LA BUFALA DELL’UFFICIALE ISRAELIANO CATTURATO INSIEME A MEMBRI DELL’ISIS

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Articolo 21, portale dedicato all’informazione, ha pubblicato un mio articolo in merito ad una vicenda che da un paio di settimane sta tenendo banco sul web e sui social network: l’arresto, avvenuto nella zona di Mosul da parte delle “forze popolari irachene” (le milizie sciite sostenute da Teheran), di un colonnello israeliano impegnato in attività insieme a membri dell’Isis. Il sito statunitense Veterans Today, in un articolo a firma di Nahed Al-Husaini, si è spinto fino a pubblicare le “ammissioni” fatte dal “colonnello” (che, secondo il sito U.S.A. sarebbe addirittura un generale della Brigata Golani), così come gliele ha riportate un certo Dr. Haissam Bou-Said, “ambasciatore” e Alto Rapppresentante per gli Affari Esteri U.S. al Parlamento e segretario generale del DESI – European Department for Security and Information. Dopo alcuni giorni dalla sua prima diffusione, la notizia dell’arresto dell’alto ufficiale israeliano – che non era stata oggetto né di conferme, né di interessamento da parte di agenzie professionali – è stata rilanciata in Italia sia dal Televideo che da Rainews, con il risultato di conferirle autenticità e credibilità. Riporto integralmente il mio intervento su Articolo 21, cui faccio seguire qualche ulteriore osservazione (parzialmente già postata sulla mia pagina Facebook)  sull’origine di quella che appare come una colossale bufala, che però impazza come se fosse una verità su siti e social network di mezzo mondo, anche grazie al pressappochismo e alla incompetenza delle redazioni di Televideo e Rainews.

Siria, la guerra si combatte anche sul terreno della propaganda e della disinformazione

Come tutte le guerre, quella che da anni insanguina la Siria si combatte anche sul terreno della propaganda e della disinformazione. Il regime di Assad e i suoi potenti alleati russi e iraniani hanno investito molto su questo terreno.

L’agitprop del regime siriano si manifesta principalmente sul web e sui social network, dove una moltitudine di siti e pagine si incaricano di tradurre e diffondere viralmente le veline dei media di Damasco, Mosca e Teheran. Proprio gli Iraniani sembrano essersi specializzati nella costruzione di false notizie, vere e proprie bufale, che però trovano nel mondo migliaia di megafoni virtuali pronti a rilanciarle, e l’Italia appare come uno dei Paesi più esposti a questo nuovo tipo di black propaganda, dove i boatos rimbalzano in poche ore sulle bacheche e nelle caselle di posta elettronica di milioni di persone. Una delle agenzie più attive nella fabbricazione di notizie false è l’iraniana Fars News, della quale riporto qui alcuni degli scoop più clamorosi.

Nell’agosto del 2012, si diffonde la notizia agghiacciante di un bambino di un quartiere sciita di Damasco barbaramente assassinato dall’Esercito Siriano Libero, dopo essere stato costretto ad assistere all’uccisione dei genitori. Non contenti, i feroci terroristi dell’ESL hanno diffuso la fotografia del bimbo impiccato. Come è naturale, questa notizia suscitò in Italia reazioni sdegnate, fino a quando l’Osservatorio Italo-Siriano non dimostrò che la fotografia terribile rilanciata dall’agenzia iraniana era quella di un bimbo vittima di un crimine a sfondo sessuale, perdipiù risalente a tre anni prima: “Il primo lancio della foto risale a dicembre 2009, quando l’Esercito Libero, fiero e sostenuto dall’Occidente, neanche sapeva di esistere, e purtroppo si tratterebbe di uno stupro, di un povero piccolo bambino che uno schifoso pedofilo avrebbe violentato e poi impiccato – Dio lo maledica – direi che questo bambino ne ha subiti anche troppi di abusi.. e sarebbe ora di finirla!!”. Qui il link al mio articolo dell’epoca: https://vicinoriente.wordpress.com/2012/08/10/la-bufala-iraniana.

Sempre di matrice iraniana la “notizia”, del febbraio 2013, di un’eroica impresa dell’aviazione siriana, che avrebbe sorvolato con i suoi Mig Tel Aviv e Haifa, lanciando non bombe ma volantini. Non solo falso, ma anche ridicolo, eppure questa “notizia” suscitò l’entusiasmo – sia pure di breve durata – di molti attivisti “antimperialisti”, nonostante fosse veramente incredibile. Qui il link ad uno dei lanci della redazione italiana di IRIB, la radio iraniana, con tanto di filmato sottotitolato: http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/120867-caccia-siria-sorvolano-telaviv-le-immagini-diffuse-dalla-tv-israeliana-video-sottotitoli-in-italiano.

Infine, da ricordare la “notizia” di un F16 isareliano abbattuto nell’ottobre 2013 dalla contraerea di Assad sui cieli siriani, compresa di foto del relitto, poi rivelatasi quella di un F16 dell’aviazione pakistana precipitato – in Pakistan – per un’avaria. Un mese prima, l’aviazione siriana aveva abbattuto addirittura un ultramoderno caccia U.S.A. F22 “Raptor”. Tutte balle, ovviamente, ma non per migliaia di followers più o meno orientati verso il sostegno al regime siriano.

La novità di questi giorni non è rappresentata, dunque, dalla diffusione – ancora una volta, da parte dell’agenzia Fars News – di un’altra “notiziona”, ma dal fatto che, ad una settimana dalla sua comparsa sul web e sui social network, la stessa “notiziona” sia stata rilanciata dal servizio pubblico italiano, precisamente da Televideo e Rainews (http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-70366234-7bfa-4e06-9e67-a46fd27781fc.html).

televideo

Il lancio originale di Fars News pubblicava, oltre al numero di matricola del “colonnello israeliano” (Re34356578765az231434), una sua fotografia, ovviamente ripresa e diffusa ampiamente sul web. Eccola:

La notizia, se vera, sarebbe stata senz’altro dirompente: la prova provata, anzi, la famosa “pistola fumante” a dimostrazione della complicità di U.S.A. e, soprattutto, di Israele nei confronti dei terroristi del sedicente Stato Islamico, con conseguenze politiche e diplomatiche di prima grandezza. Sarebbe stato, quindi, lecito attendersi dalla Rai un minimo di verifica, che invece, in tutta evidenza, non c’è stata.

Eppure, non era difficile capire che si trattava dell’ennesima bufala: anche a colpo d’occhio, si nota la giovane età del militare, incompatibile con il grado di colonnello o, addirittura, generale, come affermato in altri lanci. Inoltre, nei giorni scorsi, in molti avevano notato come il numero di matricola diffuso dall’agenzia iraniana fosse discorde da quelli comunemente utilizzati dall’esercito israeliano (e, quindi, dalla Brigata Golani), composti da sole sette cifre. Infine, avrebbe dovuto costituire motivo di prudenza il fatto che un tale evento – a distanza di una settimana dal primo lancio – non fosse stato minimamente preso in considerazione da alcuna agenzia di una qualche importanza e professionalità.

colonnelloAl sottoscritto sono stati sufficienti cinque minuti per risalire alla vera identità rappresentata nella foto del “colonnello”: si tratta del sergente Oron Shaul, 21 anni, effettivamente appartenente alla Brigata Golani, rimasto ucciso a Gaza nell’operazione “Protective Edge” del luglio 2014. Qui il link al sito – in italiano! – che riporta l’elenco dei caduti israeliani, con foto e breve biografia:http://www.conqueritalia.com/Ic/caduti.htm. E questo è il link al lancio effettuato proprio da Rainews all’epoca dei fatti: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/crisi-di-gaza-israele-rende-noto-il-nome-del-soldato-disperso-oron-shaul-sergente-hamas-rivendicato-rapimento-21-anni-45ba9b84-cb6f-4bda-8757-5e33879da75e.html. Evidentemente, oggi nelle redazioni di Televideo e Rainews non c’è nessuno che abbia cinque minuti di tempo da dedicare alla verifica di una notizia di questa portata, prima di darla in pasto al pubblico.

3 novembre 2015

Il cosiddetto “diplomatico” autore delle clamorose “rivelazioni” pubblicate da Veterans Today ( http://www.veteranstoday.com/2015/10/21/breaking-story-israeli-general-captured-in-iraq-confesses-to-israel-isis-coalition) è il Dr. Haissam Bou Said, presentato da Veterans Today come “USA Parliament (Intr) Foreign Minister and European Department for Security and Information Secretary General Ambassador”, che suona come una cosa importante. Peccato che il Dr. Haissam Bou Said pare sia in realtà un truffatore internazionale piuttosto noto (cfr.https://haissambousaid.wordpress.com) e che sia socio di un certo Davide Cioccarelli, conosciuto dalle nostre parti come uno dei promotori dell’ “Esercito di Silvio”, la singolare organizzazione che si proponeva di sostenere e difendere con ogni mezzo Silvio Berlusconi (il quale, per la verità, non è sembrato entusiasta dell’iniziativa, fortemente osteggiata anhe da molti dei suoi più stretti collaboratori).
Il Dr. Haissam Bou Said e il Cioccarelli fanno parte di un’organizzazione che si chiama Interdipco, una delle cinque aderenti all’Esercito di Silvio,le cui attività sono descritte in questo articolo del luglio 2013, dove ritroviamo alcune vecchie conoscenze e dove l’acronimo DC sta proprio per Davide Cioccarelli: http://www.agoravox.it/INCHIESTA-L-esercito-di-Silvio-l.html. In quest’altro articolo, invece, potete scoprire un momento dell’attività della strana organizzazione di Cioccarelli e Said:http://www.forumitalia.info/index.php…. e in quest’ultimo alune preoccupazioni espresse per le caratteristiche “militari” di Interdipco: http://www.lanotiziagiornale.it/lombra-dei-mercenari-dietro-lesercito-di-silvio .
Ce n’è abbastanza per considerare destituite di ogni fondamento, nonché assolutamente ridicole, le “rivelazioni” di Veterans Today, così come ridicola è la “notizia” di un alto ufficiale israeliano di un’unità di èlite che, impegnato in un’operazione segretissima, si porta appresso il numero di matricola, come una recluta qualsiasi. Magari, aveva addosso anche le lettere della mamma e della fidanzatina.
Insomma, dato che per ricostruire questa insulsa vicenda un dilettante come me ha impiegato esattamente un quarto d’ora, mi piacerebbe sapere quanto guadagnano i “giornalisti” di Televideo e Rainews che hanno diffuso – al pari di un qualsiasi sito spazzatura – una frescaccia di questa portata, alimentando le paranoie delle migliaia di complottari (di destra, di “sinistra” e a 5 stelle) che infestano il web. Last but not least, appare assolutamente evidente come la diffusione di “notizie” così clamorosamente false faccia perdere credibilità alle vere denunce delle violenze e dei crimini quotidianamente commessi nel Vicino Oriente, come avvenuto proprio in occasione dell’operazione “Protective Edge” contro la Striscia di Gaza, quando in molti diffusero immagini delle città siriane devastate dai bombardamenti di Assad, spacciandole come immagini provenienti da Gaza, con il risultato di minare la credibilità di chi documentava le reali atrocità commesse dall’esercito israeliano in quell’occasione.

P.S. Naturalmente, sono in trepida attesa di conoscere il seguito delle “rivelazioni” del “generale israeliano” che certamente Veterans Today pubblicherà.  

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