Io sono Yarmouk!

pianista

Io sono Yarmouk!

Yarmouk è la Siria! Sit-in di solidarietà con i Palestinesi di Yarmouk  e i Siriani di tutte le città, stretti tra l’assedio del regime di Assad e il terrorismo di Isis

A chi crede che Assad sia un nostro sostenitore, a chi non appoggia la rivoluzione io dico: voi avete la vostra Palestina, io ho la mia. La vostra Palestina è un discorso del regime. La mia Palestina è il canto dei combattenti per la libertà di Hama” (Budour Hassan – blogger palestinese residente a Gerusalemme)

Dopo anni di colpevole e vigliacco silenzio sulle sorti dei palestinesi che vivono nel campo di Yarmouk, a Damasco, il drammatico e sanguinoso attacco delle milizie dell’ISIS al campo lo ha fatto scoprire anche alle cronache del nostro Paese (e a qualche amico dei Palestinesi che in questi anni non si era accorto di quanto succedeva).
Il campo di Yarmouk, che ospitava oltre 150.000 abitanti prima del 2011, la maggior parte della quale discendenti dei profughi palestinesi cacciati o fuggiti dai territori occupati dalle forze armate israeliane nel 1948, oltre a cittadine e cittadini siriani, da oltre due anni sta subendo un assedio e un blocco totale da parte delle forze del regime di Bashar el Assad, assedio che ha privato la popolazione di acqua, elettricità, cibo, ecc … Oltre 200 palestinesi sono morti di fame a causa del blocco, altre centinaia sono morti sotto tortura nelle prigioni del regime o sotto le bombe dell’esercito di Assad. Anche durante il tentativo dell’Isis di prendere il controllo militare del campo, il regime di Assad ha bombardato i civili nel campo, come ha fatto in passato, e continua a fare oggi.
Nel campo, oggi sono rimaste 18.000 persone!
Lunedì 20 marzo Roma sarà in piazza in sostegno e solidarietà alla popolazione del campo di Yarmouk, proprio come siamo stati in queste stesse strade in solidarietà al popolo e alla causa della libertà e giustizia in Siria, contro il doppio terrore delle forze jihadiste e del regime di Assad.

Vogliamo che le organizzazioni internazionali garantiscano l’apertura di Yarmouk, la fine dell’assedio e l’ingresso degli aiuti alla popolazione – permettendo ai gruppi palestinesi di governare le proprie vite e il proprio campo.

 

LUNEDI’ 20 MARZO DALLE 18.00 ALLE 20.00  Piazza del COLOSSEO lato metro

PRESIDIO IN SOLIDARIETA’ CON YARMOUK, IL POPOLO PALESTINESE ED IL POPOLO SIRIANO, CONTRO L’OCCUPAZIONE ISRAELIANA, IL REGIME DI ASSAD ED IL TERRORISMO DELL’ISIS!

Comitato Khaled Bakrawi, Freedom Flottila Roma, La Comune – Roma, Comitato solidarietà con il popolo siriano di Roma

Info e adesioni: comitatokhaledbakrawi@gmail.com

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GIULIETTO CHI?

chiesa

Da quando le frequentazioni fasciste del giornalista Giulietto Chiesa sono state denunciate dalla rivista on line “Contropiano”, giornale della Rete dei Comunisti, il vecchio corrispondente da Mosca dell’Unità sembra scomparso dalle iniziative e persino dalle menti di molti che, fino al giorno prima, lo consideravano una sorta di vate dell’antimperialismo e della controinformazione.
“Giulietto chi?”, sembra chiedano, precipitando da un pero di notevole altezza, tanti esponenti della sinistra antagonista, antimperialista, eccetera, eccetera. Eppure, è trascorso meno di un anno da quando certa sinistra rispondeva come un sol’uomo all’appello lanciato personalmente da Chiesa per una manifestazione a Roma, davanti all’ambasciata ucraina, “contro la distorsione dei media europei sugli eventi in corso in Ucraina”, come scriveva un’agenzia specializzata nella propaganda filorussa (http://it.sputniknews.com/italian.ruvr.ru/news/2014_05_18/A-Roma-centinaia-di-manifestanti-contro-le-menzogne-dei-media-sullUcraina-7618). Numericamente, quella manifestazione risultò ben poco partecipata, un centinaio di persone in tutto, ma è interessante ricordare quelli che vi aderirono ufficialmente.
Secondo la cronaca entusiasta del sito ufficiale del PCdI (allora, ancora PdCI), curata dall’ex parlamentare Fosco Giannini, alla manifestazione “antifascista” avevano aderito il PdCI, il PRC, la Rete dei Comunisti e l’ “Alternativa” di Giulietto Chiesa, a seguito di un appello “firmato da un’importante parte dei dirigenti e degli intellettuali comunisti e di sinistra italiani e da esponenti dei movimenti di lotta e di forze sindacali: da Chiesa stesso a Valentino Parlato, dal segretario nazionale del PdCI, Cesare Procaccini, al segretario del PRC, Paolo Ferrero; dal filosofo Domenico Losurdo allo storico Angelo d’Orsi, da Oliviero Diliberto a Mariella Cao, da Claudio Grassi a Giampaolo Patta, da Fausto Sorini a Fabio Amato, da Sergio Cararo a Bruno Steri, da Mauro Gemma a Flavio Pettinari”. Fisicamente, davanti all’ambasciata ucraina – protetta, secondo Giannini, da uno schieramento poliziesco definito “imponente” e “temibile” – si ritrovano “Giulietto Chiesa, Bruno Steri, Giovanni Russo Spena, Sergio Cararo, Marco Santopadre, Marco Ferrando, il segretario regionale del PdCI, Luca Battisti, Maurizio Musolino, Alessandro Hobel, Luigi Marino e tanti e tanti altri”. Non manca “un gruppo di compagne ucraine”, in realtà russe, che ritroveremo, nelle settimane e  nei mesi successivi, nelle iniziative promosse da movimenti di estrema destra – Stato e Potenza, Millennium, Movimento Sociale Europeo, anche sotto la sigla del “Coordinamento Solidale con il Donbass” – a sostegno delle repubbliche secessioniste del Donbass e della Russia di Putin. Nel suo resoconto, Giannini si compiace del fatto che “In piazza vi sono le televisioni nazionali russe: sono intervistati, e rispondono in lingua russa, Giulietto Chiesa e Luigi Marino”.
Ma l’elenco dei vecchi amici di Giulietto Chiesa è molto più lungo: fra i firmatari del suo appello per la manifestazione “antifascista” figurano anche il giuslavorista Piegiovanni Alleva, l’esponente “No MUOS” Antonio Mazzeo, Giampaolo Patta (CGIL nazionale), il giornalista del Manifesto Manlio Dinucci, l’economista Vladimiro Giacchè, il fisico Angelo Baracca, lo storico di orientamento (molto) conservatore Franco Cardini, il giurista Fabio Marcelli, lo storico Andrea Catone, l’attivista palestinese Bassam Saleh e molti altri. Per lungo tempo, poi, Chiesa è stato un importante punto di riferimento per gruppi ed organizzazioni antimperialisti, dal collettivo Militant alla Banda Bassotti, band musicale politicizzata che ha promosso una carovana di aiuti umanitari per le popolazioni del Donbass, fino alla Rete No War, senza dimenticare la stessa Rete dei Comunisti. Infine, Chiesa dispone di un blog personale sulla piattaforma del quotidiano “Il Fatto”.
Dopo la denuncia politica di “Contropiano”, Giulietto Chiesa è letteralmente scomparso dalle comunicazioni e dalle iniziative dei gruppi citati, i quali, peraltro, non hanno espresso nemmeno una parola di commento. In altre parole, mentre Contropiano e la Rete dei Comunisti hanno nettamente e pubblicamente preso le distanze dalle frequentazioni fasciste del giornalista, tutti i suoi ex amici si sono limitati a non parlarne più… appunto, Giulietto chi?

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Per la verità, una voce in difesa di Chiesa si è levata, e proprio da parte di un esponente della Rete No War, vicinissima alla Rete dei Comunisti: la voce è quella del napoletano Francesco Santoianni (altro…)