SIRIA: BASTA BOMBE!

AGGIORNAMENTO: ADESIONI AL 11 GENNAIO 2016 IN FONDO AL TESTO

aleppo

Lettera aperta ai movimenti italiani per la pace, il disarmo e la solidarietà.

Il conflitto in corso in Siria dall’inizio del 2011 ha provocato più di 250.000 vittime, oltre 10 milioni di persone (la metà della popolazione!) sono state costrette ad abbandonare le loro case, centinaia di migliaia di donne e uomini sono stati arrestati, torturati e fatti sparire, mentre altri 650.000 esseri umani vivono in aree sotto assedio, senza accesso garantito ad acqua, cibo e medicinali.
Nonostante il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, con la Risoluzione n. 2139, abbia chiesto all’unanimità sin dal febbraio 2014 la cessazione dei bombardamenti sulla popolazione civile, questi sono continuati, e a quelli operati dal regime – anche con l’utilizzo dei famigerati barili bomba – si sono aggiunti quelli delle “coalizioni internazionali” che dovrebbero combattere i terroristi del sedicente Stato Islamico, ma che, a tutt’oggi, hanno colpito prevalentemente i civili, non risparmiando nemmeno scuole ed ospedali. Nel 2015 oltre il 73% delle vittimi civili pesano sulla coscienza delle forze governative, seguite da ISIS con l’8%, il 6% per le opposizioni armate ed in soli tre mesi l’aviazione russa ha raggiunto il 5% del bilancio annuale delle vittime. L’ ingresso diretto nel conflitto da parte della Russia – che già sosteneva e armava il regime del clan Assad, insieme all’Iran e ai miliziani di Hezbollah – non ha fatto che peggiorare una situazione già disperata: a tre mesi dai primi bombardamenti degli aerei di Putin, risulta che meno del 20% degli stessi abbia colpito obiettivi legati all’ISIS, mentre la stragrande maggioranza delle bombe sono state sganciate su altri obiettivi, senza alcun riguardo per la popolazione civile.
Sono stati colpiti ospedali e scuole, forni e abitazioni civili, aggiungendo altro sangue a quello già copiosamente versato negli ultimi cinque anni. Secondo l’organizzazione non governativa Syrian Network for Human Rights, che ha recentemente pubblicato un dettagliato rapporto, fra l’ 85 e il 90% dei bombardamenti russi hanno colpito aree controllate da gruppi dell’opposizione al regime del clan Assad e su zone densamente popolate, colpendo – fra l’altro – 16 scuole, 10 ospedali o strutture sanitarie, 10 mercati, 5 forni per il pane, 2 cimiteri archeologici e 1 ponte.
Ancora più recentemente, anche Amnesty International ha documentato le conseguenze sui civili siriani dei bombardamenti russi, sostenendo che si possono configurare come crimini di guerra e definendo “vergognoso” il tentativo del governo russo di negare di aver commesso questi crimini.
Appare evidente, dunque, come le rinnovate iniziative dei governi internazionali – nate nel solco delle conferenze di Vienna e New York degli ultimi due mesi e tese ad arrivare ad una soluzione politica del conflitto in Siria – siano a forte rischio di fallimento, nel momento in cui (oltre ad essere state avviate in assenza di qualsiasi interlocutore siriano) non prevedono l’immediata cessazione degli attacchi contro i civili. Significativo che, dopo l’approvazione della risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza dell’ ONU del 18 dicembre, siano pesantemente aumentati attacchi e bombardamenti su tutte le aree non più sotto il controllo del regime di Assad, in impennata l’uso di cluster bomb, mentre sul sobborgo damasceno di Moaddamye è stato denunciato persino un nuovo attacco chimico.
Di fronte a questo scenario, il silenzio dei movimenti e delle organizzazioni pacifisti, per il disarmo e della sinistra in Italia è veramente imbarazzante. Spiace dirlo, ma sembra quasi che si pensi che le bombe della Casa Bianca siano criminali e quelle del Cremlino innocue o, addirittura, positive. Per quanto si ricerchi, non è possibile trovare un comunicato o un semplice commento sulle devastazioni provocate in Siria dalle bombe russe, mentre non mancano le proteste – sacrosante – contro l’invio di bombe ed altre armi italiane all’Arabia Saudita, nella legittima presunzione che tali bombe saranno impiegate nel conflitto in corso nello Yemen. Questo doppiopesismo, a nostro avviso, sta delegittimando l’iniziativa dei movimenti e della sinistra: non è credibile la denuncia dei bombardamenti sui civili quando sono operati dagli U.S.A. accompagnata dall’omertà quando analoghi bombardamenti sui civili vengono compiuti da un’altra potenza. L’alibi secondo cui gli States sarebbero nostri alleati e quindi è verso Washington e le cancellerie ad essa vicine che dovremmo concentrare le nostre attenzioni è debole, dal momento in cui il governo di Assad ha schierato mezzi di produzione italiana fornitigli da Mosca ed impiega tuttora sistemi di puntamento italiani sui suoi carri armati, come sono italiane le tecnologie di spionaggio usate per individuare e reprimere gli attivisti non violenti che diedero vita alla rivolta siriana fin dal 2011. Anche le armi italiane vendute alla russa Rosoboronexport rischiano di essere impiegate contro i civili.
Con questa lettera aperta, ci proponiamo di sollecitare i movimenti e la sinistra ad un’iniziativa coerente che chieda la cessazione di tutte le operazioni militari in Siria contro i civili, da chiunque siano compiute, così come dobbiamo chiedere la cessazione degli assedi e la creazione di corridoi umanitari per le città, i villaggi ed i campi profughi  sottoposti a questa punizione collettiva ormai da anni, oltre alla liberazione di tutti i prigionieri politici.
In assenza di una tale iniziativa, ogni discorso sul sostenere la pace in Siria non può che apparire del tutto ipocrita.

Comitato Khaled Bakrawi

Per aderire e sostenere questa lettera aperta: comitatokhaledbakrawi@gmail.com

Adesioni pervenute al 11.1.2016

Associazione Rose di Damasco Como
Comitato in appoggio ai popoli arabi Karama Napoli
Alessia Colonnelli Castel Giorgio
Yara Tlass Turkey founder of Watanili, grassroots organisation
Rim Banna Palestine artist
Raed Fares Kafranbel
Yara Bader Syrian Journalist
Barbara Capone Roma Presidente Sunshine4Palestine NGO
Alberto Savioli Udine Archeologo
Simona Pisani Crotone Volontario privato
Donatella Quattrone Reggio Calabria Blogger
Mohammed Alkhalid Berna Ricercatore
Arcangela Minio Ladispoli
Eva Tallarita Milano
Franco Casagrande Novi Ligure (AL) Pensionato VVFF – Attivista Diritti Umani
Angela Bellocchi Milano
Lisanna Genuardi Palermo Madre
Stefania Aloi Como commessa
Alberto Scrinzi Milano Operaio
Gizele Alves Costa Napoli Casalinga
Veronica Bellintani Verbania studente
Riccardo Bella Milano
BDS Oudàh Milano
Stefania Sipi Roma
Carmelo Donato Agrigento
Marianna Barberio Avellino
Alessandra Santantonio Cutrofiano
Fulvia Tiziani Monza
Nicola Gandolfi Barcellona
Silvia Moroni Asso (Como) associazione Rose di Damasco
Marina Morandini Concorezzo
Chiara Rizzo Bologna
Costanza Lasagni Roma operatrice umanitaria
lzanasi Luciano Bologna
Daniela Lozzi Magliaso
Enza Guazzi Concorezzo Insegnante
Loris Caldana Milano
Hagar Ibrahim Milano Studentessa
Pietro Menghini Napoli studente
Mary Rizzo San Benedetto del Tronto Traduttrice, Restauratrice, Blogger
Carlotta Dazzi Milano Giornalista
Samantha Falciatori Terni volontaria Onsur Italia
Tanya Pensabene Milazzo Studente
Deborah Arbib Milano
Salvatore Albanese Siderno M. (RC)
Salvatore Di Carlo Palermo Studente
Francesca Diano Roma
Sara Manisera Beirut Giornalista
Anna Maria Costa Roma pensionata inv.civ.
Angela Bernardini Roma
Paolo Pasta Roma operaio in pensione
Laura Di Tosti Viterbo
Elena Babetto
Loretta Facchinetti Roma
Anna Pasotti Milano
Pete Klosterman New York, NY USA
Stefania Barsi Roma insegnante di scuola per l’infanzia
Jonathan Brown Chichester, UK Risk Manager
Manuela Giuffrida
Alessandra Mosca Monterotondo (Roma)
Marco Di Renzo Roma
Roberta Ferrullo Milano resp. marketing
Sara Grassiano Banchette impiegata
Sara Manca Pisa Arabista
Alessandra Notari Roma impiegata
Marco Rotondi Roma
Silvia Di Tosti Roma
Federica Pistono Roma Traduttrice letteraria
Silvia Pietricola Terracina impiegata
Patrizia Mancini Tunisi
Antonio Ronchi Ferrara
Nicola Bonelli Trento Studente/volontario
Mauro Canovi Reggio Emilia Conducente bus
Stefania Aloi Como
Franca Angelillo Mola di Bari Educatrice
Raffaella Cosentino Roma Giornalista
Fiorella Sarti Napoli Attivista per i Diritti Umani
Luca Rafanelli Ripatransone agricoltore
Mauro Destefano Reggio Calabria arabista, traduttore
Prisca Destro Legnano
Joshua Evangelista Pescara Giornalista
Giuseppina Iuliano Napoli
Antonino Tripi Caltavuturo Studente
Saveria Petillo Roma architetto
Giulia De Angelis Blagho Corigliano d’Otranto nonna
Sara Buzzoni Copparo (FE) Operatrice umanitaria e consulente
Siria Tallarico Modena Impiegato
Valentina Chesi Livorno Commessa
Giovanna De Luca Barcelona
Wisam Zreg Torino Giurista
Magmoud Saeed
Talal Zraik Dayton, Ohio. USA
Abdulrahim Aleppo Doctor
Iyad Kallas Bordeaux – France
Saad Soufi Washington, DC
Tim Ramadan Raqqa sound and picture
Obai Sukar Flint Media Producer
Tarek Alghorani Tunis Activist
Armando Mautone Napoli
Monis Bukhari Berlin Syrisches Haus
Hadi Albahra Damascus Engineer, businessman
Eugenia Magnaghi Verbania lavoratrice della scuola pubblica e attivista UNIONE SINDACALE ITALIANA
Piero Maestri Milano Comitato sostegno popolo siriano – Milano
Rafif Jouejati USA Syrian-American Activist
Maria Alabdeh Paris
Muhammad Abdel-Kader Roma
Zreik Nawar Paris Architecte
Giovanni Ciccone Roma Segreteria provinciale, sindacato di base Flaica Roma
Frontiere News Roma
Valerio Evangelista Pescara
Nando Grassi Palermo insegnante
Ruth Buchli Magliano/Gr
Filomena Annunziata Napoli Studentessa
Elisabetta Crippa Milano insegnante, Comitato di sostegno al popolo siriano Mi
Silvana Evangelista Napoli casalinga
Diana Rando Verona
Natalia Bossa Roma

 

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