UN PERCORSO SOLIDALE E INTERNAZIONALISTA DA COSTRUIRE

Di seguito, il report della riunione dei promotori della manifestazione in solidarietà con la Siria e i popoli del Vicino Oriente e contro il decreto “Minniti – Orlando”. Qualche considerazione preliminare è d’obbligo.
Da un lato, sarebbe folle e irresponsabile promuovere una manifestazione in concomitanza con una kermesse colossale come sarà, prevedibilmente, la cosidetta “Marcia per la Vita”, che mobiliterà bigotti e reazionari anche grazie alla capillare organizzazione delle parrocchie. E’ evidente che la manifestazione solidale e internazionalista sarebbe stata completamente oscurata, e questo anche a non voler considerare le questioni logistiche, a partire dal fatto che già ora è quasi impossibile noleggiare pullman per quella data, poiché i promotori della marcia ne hanno già prenotati centinaia da ogni città.
D’altro canto, il rinvio forzato dell’appuntamento non può non ingenerare disagio, perché è vero che l’imprevista concomitanza con la marcia ha giocato un ruolo determinante nella decisione di rinviare la manifestazione, ma è vero anche – come sottolineato nel report – che il silenzio della sinistra (anche quella “radicale”) e la colpevole inerzia dell’associazionismo pacifista hanno avuto il loro peso. Non si sta parlando, ovviamente, di quei settori apertamente schierati con il regime di Damasco e ormai oggettivamente allineati al “sovranismo” dell’estrema destra, ma di quelle forze che continuano a galleggiare nell’ambiguità, condannando a bassa voce i crimini di Assad, ma guardandosi bene dallo schierarsi apertamente, così come criticano a chiacchiere il decreto Minniti – Orlando ma non pensano nemmeno lontanamente a chiamare alla mobilitazione.
Aldilà del disagio, c’è la consapevolezza che qualcosa si sta comunque muovendo. Lo testimoniano non solo le adesioni ricevute dall’appello per la manifestazione, ma anche la straordinaria partecipazione che accompagna ogni esposizione della mostra di “Caesar”, che documenta visivamente i crimini del regime siriano e che è stata visitata da migliaia di persone a Roma, Napoli, Udine, Padova, Milano e Firenze, nonostante le minacce fasciste e anche quelle “antimperialiste”. Lo testimoniano le decine di scuole che promuovono incontri e dibattiti e le innumerevoli iniziative umanitarie messe in atto da associazioni e comitati in tutta Italia.
Il punto è che queste espressioni di solidarietà non trovano una cornice unitaria in cui riconoscersi e rappresentarsi, così come non la trovano le mille iniziative spontanee in solidarietà con i migranti e i rifugiati. Il discorso sarebbe ancora più vasto, ma ora è meglio fermarsi qui. Si è comunque avviato un percorso, che troverà nella manifestazione del 7 ottobre un passaggio importante… sta a quelli che hanno avviato questo percorso ed a quelli che vi si aggiungeranno lungo la strada fare in modo che si realizzi un’iniziativa importante, che possa segnare un’inversione di tendenza, prima che sia troppo tardi e ci si ritrovi nuovamente ad avere la sola scelta fra il peggio e il meno peggio.

 

Report della riunione del comitato promotore della manifestazione “Pace e libertà per il popolo siriano”

A fronte della volontà espressa dagli intervenuti, si è convenuto, anche di fronte al silenzio perdurante sulla Siria, che è fondamentale concepire l’aggregazione attorno all’appello come un  processo duraturo e non limitato alla promozione di una manifestazione. Auspichiamo, quindi, che l’ impegno comune attorno all’appello  vada oltre la manifestazione,  perché di questo ha bisogno la solidarietà con il popolo siriano e gli altri popoli del Vicino Oriente.  Si è aggiornato l’appello con due aggiunte sintetiche, emerse nel corso del dibattito:  la prima “Contro Putin e Trump e le mire imperialiste degli Stati di spartizione della Siria”; la seconda “Solidarietà con i volontari e le Ong impegnate a salvare vite umane contro i vergognosi attacchi reazionari”.

Abbiamo valutato positivamente l’iniziale crescita delle adesioni. Al tempo stesso,  proprio perché vogliamo costruire la più ampia mobilitazione, riteniamo  ci sia bisogno, di prenderci più tempo e di articolare maggiormente le iniziative di solidarietà. Abbiamo registrato ancora una volta il vergognoso silenzio di una parte consistente della sinistra ed il temporeggiare inerte di molte realtà del pacifismo. Nella prossima fase, insisteremo comunque per coinvolgerle, così come faremo con il più ampio arco di forze politiche e sociali e con esponenti della cultura e dell’informazione.

Questi motivi, uniti al fatto che il 20 maggio a Roma ci sarà la “Marcia per la Vita”, rendendo problematica una manifestazione in contemporanea, ci ha spinto a precisare l’iter e i tempi della mobilitazione nazionale. Abbiamo così deciso di convocare per il 20 maggio una giornata di mobilitazione nazionale articolata con iniziative locali. Concepiamo questa giornata come un passo verso una manifestazione nazionale da tenere il 7 ottobre a Roma.

Da qui alla manifestazione ci impegneremo per raccogliere il maggior numero di adesioni e per articolare il comitato promotore nelle diverse località. Dal mese di giugno in poi, terremo  nelle  varie città iniziative di dibattiti, conferenze e altro in solidarietà con il popolo siriano e quelli mediorientali per favorire la più ampia sensibilizzazione.

La prossima riunione si terrà sabato 10 giugno a Roma alle ore 11,00 alla Casa de La Comune in via di Porta Labicana 56/A

La raccolta delle adesioni prosegue: aromaperlasiria@libero.it

Annunci
I commenti sono chiusi.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: