27 FEBBRAIO, PRIMO APPUNTAMENTO VERSO IL CONVEGNO SUL VICINO ORIENTE

27febbraio

Prende il via il percorso che porterà al convegno “VICINO ORIENTE: POPOLI FRA RIVOLUZIONE, DITTATURA E TERRORISMO”, che si terrà a Roma, all’Università “La Sapienza”, il prossimo 27/28 marzo. Il primo incontro in programma è previsto per venerdì 27 febbraio, a partire dalle 16.00, nell’aula VI della Facoltà di Lettere della “Sapienza”, dove i giornalisti Amedeo Ricucci, Lucia Goracci, Riccardo Cristiano, Roberta Zunini, Domenico Quirico e Cecilia Dalla Negra parleranno dello spinosissimo tema dell’informazione e della non-informazione sul Vicino Oriente, coordinati da Joshua Evangelista, dell’agenzia Fontiere News.
Dopo l’incontro, nel vicino spazio occupato “Communia”, in Viale dello Scalo San Lorenzo n. 33, si svolgerà una serata di sottoscrizione per le spese necessarie alla realizzazione del convegno, serata che vedrà la presentazione e proiezione del film “Border”, con la presenza del regista Alessio Cremonini e degli attori Sara El Debuch e Wasim Abo Azan, nonché una cena sociale.
L’incontro del 27 febbraio sarà seguito, a distanza di pochi giorni, da un’altra iniziativa di informazione e dibattito, questa volta sulla situazione in Siria, prima di arrivare al convegno vero e proprio alla fine di marzo.
La realizzazione di questo percorso è il risultato di quasi due anni di iniziative e dibattiti che hanno coinvolto decine di attivisti di realtà politiche e sociali, percorso il cui punto di partenza può essere situato nella manifestazione antifascista del 15 giugno 2013 a San Lorenzo, in risposta ad un’adunata delle forze neofasciste europee a sostegno del dittatore siriano Assad, adunata che venne vietata all’ultimo momento dalla Questura e dal neoeletto sindaco di Roma, Ignazio Marino. Nonostante l’evidente gravità dell’adunata neofascista, all’epoca si registrò la sostanziale indifferenza di quei settori che, solitamente, sono in prima fila nelle mobilitazioni antifasciste, anche in occasione di episodi molto meno importanti e pericolosi di quanto avrebbe potuto essere una manifestazione che avrebbe visto in una piazza di Roma estremisti e razzisti fanatici provenienti da mezza Europa. I promotori dell’iniziativa antifascista, quindi, avviarono un percorso di analisi ed informazione, il cui primo risultato concreto fu la costituzione di un comitato di solidarietà con il popolo siriano, protagonista, nel marzo dell’anno successivo, della promozione della più grande manifestazione contro la dittatura di Assad ed in solidarietà con i rifugiati palestinesi in Siria, anch’essi vittime della brutalità del regime siriano.
Nella seconda metà dello scorso anno, quindi, è andata rafforzandosi la consapevolezza della necessità di portare l’informazione ed il dibattito verso platee più vaste, alla luce dell’arretratezza e dell’autoreferenzialità che continuano a caratterizzare gli spezzoni superstiti della sinistra cosiddetta radicale, profondamente incapace di misurarsi con le novità ed i cambiamenti di scenario susseguenti alle rivoluzioni arabe del 2011. Di qui, l’idea di un convegno, rivolto principalmente ai giovani, in cui fosse possibile l’espressione di persone autorevoli e competenti, piuttosto che dei soliti personaggi che imperversano a sinistra con l’ormai abituale repertorio di banalità e fesserie vere e proprie. Anche per rendere evidente la distanza da esperienze pregresse e precostituite, i promotori del convegno hanno deciso di mettere da parte ogni sigla, costituendosi in un comitato promotore che ha preso il nome di Khaled Bakrawi, attivista palestinese del campo siriano di Yarmouk, arrestato, torturato ed assassinato dal regime di Assad.
Il convegno si terrà, appunto, il 27 e 28 marzo, e presto saranno resi i noti i nomi dei relatori.

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