Israele accoglie favorevolmente l’inclusione dell’ala militare di Hamas nella lista nera dell’Egitto

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2 febbraio 2015

Funzionari e commentatori israeliani hanno accolto favorevolmente la sentenza del tribunale del Cairo che designa l’ala militare di Hamas, le Brigate Ezzedin al-Qassam, come organizzazione terroristica.
Ieri la radio israeliana ha citato fonti presso gli uffici del primo ministro Benjamin Netanyahu e del suo ministro della Difesa, Moshe Ya’alon, le quali affermano che la decisione serve gli interessi strategici di Israele, poiché pregiudica la capacità di Hamas di rafforzare il suo potere militare e il suo dominio della Striscia di Gaza. Le stesse fonti hanno osservato che la decisione imporrà all’Egitto di non consentire che altri Stati forniscano assistenza a Gaza.
Nello stesso contesto, i commentatori israeliani hanno sottolineato come questa sia la prima volta nella storia del conflitto arabo-israeliano che un paese arabo sia d’accordo con Israele sul fatto che la resistenza palestinese costituisca una forma di terrorismo.
In un articolo pubblicato da Haaretz ieri, l’analista del quotidiano per il Medio Oriente, Zvi Bar’el, ha scritto: “Per la prima volta, un leader arabo sfida l’opinione comune che le organizzazioni della “resistenza” che combattono Israele servono necessariamente gli interessi arabi“.
Bar’el ha lamentato che “i Fratelli Musulmani e la loro progenie, come Hamas, sono diventati i “soliti sospetti”, anche quando è Ansar Beit Almaqdis (‘campioni di Gerusalemme’), che ha spostato la sua fedeltà da Al-Qaeda allo Stato islamico (noto anche come ISIS o ISIL), a rivendicare gli attacchi“. Bar’el ha sottolineato come il vero scopo della decisione della Corte sia quello di legittimare il blocco imposto alla Striscia di Gaza e non ha escluso la possibilità che la decisione possa essere legata alle elezioni parlamentari che il presidente egiziano Abdel Fatah Al-Sisi prevede di tenere in Egitto, sottolineando che Al-Sisi vuole utilizzare le accuse contro Hamas e la Fratellanza Musulmana per rendere illegale anche la possibilità di presentare rappresentanti della Fratellanza come candidati indipendenti alle elezioni.
Bar’el ha aggiunto che l’Egitto non può più svolgere il ruolo di mediatore tra Hamas e Israele o Hamas e Fatah.
L’analista di Haaretz ha anche osservato che, sebbene Israele possa essere soddisfatto per la posizione di Al-Sisi contro Hamas, “la decisione egiziana non risolve i problemi di Israele con Hamas. In Israele, a quanto pare più che in Egitto, è chiaro che la pressione economica sulla Striscia di Gaza, il continuo blocco e i ritardi nella ricostruzione potrebbero riaccendere la Striscia e anche portare ad altre violenze, sull’onda della guerra della scorsa estate“.

Articolo originale: https://www.middleeastmonitor.com/news/middle-east/16735-israel-welcomes-egypts-blacklisting-of-hamass-military-wing?fb_ref=Default

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