SCHIZOFRENIA A 5 STELLE

Schizofrenia

A Strasburgo, gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle condannano il regime di Assad e promuovono la mostra delle fotografie di “Caesar”, che denunciano la ferocia del regime. A Roma, i parlamentari grillini vogliono la normalizzazione delle relazioni diplomatiche con il regime siriano e stipendiano il direttore del sito che tenta di smentire le foto di “Caesar”.

La politica italiana degli ultimi anni non ha mai brillato per la coerenza politica e morale degli esponenti che esprime. I cambi di casacca, i trasformismi e la doppiezza sono un tratto distintivo del Paese dove i più fieri sostenitori della famiglia tradizionale di famiglie ne hanno almeno tre e dove, fra un severo richiamo alla legalità e l’altro, mafie e camorre gestiscono gli appalti e i servizi pubblici nelle città più importanti. Eppure, la vicenda di cui scriviamo rappresenta qualcosa di “oltre” anche per la nostra allegra classe politica, perché non si tratta né di trasformismo, né di incoerenza, ma di schizofrenia vera e propria.
Nell’agosto del 2013, un fotografo della polizia militare del regime siriano diserta e porta fuori dal paese alcune decine di migliaia di fotografie, scattate da lui stesso e che riprendono i corpi di migliaia di oppositori torturati e assassinati nelle carceri e nei centri di detenzione delle milizie di Bashar Assad.
Il disertore è conosciuto con il nome in codice di “Caesar” e le sue foto, meticolosamente catalogate, rappresentano un capo d’accusa pesantissimo contro il regime siriano. Una selezione di queste immagini è stata presentata, fra l’altro, al Palazzo di Vetro dell’ONU a New York e nella sede del Parlamento Europeo a Strasburgo. Una giornalista francese, Garance De Caisne, è riuscita ad incontrare Caesar e dai loro colloqui è nato un libro, recentemente pubblicato in Italia da Rizzoli con il titolo “La macchina della morte”. Sulla base delle informazioni e delle fotografie fornite da Caesar, la magistratura francese ha aperto un fascicolo per crimini contro l’umanità nei confronti del regime siriano. Giova dire che la Corte Penale Internazionale non si sta occupando della vicenda perché, non essendo la Siria firmataria del relativo trattato internazionale, la corte stessa ha bisogno, per istruire l’inchiesta, dell’avallo del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, avallo che – richiesto dalla Francia – non è stato possibile ottenere, nonostante tredici voti a favore su quindici, a causa del veto messo da Russia e Cina.
Nel luglio scorso, la mostra delle foto di Caesar è approdata al parlamento Europeo, su iniziativa dei parlamentari Alyn Smith(Verdi/ALE), Anna Maria Corazza Bildt (PPE), Marietje Schaake (ALDE), Vincent Peillon, Ana Gomes(S&D), Antonio Panzeri (S&D) e dei due esponenti del Movimento 5 Stelle Fabio Massimo Castaldo e Ignazio Corrao, membri del gruppo parlamentare europeo EFDD. L’iniziativa è stata promossa in collaborazione con l’associazione “Non c’è pace senza giustizia”, la Syrian Association for Missing and Conscience Detainees, l’Euro-Syrian Democratic Forum e la National Coalition of Syrian Revolution and Opposition Forces. Sul canale Youtube del M5S europeo, dove hanno postato un video della mostra, Castaldo e Corrao scrivono “Non è stato facile portare al Parlamento europeo la mostra “The Caesar Exhibition: a Record of Syrian Authorities” ma era doveroso farlo per sbattere in faccia la realtà a questa Europa fin troppo complice.
Una mostra per prendere piena coscienza di quello che succede nelle carceri siriane di Bashar al Assad.
Tutto l’orrore del mondo si trova in queste macabre, terrificanti fotografie di un ex poliziotto militare dell’esercito siriano – conosciuto con lo pseudonimo di “Caesar” – che aveva proprio avuto il compito di fotografare e documentare i corpi senza vita dei detenuti
”.
Castaldo e Corrao non sono isolati: alla fine di aprile 2015, tutti gli altri parlamentari europei del Movimento, insieme a decine di parlamentari di altri gruppi, avevano sottoscritto una “Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione nel campo profughi di Yarmouk in Siria” dove le responsabilità del regime siriano venivano denunciate a chiare lettere, senza per questo tacere quelle di altri gruppi combattenti. Nella Risoluzione si può leggere, fra l’altro, che “la popolazione civile del campo di Yarmouk è sotto assedio dal dicembre 2012 ed esposta a bombardamenti indiscriminati, d’artiglieria e aerei del regime di Assad e continua a essere intrappolata nel campo” e che si “chiede al Parlamento europeo di effettuare una visita ad hoc nel campo profughi di Yarmouk, al fine di valutare in modo indipendente la situazione umanitaria, non appena le condizioni di sicurezza lo consentiranno, in coordinamento con le Nazioni Unite e in modo indipendente dal regime di Assad o qualsiasi altra parte del conflitto”.
Castaldo e Corrao, inoltre, insieme ai colleghi del gruppo dei Verdi, nel giugno 2015 hanno presentato a Strasburgo una Proposta di Risoluzione in merito ai combattimenti a Palmira ed al caso dell’attivista siriano Mazen Darwish in cui si può leggere che il carcere militare di Palmira è  “un simbolo infame e di lunga data della repressione del regime di Assad”, si denunciano le torture subite da Darwish e dagli altri attivisti per i diritti umani scomparsi nelle carceri del regime, si ribadisce la “condanna, nei termini più forti, dei crimini perpetrati dal regime di Assad contro la sua popolazione, incluso l’utilizzo di armi chimiche e incendiarie, di bombe a grappolo, di barili-bomba e degli assedi in corso contro migliaia di civili in Siria”. Qui c’è il link al testo completo (in inglese) del testo, dove non mancano altre denunce nei confronti del regime e di alcuni gruppi armati.

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=MOTION&reference=B8-2015-0578&language=IT

Le posizioni dei 5 Stelle a Strasburgo, decisamente dalla parte della difesa dei diritti umani, appaiono chiare e largamente condivisibili… ma cosa succede a Roma?

Più o meno negli stessi giorni in cui il M5S sponsorizzava la mostra a Strasburgo delle fotografie che mostrano la ferocia del regime di Assad, a Roma i parlamentari pentastellati Di Stefano, Del Grosso, Di Battista, Grande, Scagliusi, Sibilia e Spadoni presentavano una mozione per la normalizzazione delle relazioni diplomatiche con Damasco e la riapertura dell’ambasciata siriana a Roma, chiusa nel 2012 dal governo italiano, come da molti altri, in seguito all’ennesima strage di civili compiuta dal regime.
Il cittadino-deputato Manlio Di Stefano, in particolare, si propone come il vessillifero del regime di Bashar Assad, attraverso i suoi interventi in Parlamento e in dichiarazioni pubbliche. Un incontro fra lo stesso Di Stefano e il Comitato “Khaled Bakrawi”, alla fine di novembre, non ha avuto alcun seguito, anzi, il Movimento 5 Stelle ha assunto come consulente del suo ufficio legislativo Alessandro Bianchi, direttore de l’Antidiplomatico, un sito che si distingue per l’oltranzismo filo regime siriano e filo Putin, non disdegnando la pubblicazione di bufale colossali, che lo situano a buon diritto nel campo dei siti-spazzatura. Fra gli “scoop” de l’Antidiplomatico, vale la pena di citare la notizia di un ufficiale israeliano che sarebbe stato catturato dalle milizie irachene mentre addestrava i terroristi dello Stato Islamico e, più recentemente, quella dell’ammissione, da parte dell’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPWC), del fatto che ad uccidere centinaia di persone nella Ghouta, la periferia di Damasco, nell’estate 2013, non sarebbe stato l’esercito di Assad, ma i “ribelli”. Balle spaziali entrambe, perché la foto del cosiddetto ufficiale israeliano (diffusa, insieme alla “notizia” dall’agenzia iraniana Fars) era quella di un sergente morto a Gaza nel 2014, mentre la dichiarazione dell’OPWC è stata inventata di sana pianta da una semisconosciuta agenzia schierata con il regime siriano. Naturalmente, l’Antidiplomatico pubblica anche articoli in cui tenta di smentire le fotografie di Caesar, non diversamente da quanto tentano i negazionisti con le immagini di Auschwitz e degli altri campi di sterminio nazisti. E il direttore di questa bella pubblicazione è stipendiato dal Movimento 5 Stelle.

Dunque, a Strasburgo i 5 Stelle difendono i diritti umani, condannano duramente il regime di Bashar Assad e promuovono la conoscenza dei suoi crimini, promuovendo la mostra delle fotografie di Caesar. A Roma, invece, si preoccupano di ripristinare le relazioni diplomatiche con il regime e non condannano le violazioni dei diritti umani commesse sistematicamente dal regime e dai suoi alleati russi, iraniani e sciiti libanesi, ma definiscono “terroristi” non solo i gruppi islamisti, ma anche i combattenti dell’esercito Siriano Libero. Se questa non è schizofrenia, davvero non si sa come definirla.

Il testo della mozione Di Stefano ed altri per la normalizzazione delle relazioni diplomatiche con il regime siriano: http://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/122205

Il video sulla mostra a Strasburgo delle foto di Caesar:

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