PALESTINESI IN SIRIA: L’OMERTA’ CONTINUA

L’omertà “antimperialista” e “pacifista” sulla sorte dei rifugiati palestinesi in Siria continua. Inutile andare a cercare sui siti storici della solidarietà con la Palestina informazioni su quanto sta avvenendo a Yarmouk, Daraa e gli altri campi palestinesi stretti nella morsa dell’esercito di Assad: quelli sono Palestinesi di serie B, perché non vengono assassinati dai sionisti, ma da un regime “antimperialista”, addirittura “socialista”, secondo qualcuno. I ragazzi palestinesi che, con le loro armi leggere, cercano di opporsi ai carri armati ed all’artiglieria di Assad sono sicuramente jihadisti o mercenari al soldo di USA-Israele-petromonarchie-bla-bla-bla.

Manifestazione ieri nel campo di Yarmouk

Bombardamenti questa notte nel campo di Yarmouk

Ancora da Yarmouk: combattenti palestinesi fronteggiano esercito e shabiha

Annunci

L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA SIRIANA: NO ALLA VIOLENZA ED ALLA GUERRA

11 PIATTAFORME DELL’OPPOSIZIONE SIRIANA, RIUNITE A ROMA PRESSO LA COMUNITA’ DI S. EGIDIO, HANNO PROMOSSO QUESTO APPELLO PER UNA SOLUZIONE POLITICA DELLA CRISI SIRIANA

“Riuniti a Roma presso la Comunità di Sant’Egidio, noi appartenenti a diversi gruppi dell’opposizione democratica siriana, attiva sia all’interno che all’esterno del paese, rivolgiamo questo appello al popolo siriano, a tutte le parti coinvolte e alla Comunità internazionale”.

Siamo diversi per opinioni ed esperienze. Abbiamo lottato e lottiamo per la libertà, la dignità, la democrazia, i diritti umani e per costruire una Siria democratica, civile, sicura per tutti, senza paura e senza oppressione. Amiamo la Siria. Sappiamo che la Siria, luogo di convivenza di religioni e popoli diversi, corre oggi un rischio mortale che incrina l’unità del popolo, i suoi diritti e la sovranità dello Stato.

Non siamo neutrali. Siamo parte del popolo siriano che soffre per l’oppressione della dittatura e la sua corruzione. Siamo fermamente contrari a qualsiasi discriminazione su base confessionale o etnica, da qualunque parte venga. Siamo per una Siria di uguali nella cittadinanza. Vogliamo che la Siria in futuro sia patria per tutti, capace di rispettare la vita e la dignità umana, nella giustizia. (altro…)

ALTRI PALESTINESI UCCISI DALLE TRUPPE DI ASSAD

Il campo palestinese di Daraa è ancora vittima dell’assalto delle truppe del dittatore siriano. Ieri sono stati assassinati almeno quattro rifugiati. Non dimentichiamoli.

 

Yehia Al Saltee, ucciso mentre tentava di difendere il campo di Daraa dall’aggressione dei soldati di Assad (altro…)

APPELLO URGENTE PER I CAMPI PROFUGHI IN SIRIA

LA SITUAZIONE DI CONFLITTO IN SIRIA È OGNI GIORNO PIÙ GRAVE E GLI SFOLLATI SONO ORMAI MIGLIAIA.
SIAMO IN CONTATTO CON I NOSTRI AMICI PALESTINESI DEL CAMPO DI YARMOUK, CONOSCIUTI NEGLI ANNI PASSATI ATTRAVERSO L’ORGANIZZAZIONE DI WORKCAMP:

SONO LORO A FORNIRCI NOTIZIE DIRETTE SU QUELLO CHE STA ACCADENDO E SUL CRESCERE DELLE DIFFICOLTÀ CHE DEVONO AFFRONTARE. ADESSO SI STANNO OCCUPANDO DI GESTIRE L’EMERGENZA DEGLI SFOLLATI IN CERCA DI RIFUGIO E BENI DI PRIMA NECESSITÀ.

CI ARRIVANO DA LORO APPELLI DISPERATI, SOPRATTUTTO PERCHÈ SCARSEGGIANO CIBO, LATTE PER I BAMBINI E MEDICINALI. ABBIAMO QUINDI DECISO DI MOBILITARCI E STIAMO CERCANDO DI TROVARE LA STRADA PER FARE ARRIVARE AL PIÙ PRESTO GLI AIUTI AI CIVILI, DAL MOMENTO CHE AD OGGI NON SONO ANCORA STATI ORGANIZZATI CORRIDOI UMANITARI.

ABBIAMO APERTO UNA CAMPAGNA DI RACCOLTI FONDI PER L’ACQUISTO IMMEDIATO DI GENERI ALIMENTARI E MEDICINALI. SE VOLETE CONTRIBUIRE ANCHE VOI CON UN AIUTO CONCRETO, POTETE FARE LA VOSTRA DONAZIONE SEGUENDO IL LINK
SEGUENTE:

https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr?cmd=_s-xclick&hosted_button_id=JCK9HYA33ZHNJ

OPPURE CON BONIFICO SUL C/C

Banca Popolare di Milano

IBAN: IT20E0558403200000000042838

Causale: Campagna di solidarietà- Siria

Associazione Per la Pace ( www.assopace.org )

Associazione Zaatar Onlus ( www.associazionezaatar.org )

SIRIA: ESERCITO E SHABIHA CONTRO I PALESTINESI. OMERTA’ DEGLI “ANTIMPERIALISTI” ITALIANI.

ULTIMORA – Alle 19.19 (ora palestinese) l’agenzia Ma’an informa che l’ospedale “Palestine” nel campo di Yarmouk, a Damasco, è sotto bombardamento da parte dell’artiglieria dell’esercito siriano. Nei locali dell’ospedale si sarebbe sviluppato un “enorme incendio”. Verso le sette di questa mattina, erano iniziati bombardamenti di mortaio sui quartieri adiacenti l’ospedale, al ritmo di un colpo al minuto. Fonti palestinesi del campo di Yarmouk hanno riferito all’agenzia Ma’an che l’ospedale viene colpito perché i medici palestinesi prestano le proprie cure a chiunque, mentre le autorità del regime vogliono che siano curati solo i soldati ed i miliziani fedeli ad Assad.

Il 3 aprile scorso, in uno dei primi articoli postati su questo blog, si dava conto delle violenze del regime siriano contro i rifugiati palestinesi e si avvertiva: “La strage di Latakia, almeno in Italia, è stata seppellita dal silenzio. Ora, se dovesse accadere qualcosa del genere a Yarmuk o in un altro campo palestinese in Siria, nessun “antimperialista” potrà dire “ma io non sapevo niente”. Dove sono, adesso, gli attivisti del movimento di solidarietà con i Palestinesi? Sono andati tutti, insieme alla Rete No War ed ai fascisti, a genuflettersi davanti a suora Agnès-Mariam De La Croix, la monaca falangista di Assad?
Le notizie che arrivano dai campi palestinesi in Siria, ed in particolare da quello di Yarmouk, alla periferia di Damasco, sono sempre più drammatiche. Mentre scriviamo, a Yarmouk sono in corso furiosi combattimenti fra i soldati e le milizie shabiha del regime e combattenti palestinesi e del Free Syrian Army che cercano di difendere il campo – sotto assedio e bombardamento da diversi giorni – dall’assalto delle forze di Assad. I nomi degli ultimi due martiri palestinesi del campo di Yarmouk sono quelli di Basel Jalboot e Ahmad Adnan, mentre non è stato precisato quello di un bambino colpito ad un occhio dalla pallottola di un cecchino.

Il corpo di uno dei quattro Palestinesi trovati ieri, 25 luglio, nella strada n. 30 del campo di Yarmouk, tutti assassinati con le mani legate dietro la schiena. (altro…)

L’ESERCITO DI ASSAD BOMBARDA ANCHE L’UNRWA

Le violenze del regime siriano contro i rifugiati palestinesi non conoscono sosta. In questo video, gli effetti dei colpi sparati contro l’ufficio dell’UNRWA, l’agenzia dell’ONU che si occupa dei rifugiati palestinesi.

SIRIA: IL BOMBARDAMENTO DEL CAMPO PALESTINESE DI DARAA

In questo video, alcuni effetti dei bombardamenti subiti dal campo profughi palestinese di Daraa. Nell’ultima fase dei combattimenti in Siria, l’esercito del regime ha intensificato i suoi attacchi contro i campi dei rifugiati palestinesi, che ora stanno fuggendo a migliaia verso i Paesi confinanti, in particolare Giordania e Libano.

DA YOUDEM TV: INFERNO A DAMASCO

Una trasmissione interessante sugli avvenimenti siriani. In studio, la giornalista italo-siriana Susan Dabbous e il Dr. Feisal Al Mohamad, dell’Unione dei Coordinamenti a Sostegno della Rivoluzione Siriana.

DAMASCO: AGGIORNAMENTI DAL CAMPO PALESTINESE DI YARMOUK

Mentre i carri armati di Assad hanno ripreso il controllo del centralissimo quartiere di Midan a Damasco, i combattimenti continuano in altre zone della capitale e dal campo profughi palestinese di Yarmouk arrivano altre notizie drammatiche. Il campo ha subito altri bombardamenti da parte delle truppe del regime, mentre cecchini hanno sparato contro la gente in Palestine Street, una delle strade principali del campo. Ad Hajira, durante un bombardamento aereo sono morti 3 ragazzini che giocavano a pallone. Gli abitanti del campo hanno messo delle grosse pietre in mezzo alle strade, nella soperanza che impediscano ai carri armati di entrare e gli ospedali sono a corto di medicine e di sangue per le trasfusioni.
Qui sotto, un breve video dal campo di Yarmouk. Sulla pagina facebook http://www.facebook.com/pages/Palestinians-in-syrian-situation/309385155817477 sono state postate le foto dei Palestinesi uccisi.

APPELLO “ESTELLE 100%”


Le iniziative come quelle che, negli ultimi anni, sono riuscite ad imporre la Palestina all’attenzione del mondo hanno dei costi altissimi. Dalla Gaza Freedom March alle Flotille, passando per le missioni Benvenuti in Palestina, questo enorme sforzo umano, politico ed anche economico è stato sostenuto da migliaia di persone comuni, molte organizzate in associazioni e comitati, molte altre a livello individuale. Le straordinarie mobilitazioni della solidarietà internazionale hanno messo in seria difficoltà l’occupazione israeliana ed i suoi complici, dai governi alle grandi compagnie aeree. Ora, la nostra nuova scommessa si chiama Estelle.
Estelle è un veliero che è stato acquistato dall’organizzazione svedese Ship to Gaza, componente, come noi, della coalizione internazionale della Freedom Flotilla. A giugno di quest’anno, Estelle ha iniziato dai porti svedesi un lungo viaggio che dal Mare del Nord, attraverso l’Atlantico ed il Mediterraneo, la porterà verso Gaza, per infrangere l’assedio che da anni strangola un milione e mezzo di esseri umani. In ogni porto europeo in cui getterà l’ancora, Estelle sarà al centro di manifestazioni, spettacoli, concerti, iniziative di ogni genere per coinvolgere l’opinione pubblica e la società civile nella solidarietà con il popolo palestinese. Con Estelle, vogliamo inviare ai Palestinesi della Striscia di Gaza un messaggio: Non siete soli, e non vi abbiamo dimenticato. La situazione è spietata ma non è senza speranza. A bordo di Estelle viaggia un chiaro messaggio ai leader internazionali: fate in modo che le vostre azioni siano all’altezza delle vostre parole grandiose a proposito di diritti umani; cessate l’assedio, come primo passo verso una pace vera e giusta.
L’ultima tappa del viaggio di Estelle, prima di puntare su Gaza, sarà l’Italia, a fine settembre, dove sosterà nei porti di La Spezia e di Napoli.
Per contribuire al successo dell’impresa di Estelle, c’è bisogno del sostegno e della partecipazione di tutti e di ognuno, perché – come sempre – anche questa iniziativa è completamente autogestita ed autofinanziata. Questo è il motivo per cui lanciamo l’appello Estelle 100%.
Fermo restando che anche le sottoscrizioni più piccole sono preziose, il nostro appello punta a realizzare 100 sottoscrizioni da 100 euro, per poter affrontare le spese delle tappe italiane di Estelle. Crediamo che in Italia esistano associazioni, comitati, movimenti, circoli politici ed anche singole persone che possano sostenere l’impresa di Estelle e la battaglia contro l’assedio e l’occupazione: è a tutti loro che ci rivolgiamo, invitandoli a sottoscrivere ed a partecipare in prima persona, ognuno con la propria identità ed i propri contenuti, alle iniziative che accompagneranno la sosta di Estelle in Italia.

Le donazioni possono essere effettuate sul conto corrente bancario 5000 1000 65881 di Banca Prossima S.p.A., intestato a “Associazione Dima”, codice IBAN IT83 Q033 5901 6001 0000 0065 881, oppure on line con carta di credito o prepagata dal sito www.freedomflotilla.it, cliccando sull’icona “Donate” e seguendo le istruzioni.

Coordinamento Freedom Flotilla Italia – Benvenuti in Palestina