ISRAELE FORNIRA’ ALLA RUSSIA INFORMAZIONI DI INTELLIGENCE SULL’OPPOSIZIONE SIRIANA

Nonostante le dichiarazioni contrarie, gli attacchi aerei russi fino ad ora hanno colpito obiettivi diversi dall'Isis, comprese alcune basi dei gruppi dei ribelli anti-regime. Nella foto, un membro del Fronte Es Samyye di Aleppo.

Nonostante le dichiarazioni contrarie, gli attacchi aerei russi fino ad ora hanno colpito obiettivi diversi dall’Isis, comprese alcune basi dei gruppi dei ribelli anti-regime. Nella foto, un membro del Fronte Es Samyye di Aleppo.

Martedì 6 ottobre 2015

Israele fornirà alla Russia informazioni di intelligence sui siti dell’opposizione in Siria per facilitare le operazioni militari di Mosca, ha riferito Channel 2 TV. La rete israeliana ha detto che una delegazione di alto livello di ufficiali dell’esercito russo arriverà in Israele martedì per coordinare la cooperazione militare.
La delegazione sarà guidata dal Primo Vice Capo di Stato Maggiore, generale Nikolai Bogdanovsky, che incontrerà il suo omologo israeliano, il generale Yair Golan, nonché alti funzionari dell’intelligence militare israeliana, dell’aviazione e del Mossad. Channel 2 ha osservato che la visita segue l’incontro tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente russo Vladimir Putin, avvenuto a Mosca tre settimane fa.
Secondo il servizio, Israele presenterà ulteriori richieste ai russi in cambio di offerte “attraenti” per facilitare le operazioni militari dell’esercito russo in Siria. E’ stato inoltre rivelato che Netanyahu e Putin hanno concordato su alcuni problemi in linea di principio, tra cui un impegno russo per fermare il flusso di armi dalla Siria a Hezbollah, nonché per consentire all’aviazione israeliana di effettuare liberamente operazioni in Siria, anche in zone dove l’esercito russo è di stanza sulla costa siriana.
Alti ufficiali delle forze aeree russe e israeliane discuteranno i meccanismi per il coordinamento dei sorvoli israeliani dello spazio aereo siriano per evitare qualsiasi conflitto con gli aerei russi impegnati nelle operazioni contro i gruppi di opposizione. Verosimilmentye, Israele chiederà alla Russia di coordinare i suoi movimenti nel Mediterraneo, in  modo che non interferiscano con l’attività dei sommergibili israeliani che tengono sotto controllo Libano e Siria.
Un altro rapporto diffuso domenica da Radio Israele ha affermato che Tel Aviv fornirà informazioni vitali ai russi, nel tentativo di ridurre l’influenza iraniana in Siria.
Nel frattempo, l’ex ministro degli esteri israeliano, Tzipi Livni, ha richiesto una collaborazione diretta con l’Iran e Hezbollah, al fine di tutelare gli interessi israeliani. Il quotidiano Maariv ha citato Livni che venerdì ha detto: “Netanyahu deve capire che il mondo guarda a Iran e Hezbollah come partner legittimi nel confronto contro Daesh.” e ha avvertito che la posizione geostrategica di Tel Aviv sarà danneggiata se la leadership israeliana non si renderà conto di quello che deve fare per influenzare i cambiamenti nell’equilibrio di potere in Siria.

Articolo originale: https://www.middleeastmonitor.com/news/middle-east/21466-israel-to-provide-russia-with-intelligence-about-syrian-opposition

HEZBOLLAH E CASAPOUND UNITI NELLA LOTTA… E NOI, DA CHE PARTE STIAMO?

al moussawi khrais soso

Il convegno “Mediterraneo Solidale”, promosso da una ong di estrema destra denominata Solidaritè Identitè e tenutosi a Roma lo scorso 26 settembre, è stato colpevolmente ignorato dall’informazione mainstream, con l’eccezione del buon articolo di Corrado Zunino sull’edizione on line di Repubblica.
In questa sede, interessa osservare alcuni aspetti connessi al convegno stesso ed alle “novità politiche” che ha espresso, dove “novità” è fra virgolette perché chi conosce la materia non si è certo stupito di quanto avvenuto.
In primo luogo, non è una novità il sostegno dell’estrema destra nazifascista internazionale al regime di Bashar Assad, così come non è un mistero il sostegno di cui il medesimo regime gode da parte di settori importantissimi delle gerarchie vaticane e dell’associazionismo ad esse collaterale. Dall’inizio della rivoluzione siriana, nel febbraio/marzo del 2011, non si contano le iniziative di solidarietà con il regime messe in campo dalle organizzazioni nazifasciste europee, in stretto coordinamento con il governo di Damasco, dove più volte sono state accolte con tutti gli onori delegazioni del partito fascista inglese BNP, dei neonazisti tedeschi del NDP e di altre formazioni analoghe, mentre il rapporto con l’estrema destra francese del Front National è garantito dalla persona di Frederic Chatillon, esponente storico del neofascismo transalpino e vicinissimo alla famiglia Le Pen. Quanto alla Grecia, un’organizzazione a destra di Alba Dorata, conosciuta come Mavros Krinos (Giglio Nero), ha addirittura inviato alcuni suoi militanti in Siria,  a combattere con le milizie assadiste. In questo quadro, non poteva certo mancare la presenza dell’estrema destra italiana, in tutte le sue espressioni.
Inizialmente, cioè fra il 2011 e il 2012, a mobilitarsi in solidarietà con il regime di Damasco sono state perlopiù organizzazioni minori di orientamento cosiddetto “rossobruno”, come “Stato e Potenza”, poi diventato “Socialismo Patriottico”. Successivamente, sono scese in campo organizzazioni più importanti e strutturate, in particolare Forza Nuova e CasaPound, mentre non sono mancate esplicite prese di posizione a favore del regime anche da parte di esponenti della destra parlamentare, da Giorgia Meloni a Matteo Salvini. Il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, è stato ricevuto a Damasco insieme agli altri leader dell’estrema destra europea ed ha fondato l’Alliance for Peace and Freedom, che può contare su alcuni europarlamentari. Quanto a CasaPound, è l’anima italiana del Fronte Europeo per la Siria, associazione transnazionale che dal 2013 coordina iniziative a sostegno del regime in molti Paesi del vecchio continente. Nel giugno di quell’anno, il FES, con il sostegno politico e logistico di CasaPound, tentò di organizzare una manifestazione di piazza a Roma, che venne poi trasformata in una riunione in uno spazio occupato da CasaPound, dopo le proteste degli esuli siriani in Italia, di alcuni democratici e antifascisti e di pochi altri. In effetti, a quelle proteste non presero parte le realtà che, solitamente, sono in primissima fila nelle iniziative antifasciste, come i centri sociali o il sindacalismo di base. In quell’occasione, nonostante si fosse in presenza dell’eventualità di una manifestazione internazionale a Roma, promossa da forze apertamente neofasciste e neonazista, la sola reazione degli “antifa” italiani fu un silenzio totale.

FioreSiria
Lo stesso silenzio ha caratterizzato il convegno promosso da CasaPound a fine settembre di quest’anno. Eppure, il parterre dell’iniziativa non avrebbe potuto essere più esplicito: dal veronese Franco Nerozzi al belga Ruben Rosiers, fino al romano Alberto Palladino, meglio conosciuto come “Zippo”, l’estremismo di destra poteva dirsi decisamente ben rappresentato.
Il fatto è che sulla Siria e sul regime di Assad le posizioni della destra nazifascista e quelle di grandissima parte della “sinistra” radicale coincidono. Questa realtà – facilmente riscontrabile da chiunque abbia voglia di leggersi in parallelo i documenti di CasaPound e quelli degli “antimperialisti” – comporta l’inconveniente della difficoltà di mobilitarsi contro chi, sostanzialmente, pensa e dice esattamente quello che pensi e dici tu. Ci vorrebbe Maurizio Crozza per descrivere una situazione come quella di due schieramenti che si fronteggiano minacciosamente mentre entrambi gridano gli stessi slogan a favore del regime.

bassotti

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In occasione del convegno “Mediterraneo solidale”, poi, si sono aggiunti altri motivi di imbarazzo. Il primo era l’annunciata presenza al convegno di un dirigente del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Maher Al Taher, presenza che poi si è rivelata una bufala, perché lo stesso Al Taher ha smentito seccamente di aver mai accettato l’invito a partecipare, mettendo anche in guardia contro i tentativi di coinvolgere la resistenza palestinese in simili iniziative.
Il secondo motivo di imbarazzo era dato dalla partecipazione di due alti esponenti del movimento libanese sciita Hezbollah, Rima Kakhri, membro del Consiglio Politico del movimento islamista, e Ammar Al Moussawi, responsabile relazioni internazionali di Hezbollah. E qui bisogna andare in profondità. (altro…)