REPORT DELL’INCONTRO DEL 23.11.2015 FRA IL COMITATO “KHAKLED BAKRAWI” E L’ON.LE MANLIO DI STEFANO DEL MOVIMENTO 5 STELLE

This citizen journalism image provided by Aleppo Media Center AMC which has been authenticated based on its contents and other AP reporting, shows damaged buildings due to heavy fighting between government forces and Free Syrian Army fighters in Aleppo, Syria, Thursday, Sept. 19, 2013. A Syrian activist group says al-Qaida-linked gunmen have captured a town near the Turkish border after heavy fighting with a rebel group. (AP Photo/Aleppo Media Center, AMC)

This citizen journalism image provided by Aleppo Media Center AMC which has been authenticated based on its contents and other AP reporting, shows damaged buildings due to heavy fighting between government forces and Free Syrian Army fighters in Aleppo, Syria, Thursday, Sept. 19, 2013. A Syrian activist group says al-Qaida-linked gunmen have captured a town near the Turkish border after heavy fighting with a rebel group. (AP Photo/Aleppo Media Center, AMC)

All’incontro con l’On.le Manlio Di Stefano e i suoi collaboratori, svoltosi negli uffici parlamentari del movimento, hanno partecipato, per il Comitato “Khaled Bakrawi”, Fouad Roueiha e Germano Monti.

L’incontro è durato poco più di un’ora, nel corso della quale sono stati forniti a Di Stefano alcuni elementi di informazione in merito alla sua proposta di riattivare le relazioni diplomatiche fra l’Italia e il regime di Assad. In particolare, sono stati prodotti diversi rapporti di Amnesty International relativi allo sviluppo delle prime fasi della rivolta in Siria, caratterizzate, da un lato, dal carattere sostanzialmente riformista e pacifico delle manifestazioni e, dall’altro, dall’inaudita brutalità della risposta repressiva del regime. A questo proposito, è stato consegnato a Di Stefano anche un documento dell’archeologo Alberto Savioli, contenente la ricostruzione dettagliata delle biografie di alcuni attivisti democratici e non violenti torturati e assassinati dalle forze di sicurezza del regime, la cui sorte è stata documentata anche dalle fotografie dei cadaveri scattate da “Caesar”, il militare siriano che ha disertato ed è riparato all’estero con la documentazione fotografica di circa 11.000 persone torturate e assassinate nelle carceri del regime.

Altri argomenti illustrati a Di Stefano sono stati la situazione dei rifugiati palestinesi in Siria, in riferimento all’assedio del campo di Yarmouk e non solo, nonché quella della presunta “legittimità” dell’attuale governo siriano, non riconosciuto da circa 120 Paesi ed espulso da anni dalla stessa Lega Araba. E’ stato anche sottolineato che la riapertura dell’ambasciata siriana in Italia in funzione della necessità di identificare i rifugiati siriani e poterne verificare l’autenticità dei passaporti (opzione sostenuta dall’On.le Luigi Di Maio in una nota trasmissione televisiva) è assolutamente priva di senso, in quanto l’ultimo posto dove i rifugiati siriani andrebbero a farsi identificare sono proprio le ambasciate del regime da cui sono fuggiti, posto che un buon 90% degli esuli dichiara di avere abbandonato la Siria a causa della violenza del regime.

Dal punto di vista dei contenuti, non si è andati molto oltre il muro contro muro: Di Stefano ha ribadito le proprie posizioni, favorevoli alla normalizzazione delle relazioni diplomatiche con la Siria, manifestando al tempo stesso la volontà di proseguire il confronto e chiedendo ulteriore materiale informativo, che i rappresentanti del Comitato si sono impegnati a fornire in brevissimo tempo. In particolare, nei prossimi giorni verranno inviati a Di Stefano rapporti di Amnesty International relativi ai desaparecidos nelle carceri del regime, ai crimini contro l’umanità commessi nell’assedio del campo palestinese di Yarmouk ed anche alle operazioni di pulizia etnica attribuiti alle milizie curde dello YPG, insieme alle statistiche aggiornate dall’Action Group for Palestinians in Syria sui Palestinesi assassinati (ad oggi, risultano essere 3.067) e su quelli spariti o torturati dalle forze del regime, accompagnate da un dossier – sempre a cura dell’AGPS – contenente nomi, biografie e foto degli scomparsi. Oltre a questi materiali, saranno inviati documenti relativi ai rapporti fra il regime di Assad e l’Isis, a partire dalla vendita di petrolio dal Califfato al regime di Damasco e dalla collaborazione fra l’Isis e le truppe di Assad sul terreno contro i ribelli e le forze dell’opposizione siriana. Nei prossimi giorni, dunque, si vedrà se esistono possibilità di confronto, a partire dal fatto che nessuno potrà dire di non essere a conoscenza della situazione reale in Siria.

Infine, va detto che l’incontro è stato videoregistrato e sarà integralmente messo in rete a cura del Movimento 5 Stelle, come necessario elemento di trasparenza nei confronti dei firmatari della “lettera aperta”, degli iscritti e simpatizzanti del Movimento e dell’opinione pubblica tutta.

Comitato “Khaled Bakrawi”

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