UFFICIALE: PER L’O.N.U., ASSAD E’ IL RESPONSABILE DEL BOMBARDAMENTO CHIMICO SU KHAN SHEIKHOUN E DI ALTRI 25 ATTACCHI CON ARMI CHIMICHE

6 settembre 2017

O.N.U.: Le forze governative siriane hanno usato armi chimiche più di due dozzine di volte.

Ginevra (REUTERS) – Le forze siriane hanno usato armi chimiche più di due dozzine di volte durante la guerra civile nel Paese, incluso l’attacco mortale di aprile a Khan Sheikhoun, hanno affermato mercoledì i ricercatori dell’O.N.U. sui crimini di guerra.
Un aereo governativo ha sganciato Sarin sula città nella provincia di Idlib, uccidendo più di 80 civili, ha dichiarato la Commissione d’inchiesta O.N.U. sulla Siria, nel più decisivo dei risultati fin qui ottenuti dalle indagini sugli attacchi con armi chimiche durante il conflitto.
La Commissione ha anche detto che nel corso degli attacchi aerei di marzo degli Stati Uniti su una         moschea nel villaggio di Al-Jina, nelle campagne di Aleppo, sono state uccise 38 persone, tra cui bambini, e che non sono stare adottate precauzioni, in violazione del diritto internazionale.
Le armi utilizzate su Khan Sheikhoun erano state precedentemente identificate come contenenti Sarin, un agente nervoso inodore. Ma questa conclusione, raggiunta da una missione di inchiesta dell’Organizzazione per il Divieto delle Armi Chimiche (OPCW), non aveva chiarito chi fosse responsabile (dell’attacco, N.d.T.).
“Le forze governative hanno utilizzato ripetutamente armi chimiche contro i civili nelle aree controllate dall’opposizione. Nell’incidente più grave, la Forza Aerea Siriana ha usato il Sarin a Khan Sheikhoun, in provincia di Idlib, uccidendo decine di persone, la maggioranza delle quali erano donne e bambini “, ha dichiarato il rapporto O.N.U., definendo l’attacco un crimine di guerra.
Nella loro quattordicesima relazione dal 2011, gli investigatori O.N.U. hanno dichiarato di avere documentato, fino ad oggi, un totale di 33 attacchi con armi chimiche. Ventisette sono stati effettuati dal governo del presidente Bashar al-Assad, compresi i sette fra il 1 marzo e il 7 luglio. Non sono ancora stati identificati i responsabili di sei attacchi precedenti.
Il governo di Assad ha negato ripetutamente l’uso di armi chimiche. Ha sostenuto che i suoi bombardamenti su Khan Sheikhoun hanno colpito un deposito di armi appartenenti alle forze ribelli, versione respinta dagli investigatori dell’O.N.U. Quell’attacco indusse il presidente Usa Donald Trump a lanciare i primi attacchi aerei Usa su una base aerea siriana.
Un’altra indagine congiunta da parte dell’O.N.U. e dell’OPCW punta a riferire in ottobre su chi dovesse essere colpevole per Khan Sheikhoun.
Gli investigatori O.N.U. hanno interrogato 43 fra testimoni, vittime e primi intervistati in merito all’attacco. Sono stati utilizzati immagini satellitari, foto di residui di bombe e precedenti segnalazioni.

“GRAVEMENTE PREOCCUPATI PER I BOMBARDAMENTI DELLA COALIZIONE”

Gli investigatori indipendenti, guidati da Paulo Pinheiro, hanno anche dichiarato di essere “gravemente preoccupati per l’impatto dei bombardamenti della coalizione internazionale sui civili”.
“Ad Al-Jina, provincia di Aleppo, le forze degli Stati Uniti d’America non hanno adottato tutte le precauzioni possibili per proteggere civili e gli obiettivi civili quando hanno attaccato una moschea, in violazione del diritto umanitario internazionale”, ha affermato la relazione.
Un investigatore militare americano ha detto in giugno che l’attacco aereo è stato un attacco valido e legale contro una riunione di combattenti al-Qaeda e che si ritiene che abbia ucciso circa due dozzine di uomini che hanno partecipato alla riunione del gruppo, causando solo una vittima civile.
Gli F-15 americani hanno colpito l’edificio adiacente la sala di preghiera con 10 bombe, seguite da un drone modello Reaper che ha sparato due missili Hellfire a persone che cercavano di fuggire, ha dichiarato il rapporto O.N.U.
“La maggior parte dei residenti di al-Jina, parenti delle vittime e fra i primi intervistati dalla Commissione hanno dichiarato che la sera in questione l’edificio di sevizio della moschea ospitava una riunione religiosa. Si trattava di un evento abituale (…) Il team di puntamento degli Stati Uniti non ha capito quale fosse l’obiettivo effettivo, incluso il fatto che faceva parte di una moschea dove i fedeli si riunivano per pregare ogni giovedì”, afferma il rapporto.

Stephanie Nebehay

Articolo originale: http://www.reuters.com/article/us-mideast-crisis-syria-warcrimes/syrian-government-forces-used-chemical-weapons-more-than-two-dozen-times-u-n-idUSKCN1BH18W?feedType=RSS&feedName=worldNews&utm_source=Twitter&utm_medium=Social&utm_campaign=Feed%3A+Reuters%2FworldNews+%28Reuters+World+News%29

 

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