO QUELLA DEL POPOLO PALESTINESE. ABBIAMO APPRESO CHE ERA NELL’ARIA LA POSSIBILITA’ DI “CAMICIE BRUNE” INTENZIONATE A MARCARE IL PRESIDIO IN MODO ORGANIZZATO.. MAGARI CON BANDIERE O RICHIESTE DI INTERVENTI. LA FUNZIONE CHE ABBIAMO SVOLTO È STATA QUELLA DI IMPEDIRE CHE CIÒ ACCADESSE, LO DICIAMO SENZA ENFASI”.
Le fotografie dell’evento raccontano un’altra storia. Eccone una dalla pagina Facebook del “Comitato contro la guerra”:

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E’ inquadrato un oratore che parla da un microfono collegato ad un impianto situato su un tavolino bianco. Si prega di notare la bottiglietta di acqua minerale con il tappo rosso che si intravede sul tavolino, sotto il braccio destro dell’oratore. Non si vede il pubblico che ascolta l’intervento.
Guardiamo, ora, la stessa scena ripresa da un altro punto di vista, cioè dalle spalle dell’oratore, che è lo stesso di prima, come lo stesso è il tavolino bianco con l’impianto di amplificazione e la stessa è la bottiglietta con il tappo rosso. Questa foto è stata diffusa dalla pagina Facebook di “Stato e Potenza”.

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Fra lo sventolio di bandiere del regime di Assad, in prima fila, a gambe larghe e con le braccia conserte, si riconosce Stefano Bonilauri, leader indiscusso di Stato e Potenza, con tanto di maglietta/uniforme dell’organizzazione. Sembra proprio trattarsi della stessa manifestazione, anche se il sedicente Comitato contro la guerra, in un post su Facebook del 2 agosto, afferma che i fascisti siano stati “messi al margine” del presidio e che le foto che li riprendono con la bandiera del partito nazista siriano siano state scattate “non al nostro presidio, in un altro orario”.
Ora, a parte il fatto che, solitamente, nelle manifestazioni antifasciste i fascisti non vengono “messi al margine”, ma – qualora si presentino – vengono allontanati con una certa rudezza, bisogna osservare che Bonilauri non appare affatto emarginato (è in prima fila) e che non sembra proprio che vi siano state due manifestazioni, in orari diversi, visto che oratore, tavolino bianco, impianto di amplificazione e bottiglietta con il tappo rosso sono gli stessi.
Ma non basta: in questa foto, pubblicata dal “Comitato contro la guerra”, dal solito tavolino bianco sta intervenendo Luigi Tranquillino, conosciuto esponente del PdCI, nonché del “Comitato contro la guerra”, anche lui circondato dalle bandiere del regime di Assad, accompagnate da una bandiera di Hezbollah e da una del FPLP.

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In quest’altra foto – pubblicata, invece, da “Stato e Potenza” – vediamo lo stesso Tranquillino (di spalle, sulla destra) che si intrattiene con alcuni partecipanti alla manifestazione, gli stessi che si vedono sia nelle foto pubblicate dal comitato che in quelle pubblicate da Stato e Potenza. Insomma, è necessaria una buona dose di ottimismo per pensare che qualcuno possa veramente credere alla storiella delle manifestazioni diverse, in orari diversi.

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Nulla di strano, quindi, che i giovanotti di “Stato e Potenza” abbiano scattato e pubblicato una bella foto ricordo della manifestazione, ostentando la bandiera del partito nazista siriano. Perché non avrebbero dovuto farlo, visto che la piazza era anche loro?

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Alcune considerazioni. Sui rapporti fra movimenti sedicenti “pacifisti”, come le reti No War, ed organizzazioni di estrema destra, in nome del sostegno al regime siriano del clan Assad, esiste ormai una vasta documentazione, cui ho dato anche il mio modesto contributo. Ciononostante, questi personaggi continuano ad inquinare con la loro presenza le iniziative per il popolo palestinese e contro la guerra, nell’indifferenza di associazioni, comitati, centri sociali ed “antifa” vari. Persino di fronte all’evidenza dell’ultimo episodio milanese, Contropiano definisce “compagni” gli esponenti del sedicente Comitato contro la guerra ed anche l’ultimo comunicato del “Fronte Palestina” di Milano non esprime un netto rifiuto di qualsivoglia confronto con chi manifesta insieme ai fascisti, anzi auspica che “in futuro ciò possa avvenire”. Comprensibile: quando si è taciuto per anni sul genocidio in atto in Siria e sulla tragedia dei rifugiati palestinesi di Yarmouk e degli altri campi siriani, rendendosene nei fatti complici, non molto diversamente da chi – fascisti e rossobruni – è apertamente schierato con il regime siriano, diventa problematico operare scelte determinate.
E’ piuttosto frustrante constatare come, nel XXI secolo inoltrato e proprio in Italia, basti qualche suggestione “antimperialista” per affievolire quegli anticorpi antifascisti che dovrebbero appartenere al DNA di tutti noi. D’altra parte, è difficile dire se sia eticamente e politicamente più ignobile il vile silenzio su un regime nazista, corrotto e genocida come quello del clan Assad, o l’ipocrisia di un antifascismo a corrente alternata, subordinato ad improbabili considerazioni “geopolitiche”, nelle quali scompare ogni riferimento ai diritti dei popoli, alle dinamiche sociali e di classe. In un contesto così culturalmente imbarbarito, non stupisce che, per svelare la menzogna di sedicenti attivisti contro la guerra, sia sufficiente una bottiglietta con il tappo rosso.

Germano Monti

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